La Stelvio Santini Road 2026, festa sul Passo

Oltre 1.200 ciclisti hanno partecipato a La Stelvio Santini Road, che proponeva 3 percorsi, con finale comune al Passo dello Stelvio. Un altro successo per l'organizzazione

Bormio (Sondrio) – Ci sono montagne che non sono semplicemente geografia; sono capitoli di storia del ciclismo, monumenti verticali che attendono tutto l’anno di essere scalati, sfidati e, in qualche modo, compresi. Il Passo dello Stelvio è il re indiscusso di questa categoria. Quando il calendario segna l’inizio di giugno, l’Alta Valtellina si trasforma nel centro di gravità del ciclismo amatoriale internazionale. L’edizione 2026 de La Stelvio Santini non ha fatto eccezione, anzi ha raddoppiato la posta, mescolando la tradizione della gara su strada alla novità del gravel.

La quattordicesima edizione della manifestazione, andata in scena nel fine settimana del 7 giugno, va in archivio lasciando una traccia profonda. Non è solo una questione di numeri, sebbene i 1.200 ciclisti arrivati a Bormio da 42 Paesi bastino da soli a fotografare l’impatto e il respiro globale dell’evento. È soprattutto una questione di filosofia. Quest’anno, la collaudata macchina organizzativa – mossa dalla sinergia tra l’Unione Sportiva Bormiese e il title sponsor Santini Cycling – ha saputo guardare oltre il consolidato successo, introducendo la prima prova gravel, a cui ho partecipato sabato 6 giugno, lungo un percorso davvero impegnativo.

Il verdetto del cronometro: sicurezza e prestazioni

Domenica 7 giugno i riflettori si sono accesi sulla declinazione più pura e tradizionale dell’evento: la prova Road. La formula tecnica de La Stelvio Santini è molto apprezzata: a differenza delle classiche granfondo dove la smania della competizione può esasperare gli animi e rendere soprattutto le prime fasi di gara molto pericolose, qui le classifiche finali vengono stilate sommando i tempi registrati nelle salite cronometrate. Che sono una per il percorso Corto, due per il Medio e tre per il Lungo.

Questa scelta accresce la sicurezza generale, particolarmente utile in questo caso perché il percorso inizia in discesa. Ed effettivamente con il cronometraggio riservato alle salite, lo spirito in gruppo cambia. Non che il ritmo sia blando, tutt’altro, ma nessuno corre rischi inutili e c’è tempo anche per qualche scambio di battute.

Un tratto della salita verso il Passo dello Stelvio – Crediti Fotostudio3

I tre volti della sfida: Lungo, Medio e Corto

Tre i percorsi stradali a disposizione, studiati per offrire gradi differenti di difficoltà ma accomunati dall’epilogo spettacolare ai 2.757 metri del Passo dello Stelvio.

Il percorso Lungo è un “mostro” da 130 chilometri e 4.270 metri di dislivello. Una prova molto impegnativa, che dopo la partenza da Bormio prevede la discesa fino a Sondalo, la breve salita degli ospedali e poi l’ascesa di Rogorbello. Dopo un altro strappo appena sopra Tirano si arriva al bivio tra percorso Medio e Lungo. Chi sceglie il Lungo si inerpica lungo la Guspessa per arrivare al Mortirolo. Ovviamente non finisce qui: c’è da risalire la valle, rifocillarsi a Bormio e poi attaccare il Re, cronometro alla mano.

Il percorso Medio, quello che ho scelto, con i suoi 108 chilometri e 3.050 metri di dislivello evita il Mortirolo ma non è certo una passeggiata, anche perché il tracciato è mosso, la salita di Rogorbello breve ma tosta, e lo Stelvio rappresenta sempre una sfida, sia per la lunghezza dell’ascesa sia per l’arrivo in alta quota.

Infine il percorso Corto: 64 chilometri e 2.280 metri di dislivello. Meno chilometri ma senza rinunciare allo Stelvio. La parte iniziale fino a Sondalo è comune agli altri percorsi, poi però si prende subito la strada per Bormio.

Ho pedalato sulla 3T Strada Italia – Crediti Fotostudio 3

La mia gara sul Medio in sella alla 3T Strada Italia

Per spirito di autoconservazione al momento della scelta tra Medio e Lungo, settimane prima della gara, non mi sono fatto ingolosire dal fascino dei 4.000 metri (e oltre) di dislivello e ho deciso di evitare la Guspessa. Decisione saggia, sia perché non sono certo uno scalatore, sia soprattutto per i postumi della gara gravel, molto più dura del previsto e segnata dal freddo. Domenica 7 giugno, invece, splende il sole. Partenza alle 7.30 dalla prima griglia, in un’atmosfera rilassata, tra selfie, chiacchiere ed estemporanee conoscenze con i tantissimi stranieri presenti (valgono il 67% degli iscritti!).

