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Confronto Pneumatici Hard Maxi Enduro

Voglia di avventura? Voglia di arrivare ovunque con la vostra maxi enduro? Ecco gli pneumatici che fanno per voi. Hanno il tassello e la faccia da “dure” e trasformano la vostra enduro bicilindrica in un panzer inarrestabile. Su asfalto? Fanno quel che possono. La migliore ha passaporto italiano.

Pubblicato lunedì 04 luglio 2016 · da

ConfrontoPneumaticiMaxiEnduroHard-033Sognate l’avventura? Non potete prescindere da loro, sono le gomme tassellate per maxi enduro, quelle capaci di “incattivire” l’estetica e consentire alle vostre maxi bicilindriche di arrivare ovunque. L’idea parte da lontano, da quando le bicilindriche correvano la Dakar e che distruggevano gli pneumatici a causa del peso e dell’eccesso di coppia. Fu davvero una bella sfida per i produttori di pneumatici che si dovettero ingegnare per realizzare gomme capaci di reggere tappe da 1.000 km, percorse da moto strapotenti, a velocità sconsiderate su ogni tipo di terreno. Oggi che guidiamo le pronipoti di quelle moto possiamo godere di quelle esperienze per i nostri viaggi no stop attorno al mondo. Se nella vostra avventura comprende piste, fango e situazioni difficili queste sono le gomme che fanno per voi. La sfida di chi le costruisce è realizzare un prodotto che mantenga una guidabilità dignitosa sull’asfalto (anche alle pressioni molto basse a cui sono solitamente gonfiate a 1.6/1.6 bar anteriore e posteriore), assicurando al tempo stesso prestazioni da off road vere una volta che si affronta lo sterrato. Farlo mentre si equipaggiano moto da oltre 250 kg con un mare di coppia e potenze che arrivano a 160 cv non è certo facile. E ognuno affronta il problema a modo suo, studiando forme particolari di tassello, strutture (radiali in certi casi) e mescole. Quattro sono le scelte top che potrete fare sul mercato: agli “storici” Continental TKC80 e Metzeler Karoo (giunto ormai alla terza generazione) si sono aggiunti di recente Michelin con l’Anakee Wild e Pirelli con lo Scorpion Rally, un quartetto di primedonne che affrontano il tema in modo molto interessante. Le abbiano analizzate e provate una per una, su asfalto, terreno duro e sassoso e su terreno morbido e cedevole. Ospite d’onore la Ducati Multistrada 1200 Enduro ovvero la miglior maxi in fuoristrada. Con lei abbiamo “stressato” le gomme cercando di sviscerarne punti di forza e punti deboli. Di seguito ve le raccontiamo in ordine di gradimento. Ricordando che queste gomme impongono qualche limitazione dal punto di vista della velocità massima, nella maggior parte dei casi limitata a 160 km/h.

 

1) PIRELLI SCORPION RALLY
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È l’ultima arrivata sul mercato e, come spesso accade, fa tesoro delle esperienze degli altri prodotti (anche della concorrenza) per cercare di fare meglio. Ma ci riesce? Si il Pirelli Scorpion Rally riesce nell’intento perché mixa la bontà della guida su asfalto di Continental e Metzeler (di cui offre la stessa rapidità di profili ma con un appoggio leggermente migliore), migliorando però in modo sensibile le prestazioni nella guida in fuoristrada. Interessante la scelta tecnica di utilizzare un passo irregolare per i tasselli del pneumatico posteriore (che ha pani di gomma di sezione molto ampia), soluzione che porta i suoi frutti nei confronti di rumorosità e vibrazioni che infatti sono le minori rilevabili su questo tipo di prodotto. Mantenendo una guida ottima su asfalto (dove si riesce a guidare molto sciolti e piuttosto veloci), la Scorpion Rally prende però le distanze dalla concorrenza nella guida in fuoristrada. L’anteriore ha una direzionalità eccellente che consente al rider di indirizzare la moto sempre nell’esatto punto desiderato infondendo molta sicurezza. Il posteriore offre un grip davvero molto elevato al punto che per sentirlo perdere aderenza lo devi proprio “provocare”. Alla fine con queste gomme si finisce istintivamente per osare di più anche se non si è dei talenti del tassello. Fare meglio sarà complicato anche in un prossimo futuro. 

