Honda Gold Wing

RIDEVogliamo esagerare? Lo sanno tutti che se Honda ci si mette non è seconda a nessuno, punta al massimo. La Gold Wing è figlia di questa filosofia ed è un’icona per la Casa di Tokyo, che l’ha creata proprio per conquistare l’America e dare fastidio alla Harley. Lo ha fatto alla sua maniera, proponendo una moto inarrivabile per dotazione e “numeri”. Non è un caso, infatti, che la 1800 Honda sia stata tra le prime moto a montare l’ABS e la prima (e finora unica) moto al mondo a proporre l’airbag. Sebbene Harley e BMW non scherzino affatto, sul fronte della dotazione la Gold Wing appare inavvicinabile. Alla voce “di serie” rispondono presente il cruise control, la radio CD, l’impianto CB, il sistema interfono, il navigatore satellitare (integrato in un monitor sulla consolle centrale), l’ABS/CBS, la regolazione elettrica del precarico sospensioni, sella e manopole riscaldate, oltre al già citato airbag. Ci sono automobili in circolazione molto meno ricche quanto a dotazione. Non lamentatevi, però, se vista l’opulenza, per una Gold Wing vi spillano 32.770 euro. La dotazione francamente impressionante ne fa la moto con la consolle comandi più piena di bottoni (e confusionaria) in assoluto, e la avvicina a una spider a due ruote. Proprio per questo motivo in mezzo a tutte queste regolazioni elettroniche stona un po’ il fatto che il parabrezza si regoli manualmente, tra l’altro con un meccanismo un po’ laborioso.Il progetto Gold Wing ha ormai qualche anno sulle spalle: dotazione a parte (che si è aggiornata nel tempo) e nonostante gli ultimi interventi, che hanno interessato soprattutto la parte posteriore, meriterebbe di essere rinfrescato, soprattutto nei comandi, che sono funzionali ma esteticamente datati, soprattutto alla luce di quanto offerto da Harley e BMW. In poche parole, la Gold Wing è una moto eccezionale, tecnicamente perfetta (le manca il Ride By Wire e l’acceleratore è un po’ duro da azionare), ma con qualche ruga che ne offusca  l’appeal estetico.Alla guida, però, la Gold Wing riesce a mettere tutti d’accordo. Il suo motore 1800 boxer sei cilindri è semplicemente fantastico, da qualsiasi punto di vista. Ha cavalli (118) e coppia )167 Nm) in abbondanza, oltre a un’elasticità senza pari. In quinta – per l’esattezza è un overdrive – si può scendere praticamente al minimo per poi riprendere senza alcun problema. Sella a soli 740 mm da terra, vibrazioni zero, protezione dall’aria (e dalla pioggia) totale, al punto che se piove ci si bagna di più stando fermi che viaggiando. A 20 come a 200 km/h (e la Gold Wing ci arriva facilmente) il comfort è da business class, peccato solo che anche a causa del motore le pedane obblighino le gambe in un’unica posizione; il passeggero sulla Gold Wing gode del miglior comfort, sia per quanto riguarda la protezione dall’aria sia per la seduta. La ciclistica, inoltre, è ottima: grazie al motore boxer che abbassa moltissimo il baricentro, la 1.800 di Tokyo riesce a far scomparire meglio di tutte i suoi 421 kg (!) in ordine di marcia, tanto che sembra molto più leggera della Harley quando in realtà pesa quasi 10 kg in più dell’americana. Questa moto si guida in un modo incredibile ed è capace di tenere ritmi che a prima vista sembrano impossibili. Migliorabile a mio parere è solo la potenza dell’impianto frenante, che richiede robuste strizzate di leva (e di pedale, che con il CBS aziona anche i dischi anteriori e in percorrenza infastidisce un po’) per avere spazi di frenata adeguati: la moto pesa e dischi anteriori più grossi di quelli da 296 mm di diametro non ci starebbero male. In compenso l’ABS è perfetto, interviene poco e quando lo fa quasi non te ne accorgi, perché le leve non pulsano e la frenata riprende subito potenza. Il sistema audio è ottimo, ma non a livello di quello Harley, che ha il pregio di sentirsi meglio anche a velocità più elevate, quando con la Honda la risonanza del boxer nella carenatura toglie tutto il piacere dell’ascolto. La capacità di carico è ovviamente ottima, anche se il top case non raggiunge la capacità smisurata di quello della Ultra Limited. Però l’apertura è centralizzata e azionabile comodamente dal telecomando. Una cosa superflua? Non per chi compra queste moto.LIVE, I PUNTI SALIENTI DELLA HONDA GOLD WINGMotoreSe non sai come far sparire il peso, abbassalo quanto più ti è possibile. Il motore Boxer della Gold Wing è figlio di questa filosofia, ed è il principale protagonista dell’abbassamento del baricentro della maxi Honda. Una architettura pregiata, ma anche molto costosa, che la Gold Wing condivide con la Porsche. Dai suoi 1.832 cc escono 118,3 cv e una coppia di ben 167 Nm, che ha il suo picco massimo a soli 4.000 giri. Questo boxer rinuncia alle ultime sofisticazioni elettroniche come Ride By Wire e controllo di trazione, ma almeno per quel che riguarda il primo, non pare averne bisogno perché ha un’erogazione che definire elettrica è poco; inoltre è l’unico a poter offrire la retromarcia, che sfrutta il motorino di avviamento e in certe situazioni è decisamente comoda. Di contorno anche il comparto trasmissione merita un voto molto alto, la frizione è abbastanza morbida, e il cardano dolcissimo. CruscottoLa strumentazione dell’ammiraglia Honda, per quanto indiscutibilmente completa, denota un look quasi post-moderno, ad esempio per quanto riguarda lo schermo che sovrasta il manubrio. C’è molto da osservare prima di avere tutto sotto controllo… La leggibilità, comunque, è buona in ogni condizione di luce. Si noti la collocazione dell’airbag, dotazione che distingue la Gold Wing dalle concorrenti di questa prova e da tutte le altre due ruote sul mercato.  ComandiDotata di ogni tipo di informazione o comfort, la Honda spicca per una strumentazione assolutamente completa. Il display è ampio e ben leggibile e integra alla perfezione il cruscotto di tipo analogico e sull’ultima versione, il navigatore si è evoluto ulteriormente con nuove funzionalità fra cui il controllo della corsia di marcia. Audio surround con sistema a sei altoparlanti da 80 w e completa compatibilità con iPod, iPhone e chiavette USB sono le caratteristiche dell’impianto Hi-Fi. Un sacco di cose, che vanno comandate: ed è qui che la Honda denuncia un po’ i segni dell’età, sparpagliando in giro per manubrio e carena cursori e pulsanti. Capacità di caricoDelle tre moto in prova sicuramente la Honda è quella che integra meglio il trio di borse con una capacità di circa 150 litri (per darvi un’idea la MINI Cabrio arriva a 175), più che sufficiente per una vacanza senza rununciare a nulla. Tuttavia la Gold Wing non è la più “capace” delle tre, soprattutto per quel che riguarda il baule posteriore, che non mantiene quanto promesso dalla dimensioni esterne molto generose. Le pareti, infatti, sono molto spesse. Punto di forza è senza dubbio la chiusura centralizzata: con il telecomando si bloccano tutte le borse in un sol colpo, una bella comodità.

 

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