MXGP 3: L’evoluzione del motocross virtuale

3 luglio 2017 - 11:07

Con il terzo MXGP, lo studio di sviluppo Milestone ha voluto fare le cose in grande e, come sempre, made in Italy. Il gioco è chiaramente un’evoluzione di MXGP 2, forte di un nuovo motore grafico (l’incredibilmente potente e versatile Unreal Engine 4), la licenza ufficiale del campionato (aggiornato alla stagione 2016) e qualche novità. MXGP 3 propone su PlayStation 4, Xbox One e PC un motocross migliore, ancora più adrenalinico e godibile da un divano, risultando di fatto il miglior simulatore di motocross in circolazione. Questo non vuol dire che sia esente da difetti e lacune.

Simulazione rigorosa o arcade per divertire tutti? La soluzione implementata da Milestone nella serie MXGP è il giusto compromesso, ovvero un sistema di guida espressamente calibrato su due elementi cruciali: divertimento e appagamento. Tutto ruota attorno alla gestione dei movimenti del pilota (e dei pesi) sulla moto, attraverso l’uso dei due stick analogici del DualShock 4. Il sinistro è dedicato all’inclinazione della moto, mentre il destro ai movimenti del pilota.

La curva di apprendimento è come sempre graduale, e gli sviluppatori hanno aggiunto ai 18 circuiti del campionato (tutti i tracciati della stagione MXGP 2016, incluso l’MXoN, sia in modalità giocatore singolo sia in quella online) anche il cosiddetto Compound, un tracciato “privato” in cui allenarsi a gestire salti e scrub in totale libertà. Naturalmente, è possibile configurare il gioco in base alle proprie esigenze e all’esperienza desiderata, attraverso l’impostazione più o meno invasiva dei molteplici aiuti elettronici. Se è vero che la verità è sempre nel mezzo, il setting intermedio, con i movimenti semi-automatici del pilota, è quello che più riesce a bilanciare meglio divertimento e appagamento.

Rispetto al precedente capitolo, il sistema fisico proposto da MXGP 3 è ancora più coinvolgente, intuitivo e reattivo, accessibile senza grande competenza/esperienza con i videogiochi. La spiccata propensione a scivolate e cadute è ora decisamente smussata, mentre la gestione dei solchi sul terreno è stata ulteriormente affinata e migliorata dal team di sviluppo, grazie al nuovo motore di deformazione del terreno, che viene progressivamente scavato, passaggio dopo passaggio, costringendo il giocatore a un ripensamento delle traiettorie e delle strategie di sorpasso. Oppure, visto che non siamo tutti Antonio Cairoli, a mettere le ruote dove capita o dove si riesce, cercando di sopravvivere e portare a casa un risultato quantomeno dignitoso.

Le (pessime) condizioni metereologiche, con forti piogge e piccoli laghi di fango sono una delle gradite novità introdotte da MXGP 3. Il gioco (ri)propone la tipica modalità Carriera, che permette di muovere i primi passi nella categoria MX2 e, gara dopo gara, accrescere la propria reputazione e competere con gli avversari per diventare il nuovo campione del MXGP World Championship.

Torna il Monster Energy FIM Motocross of Nations, gara a punteggio che si svolge su sei tracciati, nelle categorie MXGP, MX2 e Open, in cui dovremo difendere i colori della nazione prescelta. Mancano, purtroppo, le Stadium Series (i quattro tracciati indoor che l’anno scorso donavano al tutto un pizzico di spettacolarità yankee). I numeri di MXGP 3? Oltre 300 componenti ufficiali di oltre 75 brand tra cui scegliere, 10 nuovi modelli di moto a 2 tempi, caratterizzate da una fisica ed un audio dedicato, utilizzabili all’interno di tutte le modalità di gioco.

Come anticipato, qualche piccola/media lacuna non manca, a cominciare proprio dal fiore all’occhiello del terzo capitolo: il nuovo motore grafico. Su console (PS4 e Xbox One) l’impatto visivo non lascia gridare al miracolo, sebbene rappresenti un netto passo avanti rispetto al “vecchio” MXGP 2. Il risultato è più patinato e artificioso, con un impianto grafico che da 720p viene “stretchato” forzatamente a 1080p, causando una certa mancanza di definizione delle texture. Di gran lunga migliore e quindi preferibile la versione PC, più muscolosa, definita e brillante nei colori. Anche il frame rate – che con i suoi 30 FPS non può certo definirsi un campione di velocità – non è sempre stabile. Qualche rallentamento è visibilmente percepibile, ma nulla che in fondo riesca a compromettere il divertimento. Un altro piccolo difetto da colmare in futuro è il sistema di collisioni tra piloti, che nelle situazioni di mischia, quando si lotta a spallate nel fango, tende un po’ a confondersi.

Per concludere, gli sviluppatori hanno implementato un sistema di “respawn”, a dire la verità abbastanza antipatico, che entra in azione non appena si esce al di fuori del percorso (vuoi per un contatto, un atterraggio sbilenco o una frenata mancata) e riporta automaticamente il pilota in pista. Comodo, ma il flow generale ne risente pesantemente, per non parlare dell’essere travolti senza troppi complimenti dai diretti inseguitori.

Nonostante queste lacune, MXGP 3 rappresenta un nuovo e ben promettente punto di partenza sul quale Milestone, negli anni a venire, potrà lavorare, per migliorare il franchise e sfruttare con ancora più convinzione e know-how la licenza ufficiale del motocross. Oggi, MXGP 3 è una scelta obbligata per tutti i veri appassionati delle due ruote off-road, il miglior videogioco del genere: sporco, divertente, adrenalico e appagante, con molta più sostanza che apparenza.

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