Prova Continental RaceAttack E & SportAttack 2

Debutto ad alte prestazioni per Continental nel settore moto. La Casa tedesca s’inserisce da protagonista nel settore delle hyper prestazioni dove la sfida si combatte con il cronometro e con un costante sviluppo tecnologico.

22 giugno 2012 - 10:06

LIVE

Continental ha presentato nei giorni scorsi il ContiRaceAttack Endurance e ContiSportAttack 2; due pneumatici dalla chiara impostazione sportiva che vogliono soddisfare in un sol colpo le esigenze dei motociclisti sportivi, sia quelli che si dedicano ai semplici track day – giornate in cui l’agonismo lascia spazio al piacere della guida sportiva – sia a chi invece pretende qualcosa in più sia a livello di prestazioni che a livello di resa chilometrica.

Il ContiSportAttack 2 è il classico pneumatico di primo equipaggiamento – la BMW S 1000 RR che lo adotta n’è l’esempio – che ben si sintonizza con chi decide, senza dover cambiare il treno di pneumatici ogni volta che entra in circuito, di dedicarsi comunque alla guida sportiva da ginocchio a terra. Questo pneumatico è in grado di sopportare le esigenze di un uso stradale, quindi percorrenze di diverse migliaia di chilometri, e soprattutto garantire del sano divertimento tra i cordoli.

La seconda release del pneumatico tedesco,  che si fregia del claim “ready 2 attack”, fa leva su una serie di soluzioni tecnologiche realizzate da Continental per garantire innanzitutto un ottimo confort nella guida stradale, un valore di tenuta sul bagnato soddisfacente visto l’utilizzo di una percentuale maggiore di silice nella mescola e una comunicazione diretta con il pilota in ogni condizione di guida.

Le armi tecnologiche usate da Continental sono denominate Traction Skin, Continuous Compound e Black Chili. Nel dettaglio la Traction Skin identifica la particolare conformazione della superficie del battistrada: le micro rugosità del battistrada permettono al battistrada di aderire perfettamente all’asfalto e garantiscono così – sempre secondo i tecnici di Continental – il miglior grip in accelerazione, frenata e percorrenza di curva.

Continuous Compound sono due parole che spiegano bene un concetto piuttosto complicato:  a differenza di quanto accade con i tradizionali pneumatici bimescola, riconoscibili per la netta linea di separazione tra le diverse mescole del battistrada, con il nuovo SportAttack2 il passaggio da una mescola all’altra non è netto, ma molto progressivo. A differenza, infatti, della concorrenza è un processo di vulcanizzazione a determinare la diversa aderenza e non la presenza di diversi materiali a comporre la struttura del battistrada.

Con Black Chili viene invece indicata la particolare mescola –  ingrediente segreto –  che permette al pneumatico di avere tempi brevi di riscaldamento – warm up –e la capacità di resistere all’improvviso decadimento delle performance quando le temperature di esercizio e dell’asfalto raggiungono valori troppo alti.

ContiSportAttack 2 va così a soddisfare l’esigenza dell’utente che ha velleità sportive ma che allo stesso tempo non vuole rinunciare all’utilizzo della moto nemmeno nella stagione invernale. Guardando il solito grafico delle performance presentato dalla Casa, questo pneumatico si posiziona esattamente sulla linea che confina con il ContiRoadAttack 2 –  più stradale che sportivo –  e ha la capacità di gestire meglio le performance dei motori sportivi rispetto al precedente ContiSportAttack da cui deriva.

Diverso è il posizionamento del ContiRaceAttack Endurance che, pur mantenendo lo spirito dell’Attack 2, aumenta la superfice liscia del suo battistrada per avere ancora più grip senza perdere i vantaggi oggettivi dell’omologazione per l’uso stradale e il suo sviluppo è avvenuto durante uno degli eventi più probanti per uno pneumatico: la 24 ore di Le Mans. Dal punto di vista costruttivo valgono le stesse tecnologie applicate al ContiSportAttack 2 ma è sufficiente una rapida occhiata per capire le differenze del battistrada e quindi i vantaggi nell’uso agonistico.

RIDE

Affronto questa prima presa di contatto dei due diversi pneumatici scegliendo la Kawasaki Z750 perché è una delle moto disponibili con entrambe le coperture; la parola passa di diritto al ContiSportAttack 2 che mi porta al debutto sul neonato circuito di Cremona. Il manubrio largo e le sospensioni tarate per un uso stradale infondono un buon feeling di guida: la sensazione di “morbidezza” delle sospensioni non penalizza la guida. Più che l’accelerazione o la successiva frenata, a piacermi è il comportamento della gomma quando si inizia a piegare e portare la ruota anteriore verso il punto di corda della curva.

Il profilo del pneumatico dà la sensazione di avere tutto sotto controllo, l’Attack 2 non si “tuffa” in curva, non spinge troppo rapidamente la moto in piega; immagino l’utente stradale che debutta in circuito e non vuole fare disastri al primo esordio. Il tempo di un veloce rifornimento e salgo sull’altra Z750 equipaggiata con gli Endurance. Sono sufficienti pochi metri e la prima sequenza di curve per capire che il RaceAttack è fatto di un’altra pasta: è più svelto, più reattivo, ha il DNA sportivo.  Anche in questo caso non posso parlare di migliore aderenza in accelerazione o frenata ma di sicuro quando decido di affrontare le curve mi accorgo che arriva prima alla corda della curva, lo fa con maggior decisione e soprattutto tiene meglio la traiettoria. E’ un pneumatico che, proprio per com’è concepito, sceglie di dedicare buona parte del suo tempo alla vita in circuito piuttosto che all’uso stradale.

In rapida sequenza scelgo le selle della Suzuki GSR 750 e la GSX R 750. La naked di Hamamatsu, che ha sospensioni più rigide rispetto alla Kawasaki, fa lavorare meglio gli pneumatici e permette prestazioni sul giro superiori e una buona dose di divertimento; la sorella carenata conferma la bontà del lavoro fatto in Germania nel realizzare uno pneumatico che sappia accontentare chi ha la manetta infuocata e non vuole scegliere, una volta tanto i marchi che dominano il mercato nazionale e vestono buona parte dei cerchi delle moto sportive.

La scelta finale è la risultante della percentuale di pista o strada che si ha intenzione di fare. Se a dominare è la percorrenza stradale indubbiamente il ContiSportAttack 2 è la scelta più indicata, rotondo nello scendere in piega, più intuitivo, e con battistrada più intagliato per drenare meglio l’acqua in caso di maltempo.

Il ContiRaceAttack Endurance invece soddisfa palati più fini, quelli con maggior esperienza tra i cordoli, e che chiedono a uno pneumatico una grande superficie d’appoggio alla massima piega.

Entrambi gli pneumatici sono omologati per velocità superiori ai 270 km/h e sono già disponibili presso la rete vendita nelle seguenti misure:

ContiSportAttack 2

Anteriore: 120/70-17; 120/60-17; 120/70-17

Posteriore:150/60-17; 160/60-17; 180/55-17; 190/50-17; 190/55-17

ContiRaceAttack Endurance

Anteriore: 120/70-17

Posteriore:160/60-17; 180/55-17; 180/60-17; 190/50-17; 190/55-17

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Vittoria Agarro, allround senza limiti

Nokian Tyres Intuitu, arrivano i sensori integrati 

Continental TKC 80 alla Transitalia Marathon 2019