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Prova Triumph ThruxtonR

Scordate la vecchia Thruxton, anzi ricordatene solo il nome. Tutto è cambiato: il nuovo bicilindrico parallelo da 1.200 cc è un gran motore da 96 cv e la ciclistica non è da meno. Aggiungete sospensioni e freni da sportiva di alto livello e capirete perché con la R ci si può andare veloci, molto, e divertirsi. Tanto

Pubblicato martedì 22 marzo 2016 · da
LIVE RIDE

L’attesa era tanta. Da quando, a ottobre, Triumph ha svelato la nuova linea di Modern Classics: Street Twin, T120 e Thruxton. Soprattutto da quando, a dicembre, Stefano Cordara è tornato dalla presentazione mondiale della Street Twin (leggi l’articolo). Il suo entusiasmo per il nuovo motore e per il comportamento dinamico della “piccola” Bonnie ha immediatamente accresciuto salire la curiosità su quanto potessero offrire le nuove 1.200 e in particolare la ThruxtonR. Così ho cominciato a segnare sul muro, come Papillon alla Cayenna, i giorni mancanti al lancio stampa per il quale mi ero candidato. Premessa doverosa: nel mio garage è parcheggiata una Thruxton a carburatori ultima serie, nata nel 2007, della quale sono innamorato e che guido con grande gusto.

TriumphThruxtonR-2016_14Quando l’ho vista all’EICMA, esposta allo stand Triumph, sebbene la ThruxtonR fosse l’unica fra le Modern Classics a farmi salire le palpitazioni oltre il livello di guardia, alcuni particolari non mi avevano del tutto convinto. Avevo trovato un po’ forzate le soluzioni adottate per enfatizzare il sapore vintage, come il tappo/cover Monza, la fascia in metallo sul serbatoio e la struttura dei corpi farfallati che rievoca il disegno dei carburatori. Mi è bastato soffermarmi ad accarezzare in tranquilla intimità la Thruxton che ci aspettava nella hall dell’albergo di Cascais, sede del world press launch, per cominciare una timida retromarcia. Retromarcia completata la mattina seguente, non appena salito in sella, acceso il twin e percorsi trecento metri. Ma questa è un’altra storia e la potete leggere oltre.

TriumphThruxtonR-2016_24Tutta nuova. Solo il nome è rimasto a legare la nuova Thruxton con quella che l’ha preceduta. A cominciare dal telaio, sempre doppia culla in tubi d’acciaio ma con dimensioni e quote inedite, addirittura più radicali di quelle della Speed (1.415 mm di interasse contro 1.445 mm e 22,8° di rake…), tanto per far capire di che pasta è fatta. Alluminio per il forcellone e i cerchi, con quello anteriore che perde un pollice di diametro e scende a 17″. Ciclistica da salivazione esagerata, grazie al reparto sospensioni molto sportivo, a cominciare dai due Öhlins piggyback pluriregolabili che colorano d’oro il posteriore, perfettamente abbinati alla Showa “big piston” con steli rovesciati da 43 mm. L’escursione è di 120 mm per entrambi i reparti. Al top la scelta dei freni, con l’anteriore by Brembo con dischi flottanti da 310 mm e pinze monoblocco radiali a 4 pistoncini. Sempre in ambito ciclistica è apprezzabile la scelta delle coperture, caduta sulle Pirelli Diablo Rosso Corsa, performanti e in linea con le prestazioni di cui la R è capace.

TriumphThruxtonR-2016_19Cuore della Thruxton è il nuovo bicilindrico parallelo 1.200 cc a sei rapporti, che pulsa a 270° anziché 360° come il precedente e che se ne differenzia anche per la distribuzione monoalbero e il raffreddamento a liquido. Il radiatore è ben integrato e contribuisce alla grande pulizia d’insieme, uno dei fiori all’occhiello degli ingegneri di Hinckley, fieri dello straordinario lavoro di progettazione per nascondere tutti gli elementi tecnici richiesti da una moderna motocicletta Euro4. Il carattere del motore “Thruxton Spec” si percepisce in modo chiaro già comparando le curve di coppia e potenza con quelle del precedente 900 cc, rispetto alle quali segnano valori maggiori rispettivamente del 62% e del 68%, ben sotto i 5.000 giri! Inoltre la maggior efficienza del propulsore, oltre a garantire prestazioni notevoli, consente un’evidente riduzione dei consumi dichiarati, (-11%) e amplia l’intervallo di manutenzione a 16.000 chilometri. Come per tutte le sportive che si rispettino non poteva mancare una bella dose di elettronica, a partire dall’ovvio ABS (disinseribile). Ad accrescere il divertimento ci sono il ride by wire, abbinato a tre riding mode (i classici Road, Rain e Sport), che agiscono sulla risposta del gas e il controllo di trazione, anch’esso disinseribile. Tutto regolabile in modo intuitivo e semplice attraverso i comandi sui blocchetti al manubrio. Volete anche la presa USB? C’è, sul cannotto.

TriumphThruxtonR-2016_12Mantenendo fede alla tradizione che vuole le Bonnie come ottima base di partenza per lavorare di accessori e fantasia, anche le nuove Thruxton danno la possibilità di esprimere la propria personalità. Lo fanno attraverso 160 componenti, che vanno dalla mezza carena agli scarichi Vance & Hines, al kit di rimozione del parafango posteriore, ai semi manubri ribassati. Triumph ha anche pensato a tre kit completi, dedicati a chi vuole tutto e subito, magari rinunciando a un po’ di unicità… Si chiamano “Track Racer”, “Café Racer” e “Performance Race”, quest’ultimo sicuramente figlio della passata esperienza della Thruxton Cup, sviluppato per il solo utilizzo in pista.

Nei colori Diablo RedSilver Ice, la ThruxtonR costa 14.900 euro, 2.000 euro in più della sorella senza R e arriverà insieme alle fioriture della primavera.

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