Tra i tanti primati che può vantare Subaru c’è quello di aver lanciato la prima station wagon 4×4 tuttofare della storia. Era la Leone 4WD del 1972, un’auto che ha creato da zero un’ampia nicchia di mercato. La sua eredità è stata portata avanti nei decenni dalle varie generazioni della Outback e oggi trova continuità nell’era dell’elettrico grazie alla nuova E-Outback. La formula rimane insomma quella originaria, ma cambia la tecnologia attorno a cui viene sviluppata. Per la cronaca l’auto è venduta in America come Trailseeker, mentre in Europa la Casa delle Pleiadi preferisce aggiungere la E a un nome già familiare. E prima di mettere per bene l’auto sotto la lente bisogna fare un’ultima premessa: la E-Outback è la sorella familiare della Solterra e – come questa – nasce nell’ambito dell’alleanza con Toyota, con in listino propone la cugina bZ4X Touring.

A carte scoperte
Sin dal primo sguardo la Subaru E-Outback non fa mistero di quale sia la sua vocazione. A mettere le carte sul tavolo provvedono il look dei fascioni e le ampie superfici in plastica, segno evidente che la macchina non teme arbusti, terra e fango. Questi inserti movimentano un insieme dalle geometrie rigorose e dai tagli netti, reso muscoloso dai parafanghi prominenti. Metro alla mano, la lunghezza è di 485 cm, mentre per larghezza e altezza la scheda tecnica parla di 186 e 168 cm. Il tutto poggia su cerchi il cui diametro va dai 18 ai 20 pollici, mentre nella parte superiore si fanno notare i mancorrenti.

Tutto sotto mano
Lo stesso stile essenziale e geometrico si ritrova anche nell’abitacolo. La Subaru E-Outback propone come biglietto da visita un volante multifunzione con la corona appiattita e popolato da una miriade di tastini fisici. La loro concentrazione può disorientare inizialmente, ma in questo periodo per lamentarsi delle presenza di pulsanti fisici ci vorrebbe una bella faccia tosta.

Cento volte meglio loro del dover usare per forza le schermate di un touch screen. Dal canto loro i comandi della climatizzazione – in parte digitali – sono sempre a portata di mano, nella parte inferiore dello schermo centrale da 14 pollici, altra cosa buona e giusta.

… e sott’occhio
Giusto la metà, 7 pollici, è grande invece la strumentazione, che i designer hanno piazzato alla base del parabrezza, proprio come sulla recente Uncharted. Lo schermo non regala effetti speciali, ma si legge senza distogliere lo sguardo dalla strada. Tra gli altri elementi caratterizzanti ci sono le bocchette, mimetizzate nel motivo orizzontale che attraversa la plancia, e il massiccio mobiletto centrale.

Questo ospita tra le altre cose la manopola per selezionare le funzioni della trasmissione, i selettori delle varie modalità di guida e due postazioni per la ricarica wireless degli smartphone. Qualità dei materiali e precisione degli assemblaggi sono ottime, all’altezza della tradizione giapponese.

L’unione fa la forza
La gamma E-Outback ruota attorno a un’unica motorizzazione. Questa è composta da due motori elettrici, che sviluppano una potenza totale di 280 kW (380 CV) consentendo un’accelerazione da 0 a 100 km/h in circa 4,5 secondi. Ad alimentarli è una batteria da 74,7 kWh, che promette una autonomia fino a oltre 520 nel ciclo WLTP e tempi di ricarica dal 10 all’80% in 28 minuti. La configurazione dual motor dà alla E-Outback una trazione integrale che replica concettualmente la rinomata trasmissione Symmetrical AWD delle Subaru termiche. Le quattro ruote motrici non sono l’unico asso nella manica di wagon tuttofare, che può contare anche su una altezza da terra di ben 210 mm e sulla tecnologia dual XMode, che predispone in un colpo solo tutta l’elettronica di bordo perché dia il meglio sui fondi difficili. Tra le prestazioni merita una menzione anche la capacità di traino di 1,5 tonnellate, niente male per una elettrica.

Ricca o + ricca
La E-Outback si può ordinare in due diversi allestimenti, 4E-xperience e 4E-xperience +. Nel primo caso si deve mettere in preventivo una spesa di 53.900 euro, mentre con l’upgrade a livello di dotazione si arriva a 56.900. A giustificare il sovrapprezzo sono equipaggiamenti quali i cerchi da 20 pollici, sedili ventilati e con memory e il tetto panoramico, oltre a uno stereo premium Harman Kardon. Attenzione però, perché questi prezzi sono solo teorici. Con una campagna promozionale Subaru dà una bella sforbiciata al listino, facendolo scendere di ben 7.000 euro e portando il primo prezzo a 46.900 euro. Il tutto, non va dimenticato, con otto anni di garanzia totale.

Al volante della Subaru E-Outback
La Subaru E-Outback accoglie il pilota a bordo con un sedile ampio e ben profilato, oltre che leggermente rialzato. La posizione panoramica permette una migliore percezione degli ingombri, altrimenti solo discreta a causa della presenza di superfici vetrate non molto estese.

Ottima è poi la sistemazione riservata ai passeggeri posteriori, che hanno a disposizione un comodo divano, tanto spazio per le gambe e bocchette dell’aria dedicate. Alle spalle dello schienale c’è un bagagliaio molto generoso: il volume utile va infatti da 633 litri a 1.718 litri, misura che soddisfa pure le esigenze di chi deve trasportare oggetti ingombranti, per hobby o per lavoro.

Fuoristrada a cuor leggero
Per una volta voglio stravolgere un po’ gli schemi abituali e partire dalle impressioni di guida fuoristrada. La E-Outback si disimpegna alla grande tra sterrati, pietre e forti pendenze laterali, in virtù di una notevole motricità. Le sospensioni, dal canto loro, digeriscono bene la maggior parte dei colpi, specie se l’auto monta i cerchi da 18 pollici.

Se proprio si deve individuare un limite nell’utilizzo off-road lo si può trovare negli angoli di attacco, dosso e uscita solo discreti. Tuttavia la cosa rappresenta un peccato veniale visto che non sto parlando di un 4×4 specialistico.

Preferisce il trotto al galoppo
Quando invece ci si sposta su strada bisogna tenere ben presente che, nonostante il baricentro relativamente basso, la potenza notevole e le accelerazioni brucianti, la E-Outback non ha particolari velleità sportive. La geometria e la taratura dell’assetto lasciano infatti un po’ di spazio al beccheggio e al rollio. Il pilota non ci mette molto insomma a capire come i progettisti abbiano voluto realizzare una comoda auto da famiglia e non una erede della Impreza WRX STi.

Elettronica à la carte
Proprio in quest’ottica può valere la pena di optare per una modalità di guida tranquilla, Eco o Normal, anziché per Sport, che ha come motivo di appeal il fatto di rendere più consistente lo sterzo tra le curve. Il guidatore può anche regolare su cinque livelli la frenata rigenerativa tramite le palette dietro le razze del volante, con quello più intenso che arriva quasi ad arrestare l’auto quando si rilascia l’acceleratore. Anche il citato sistema XMode ha due funzioni diverse con set up dedicati, da selezionare in base alla tipologia di fondo da affrontare. E non manca infine la tecnologia Grip Control che nella galassia delle Pleiadi individua il sistema che regola e mantiene automaticamente velocità ridotte permettendo di concentrarsi solo sulla traiettoria nel fuoristrada.