2) CONTINENTAL TKC 80
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È il “grande vecchio” tra gli pneumatici hard enduro perché Continental è stata una delle prime Case a credere nello sviluppo commerciale di questo tipo di gomme per maxi enduro. Il design è tradizionale e Continental promette un battistrada autopulente e una ottima resa chilometrica anche perché le mescole nel corso degli anni si sono aggiornate.
Una volta in moto, il TKC80 piace su asfalto per il suo comportamento molto tondo e rassicurante dà confidenza, si lascia guidare anche a ritmi ben poco turistici il che non è così usuale per questo tipo di pneumatico. Anche la rumorosità alla fine non è esagerata (considerando il tipo di pneumatico). Il grip è ottimo, l’anteriore dà sensazione di appoggio, il posteriore offre buona aderenza anche quando sferzato dai cavalli della Multistrada. È una gomma che su asfalto definirei “rassicurante”. In fuoristrada, il Continental continua a mostrare un grande equilibrio, l’anteriore morde bene, offre buona direzionalità, si riesce sempre (o quasi) a indirizzare la moto dove si vuole. Il posteriore ha un buon grip, ma perde qualche punto rispetto ai prodotti di progettazione più moderna sia sul morbido sia sul duro, dove il TKC tende a partire in modo poco progressivo.

3) METZELER KAROO III
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Quasi un parimerito con Continental per il tassellato hard Metzeler, un prodotto che appartiene alla storia di Metzeler, tanto che il Karoo è giunto ormai alla terza generazione, subendo modifiche radicali e andando incontro per disegno e sezioni alle esigenze delle moderne maxi enduro. Il disegno del Karoo III è completamente differente da quello del suo predecessore rispetto a cui il nuovo hard enduro tedesco promette migliori prestazioni e una resa chilometrica aumentata del 30%. Insomma l’asfalto non gli fa più paura grazie anche a tasselli molto grandi che aumentano la superficie a terra. E proprio sull’asfalto abbiamo avuto le migliori sensazioni, superficie su cui il Karoo III finisce per essere uno dei migliori sulla piazza. L’anteriore è molto “svelto” tende un po’ a far “cadere” la moto in curva, ma non si ha mai la sensazione che la gomma “muova” troppo. Noto una maggiore vibrazione di rotolamento in più rispetto a Continental e Pirelli ed è anche leggermente più rumoroso. Davvero valido il grip su asfalto il migliore a moto piegata, con le Karoo si guida perfino forte. In fuoristrada il Karoo ha due facce, la trazione offerta è valida sia su terreno duro sia sul terreno ghiaioso/cedevole. Ma questo vale soprattutto quando la gomma lavora a moto dritta, perché il grip laterale del posteriore, probabilmente per la forma particolare dei tasselli perde qualche punto rispetto ai migliori. Nel complesso comunque un prodotto molto valido.

4) MICHELIN ANAKEE WILD 
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La Anakee Wild è una delle ultime arrivate sul mercato. La Hard Enduro di Michelin sfrutta la tecnologia radiale e una mescola di ultima generazione che dovrebbe assicurare una buona durata. La distribuzione dei tasselli è simile a quella della TKC con dei tasselli non molto ampi a sezione quadrata disposti in modo alternato. Forse per questo motivo sull’asfalto si ha la sensazione che la carcassa sia meno sostenuta delle altre e la gomma “galleggi” molto (come se avesse meno aria all’interno ma le pressioni erano tutte uguali, Michelin tuttavia consiglia per le Anakee una pressione stradale) e questo impedisce di guidare a ritmi elevati. Il posteriore subisce un po’ lo stress dei tanti cavalli della Multistrada e finisce per perdere aderenza piuttosto in anticipo rispetto alla media, non solo a moto inclinata (che sarebbe anche normale) ma anche a moto diritta. Anche l’appoggio dell’anteriore è un po’ più “vago” rispetto alle migliori. In fuoristrada la Michelin restituisce un feeling leggermente inferiore alle altre gomme del confronto, l’anteriore ha una direzionalità sufficiente ma non eccelsa, e sul morbido l’avantreno tende un po’ a “chiudere”. Vibrazioni e rumore di rotolamento abbastanza percepibili.

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