Il motomondiale 2017 di Milestone torna all’essenziale. A un anno di distanza dall’ottimo Valentino Rossi: The Game, la software house milanese mette da parte gare di flat track, VR46 Academy, rally di Monza e un po’ di sana creatività, per tornare a un videogioco più classico o, se preferite, senza troppi fronzoli. Un titolo che rinuncia a tutto l’ambaradan dedicato al Dottore di Tavullia in nome della semplicità. Il risultato si chiama MotoGP 17 e come sempre è sviluppato su licenza ufficiale DORNA.

Così come ogni altro capitolo della serie, MotoGP 17 propone Modalità Veloci (Gran Premio, Campionato, Prova Cronometrata, Schermo Condiviso), l’immancabile Carriera Pilota e il Multiplayer online. È possibile organizzare interi campionati o singoli Gran Premi in tutte le classi, MotoGP, Moto 2, Moto3, oppure tornare ai tempi delle due tempi, con 125cc, 250cc e 500cc. Il gioco mette a disposizione i 18 circuiti ufficiali del Motomondiale 2017, così come tutti i piloti ufficiali di Moto3, Moto2 e MotoGP, ai quali si affiancano anche i piloti “storici”, per rivivere le grandi sfide di una volta.

MotoGp 17, inoltre, segna anche il debutto del campionato ufficiale eSport organizzato da Dorna con il supporto di Milestone. Il MotoGP eSport Championship sarà un’esclusiva per i giocatori PlayStation 4 e sarà articolato in 7 eventi online, al termine dei quali i 16 giocatori più veloci saranno invitati al live event di Valencia (in concomitanza con l’ultima gara di campionato), dove battaglieranno per portarsi a casa una BMW M240i. L’evento sarà trasmesso in diretta dai partner televisivi di Dorna Sports.

Il gioco introduce finalmente la Rookiee Cup di RedBull (già giocata in passato come DLC), ma la vera novità è rappresentata dalla Carriera Manageriale, che mette il giocatore alla guida (in ogni senso) di un team, sia come pilota ufficiale che come patron della scuderia.

Sarà dunque importante correre in pista per ottenere quanti più crediti e vittorie possibile, gestendo al contempo budget, sponsor, mercato piloti, sessioni fotografiche, allenamenti in palestra, marketing, community management, PR, alimentazione e ogni altra dinamica interna al proprio team (con occhi sempre puntati su performance e finanze). Purtroppo, controller alla mano, si tratta di una modalità poco approfondita (e spesso solamente abbozzata), dai tempi estremamente dilatati, avida di pazienza e avara di soddisfazioni immediate. Una piccola-grande occasione mancata, che se non altro spronerà Milestone a lavorarvi in futuro con più convinzione.

Rispetto a Valentino Rossi: The Game, ogni aspetto tecnico del gioco è rimasto pressoché immutato, dalla fisica che governa la manovrabilità delle moto fino al comparto grafico. MotoGP 17 (ri)propone il solito ed efficace sistema di guida, ovvero un compromesso (completamente personalizzabile) appositamente progettato per esaltare i principianti, stuzzicare la fantasia di più e scontentare chi sperava in rivoluzioni ben più simulative e rigorose. Un gioco sostanzialmente arcade, da buttare giù in piega senza troppi patemi o mancamenti. L’ebbrezza di cavalcare bolidi da oltre duecentocinquanta cavalli è però smorzata da un’intelligenza artificiale non di certo all’altezza della licenza. Gli avversari non hanno la benché minima consapevolezza della nostra presenza in pista, dimostrandosi fin troppo spesso non curanti delle nostre traiettorie.

Il problema più evidente di MotoGP 17, però, è nel colpo d’occhio, alimentato da un motore grafico (il vecchio engine proprietario di Milestone) che ormai, dopo lunghi anni di onorato servizio, non riesce più a tenere il passo e le performance della concorrenza. I modelli di moto e piloti sono ben realizzati, ma lo stesso non si può dire dei tracciati, degli elementi di contorno e del sistema di illuminazione (specie quello del Quatar!), che tende ad “appiattire” le ambientazioni e la resa complessiva.

Una nota tecnica positiva c’è. Anzi, ce ne sono due. La fluidità è sensibilmente migliorata rispetto all’anno scorso, e ora sfiora gli ambiti 60 fotogrammi al secondo. Il rombo dei motori (il sonoro è una componente essenziale di ogni buon racing game), inoltre, è ora decisamente più fedele, granulare e adrenalinico. Parola d’ordine: volume al massimo! Peccato che il commento di Guido Meda non accompagni l’intero svolgimento della gara, ma sia limitato solo alle fasi pre-partenza.

Oggi, il Motomondiale virtuale di Milestone si concede qualche piccola novità, ma in fondo si tratta della stessa formula (ampiamente collaudata) di sempre, che ormai manca di coraggio e pecca di una certa ripetitività. Tirando le somme, MotoGP 17 è – e deve essere – un MotoGP di transizione, che segna inevitabilmente la fine di un lungo ciclo e chiama a gran voce una ripartenza per la serie, con un nuovo motore grafico che sia finalmente in grado di spingerla a testa alta verso nuove potenze di calcolo.

A patto di scendere a compromessi con un impianto grafico non proprio all’ultimo grido, e (solo) se avete mancato l’appuntamento con Valentino Rossi: The Game, allacciate il casco e preparatevi a scattare al semaforo verde!