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Come proteggere la batteria d’inverno

Con l’arrivo del freddo, la batteria dell’auto è chiamata a un super lavoro pur perdendo in prestazioni. Ecco come difenderla dalle aggressioni del gelo.

Pubblicato martedì 10 novembre 2015 · da

Non avete un box, il Generale Inverno è arrivato e ogni mattina scoprire se l’auto andrà in moto si rivela tranquillizzante quanto una partita alla roulette russa? Non disperatevi. Esistono diverse soluzioni per tutelare la batteria della vettura e garantire facili accensioni sotto zero.

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Le basse temperature affossano le prestazioni delle batterie e, al tempo stesso, richiedono una maggiore quantità d’energia perché il motore vada in moto, dato che l’olio aumenta di viscosità con il freddo. Come se non bastasse, il gelo porta a un incremento dei consumi di corrente da parte degli strumenti di bordo, ad esempio del lunotto termico e dei gruppi ottici, spesso in funzione, e qualora la vettura resti ferma per lunghi periodi può subentrare anche la cosiddetta solfatazione delle piastre; una degenerazione che contribuisce allo scaricamento.

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Nella lotta contro l’inverno, diviene cruciale preservare la durata degli accumulatori, avendo l’avvertenza di sostituirli ogni 3/4 anni e verificandone periodicamente lo stato di carica. Quest’ultima operazione richiede uno strumento specifico, denominato voltmetro, che permette di misurare la tensione ai morsetti una volta spento il motore da un paio d’ore. Se il valore rilevato è superiore a 12,6 Volt, significa che l’accumulatore è in ottimo stato, tra i 12,4 e i 12,6 è in discrete condizioni, mentre sotto i 12,4 Volt necessita di una carica. Qualora la batteria sia in buone condizioni, una protezione tanto empirica quanto efficace è rappresentata dal ricorso a una termofodera specifica, disponibile presso i ricambisti a 30 euro.

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Per effettuare autonomamente la ricarica della batteria è invece necessario procurarsi un apposito charger, spesso disponibile a prezzi abbordabili (nell’ordine dei 50 euro) nel reparto accessori auto dei supermercati. Questo accessorio ha il vantaggio di non richiedere lo stacco dei morsetti in fase di accumulo, a meno che la vettura sia dotata del sistema Start&Stop. In tal caso, infatti, vi è il rischio di danneggiare l’alternatore. E se la batteria non “tiene” la carica? Va sostituita. Attenzione, però, alle complicazioni legate all’epoca moderna: la raffinata elettronica delle auto più recenti potrebbe richiedere un reset totale se privata della fonte d’energia principale anche solo per pochi minuti. Dovendo scegliere un nuovo accumulatore, in previsione di un ripetuto utilizzo in montagna o in zone dal clima particolarmente rigido, è bene optare per modelli specifici, forti ad esempio di griglie in lega d’argento che favoriscono l’avviamento a freddo.

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