Dopo il lungo rettilineo che porta fuori da Bormio fino a Santa Lucia e alla zona della frana del monte Coppetto, in Valdisotto, la veloce discesa permette di raggiungere la frazione Le Prese di Sondalo e poi il centro della cittadina, nota in passato per i sanatori che nel frattempo sono diventati ospedali e vengono lambiti dalla prima salita. Ruote in discesa verso Grosio, avvicinandosi alla per me sconosciuta salita di Rogorbello. Che, come detto nel briefing di sabato, non va assolutamente sottovalutata! La sede stradale è stretta, le pendenze cattive mentre il sole – gradito dopo il freddo di sabato – scalda e fa sudare.

Dopo la salita il percorso attraversa le vigne scendendo verso Tirano, senza raggiungere la città ma rimanendo in quota per poi, dopo uno strappo corto ma impegnativo, arrivare al ristoro che fa da bivio tra percorso Lungo a destra e Medio a sinistra. Confermo la mia scelta per il Medio e inizio la risalita della valle, un lungo tratto non cronometrato che permette di tirare il fiato ma costringe ad affrontare la vecchia frana, un tratto molto ripido. C’è tempo però per prepararsi mentalmente e fisicamente alla sezione più nobile e dura del percorso, quella che da Bormio porta al Passo dello Stelvio: 21 chilometri da sempre nella storia del ciclismo.

Per fortuna, dopo un inizio segnato dal mal di gambe, lascito della gara gravel, la situazione è cambiata e pur con tutti i miei limiti da ciclista di pianura ho cominciato a sentire meno la fatica e più il fascino della gara e del percorso. La compagna di giochi di domenica è stata la 3T Strada Italia, montata Sram Red monocorona con ruote marchiate 3T. Grazie alla versatilità della bici e alla professionalità dello staff dell’azienda italiana, che ha adattato con precisione la Strada Italia alle mie misure, ho potuto apprezzare una bici che riesce a essere adeguatamente reattiva, per incontrare le esigenze dei ciclisti più esigenti, senza trascurare il comfort, qualità che fa comodo quando le ore in sella, come in occasione de La Stelvio Santini, diventano tante. Come detto per la Ultra2 Italia utilizzata nella gara gravel, il suffisso indica la produzione nazionale, con una tecnica che parte da un filo di fibra di carbonio per arrivare a tubi che vengono poi giuntati. Il procedimento, direttamente sviluppato da 3T, permette di ridurre il costo della materia prima, le ore di lavoro da dedicare a ciascun telaio e l’energia elettrica necessaria per le lavorazioni. Un risultato degno di nota, soprattutto perché permette di continuare a produrre in Italia, pur in presenza di fattori strutturali – in primis il costo dell’energia e della manodopera – che favoriscono i produttori asiatici.

Crediti Fotostudio 3

La salita verso il Passo è più piacevole del solito grazie alla chiusura totale della strada e al clima ideale, mai freddo né ventoso nemmeno nel tratto finale, il più duro. Senza dimenticare la presenza di ben tre ristori: a Bormio, lungo la salita e all’arrivo. Il rischio di una crisi di fame non esiste! Nonostante l’asprezza dell’ascesa, la straordinaria singolarità del paesaggio, punteggiato da vegetazione, corsi d’acqua, pascoli in quota e roccia – il tutto in uno scenario intatto – resta nel cuore ed è uno dei tanti momenti memorabili del weekend.

La Stelvio Santini si conferma molto più di una pur importante gara ciclistica amatoriale. È un motore di promozione turistica che trasforma l’Alta Valtellina nella capitale mondiale delle due ruote per quarantotto ore. Un territorio che guarda al ciclismo con grande convinzione, ad esempio con la bella iniziativa delle Stelvio Epic Rides. L’organizzazione impeccabile della US Bormiese e il supporto di Santini Cycling hanno dimostrato come sia possibile innovare con il gravel senza perdere l’identità, integrando la nuova gara in un ecosistema che funziona benissimo, come si evince ad esempio dal controllo impeccabile di ogni bivio, incrocio o altro punto di potenziale pericolo.

  • Nome: La Stelvio Santini
  • Luogo: Alta Valtellina – Da Bormio al Passo dello Stelvio (Provincia di Sondrio)
  • Edizione: Quattordicesima (Edizione Road 2026)
  • Data di svolgimento: 7 giugno 2026
  • Organizzazione: US Bormiese
  • Title Sponsor: Santini Cycling
  • Hashtag Ufficiale: #LaStelvioSantini
  • Sito Web: www.lastelviosantini.com
  • Percorso Lungo: Bormio – Rogorbello – Mortirolo – Bormio – Stelvio (130 km, 4.270 m di dislivello).
  • Percorso Medio: Bormio – Rogorbello – Bormio – Stelvio (108 km, 3.050 m di dislivello).
  • Percorso Corto: Bormio – Sondalo – Bormio – Stelvio (64 km, 2.280 m di dislivello).

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