Prova Metzeler Tourance Next

Ottime prestazioni sul bagnato, maggiore resa chilometrica e l’ormai noto feeling di guida tipico degli pneumatici tedeschi: queste le caratteristiche principali del Tourance Next nato specificamente per le maxi enduro stradali.

22 marzo 2013 - 17:03

Un velo d’acqua costante inonda la superficie ruvida dell’asfalto della pista Pirelli di Vizzola Ticino, in provincia di Varese. La temperatura non supera i 10°C e il cielo non promette nulla di buono: condizioni perfette per verificare dinamicamente il comportamento del nuovo pneumatico Metzeler destinato alle maxi enduro stradali.

LIVE
Nel paddock del tracciato di prova ci attendono alcuni dei modelli più rappresentativi: BMW R 1200 GS Adventure, Honda Crosstourer, Yamaha SuperTénéré, Triumph Tiger Explorer, tutte moto con cilindrate di 1.200 centimetri cubi, tutte equipaggiate di trasmissione finale ad albero cardanico. Sono loro a dettare le regole del mercato e del turismo di ultima generazione; sono loro il miglior banco prova per capire se uno pneumatico da turismo è in grado di sopportare il carico di bagagli e passeggero, non decadere al repentino variare della temperatura e garantire un feeling di guida elevato e un livello di sicurezza, in caso di frenata d’emergenza, ai massimi livelli. In Metzeler posso dire con piacere che hanno le idee molto chiare e soprattutto riescono a rendere l’esperienza di guida sul bagnato un momento emozionante e non una condizione da affrontare con terrore e con la certezza di finire inevitabilmente a gambe all’aria. Gli ingredienti di base del Next sono noti: un’equa (e segreta) ripartizione di silice, polimeri e una nuova resina, uniti per creare un mix che offra una resa chilometrica molto elevata, un grip soddisfacente in piega e una comunicazione diretta con l’ABS in caso di frenata d’emergenza. Entrando nel dettaglio, i tecnici hanno differenziato la mescola, aumentando la percentuale di silice nella zona centrale dello pneumatico posteriore, mentre la zona laterale – detta comunemente spalla – soggetta alle maggiori sollecitazioni in piega è caratterizzata dal 100% di presenza di silice. Le misure disponibili comprendono le principali “taglie” richieste oggi dal mercato e prevedono valori compresi tra 17 e 21 pollici di diametro per la ruota anteriore, mentre per il posteriore si passa da 140 a 190 mm di larghezza solo su cerchio da 17 pollici.

RIDE
Profilo tondo e scanalature differenziate per drenare il più rapidamente possibile l’acqua e garantire una trazione costante sull’asfalto, nell’off-road leggero e a moto piegata. Un’alchimia di elementi che permette fin dai primi metri di trovare un buon feeling di guida con i diversi avantreni delle moto di cui disponiamo. A sorprendere è il comportamento in ogni condizione, al punto che mi devo ricordare che sto guidando su un asfalto letteralmente sommerso dall'acqua. Il Traction Control che equipaggia tutte le moto del test non fa notare la sua presenza in piega e nemmeno in piena accelerazione; analoga condizione si presenta in frenata.

Il breve rettilineo permette di raggiungere velocità superiori ai 120 km/h ed è seguìto da una curva a destra, da percorrere a una velocità prossima ai 70 km/h dopo una frenata decisa (dati rilevati tramite GPS): anche in questo caso l’unico intervento che rilevo è legato all’ABS, che agisce sulla ruota posteriore a causa del repentino trasferimento di carico all'anteriore. Dimostrazione che l'ottimo grip offerto richiede al pacchetto elettronico solo mirati e brevi interventi durante la guida.

Per verificare l’effettiva bontà del Metzeler Tourance Next ho a disposizione una Honda Crosstourer equipaggiata con un treno di pneumatici di un marchio concorrente. Percepisco immediatamente che lo pneumatico avversario è un osso duro: è performante ma a causa della conformazione del profilo, meno rotondo, "casca" troppo rapidamente in curva, sensazione non percepita con il Next, che invece dimostra un comportamento regolare nella discesa in piega.

Riconosco anche un maggiore galleggiamento dello pneumatico posteriore, che evidenzia una leggera tendenza all’acquaplaning causata dalla struttura della carcassa, meno rigida di quella del Tourance. Queste sensazioni si traducono (dati GPS alla mano) in una velocità media di percorrenza delle curve principali del tracciato inferiore di 5-6 km/h e soprattutto una velocità media sul giro inferiore e un tempo superiore nell'affrontare, percorrere e uscire dalle tortuose chicane del tracciato.

Purtroppo raccontare uno pneumatico non è facile, soprattutto sapendo quanta tecnologia è nascosta nella sua mescola e quanto impegno e tempo viene impiegato per lo sviluppo da parte di collaudatori e tecnici. Analizzo il nuovo Metzeler con lo spirito dell’utente medio che a uno pneumatico chiede sicurezza in frenata e a moto piegata, facilità di guida fin dai primi chilometri e resa chilometrica: nel nuovo Tourance Next troverà un compagno di viaggio affidabile.

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