Finalmente ci siamo! Dopo la diffusione, nella scorsa primavera, delle prime immagini ufficiali e l’apertura della prevendita, la Volkswagen ID. Polo si concede per un test drive, con l’arrivo anche dei primi esemplari nelle concessionarie. Prima di metterla per bene sotto la lente è opportuno chiarire subito un aspetto fondamentale. La nuova elettrica affianca e non rimpiazza in listino la Polo termica, che ha davanti a sé ancora una lunga carriera.

Le misure della ID. Polo
Per in quadrare la Volkswagen ID. Polo non c’è niente di meglio che metterla a confronto proprio con la sorella che tutti già conosciamo. Il modello a batteria leggermente più corto (405 cm contro 407), più largo (182 cm contro 175) e più alto (153 cm contro 145). Tra l’altro anche il passo si allunga di quasi 5 cm, mentre il bagagliaio vede il volume utile crescere a sua volta (351-1.125 litri in un caso, 441-1.240 litri nell’altro).

In parole povere la ID. Polo appare più corpulenta e massiccia, anche se i fari allungati e il frontale stondato danno slancio all’insieme, complice anche il taglio dinamico del montate posteriore ispirato a quello delle Golf del passato. Questo non è comunque l’unico elemento a creare un forte family feeling. Che si abbia davanti un Volkswagen è chiaro, da qualunque angolazione di osservi l’auto.

Un saggio dietrofont
L’abitacolo della ID. Polo segue la nuova filosofia Volkswagen… che è poi quella vecchia. Battute a parte, con questo modello la Casa di Wolfsburg fa una sorta di retromarcia, reintroducendo quei comandi fisici troppo frettolosamente pensionati dalle elettriche della prima ora. Ora per gestire le funzioni principali della climatizzazione c’è per esempio una plancetta con un po’ di pulsantini.

Anche il volante multifunzione rompe con il passato e ha a sua volta comandi che danno un feedback migliore. Ciò non toglie comunque che la plancia sia ampiamente digitalizzata, con il display della strumentazione da 10 pollici e un touch screen centrale da 13 pollici.
Tra passato e futuro
Cosa curiosa, il cockpit propone una modalità di visualizzazione rétro che riproduce la grafica della strumentazione analogica della Golf MkI restyling.

Se da una parte guarda al passato, dall’altra Volkswagen cerca di pensare anche al futuro del pianeta. Gli interni puntano infatti sulla sostenibilità, con arredi confezionati utilizzando anche plastiche riciclate e il Seaqual. Dietro questo nome si nasconde un tessuto ricavato da materiali recuperati da mari e oceani ed impiegato sia sui sedili sia su ampie porzioni della plancia.

Tre, tanto per cominciare
Passando a quello che c’è lontano dalla vista, la ID. Polo nasce sulla base della piattaforma MEB+, sviluppata nel gruppo VW ad hoc per la produzione delle compatte a batteria. In attesa che nel 2027 arrivi anche la variante sportiva GTI, della quale si sa già che avrà 226 CV (non a caso la stessa della Cupra Raval VZ), la gamma prevede tre livelli di potenza e due batterie. Andando in crescendo, apre le danze una versione da 85 kW (116 CV) con batteria LFP (litio ferro fosfato) da 37 kWh netti . Lo stesso accumulatore equipaggia anche la proposta da 99 kW (135 CV). A fare storia a sé è poi la ID. Polo da 155 kW (211 CV), alimentata invece da una batteria da 52 kWh netti con chimica NMC (nichel-manganese-cobalto).

Autonomia e ricarica della ID. Polo
L’autonomia WLTP va dai circa 320-330 km degli esemplari da 37 kWh, fino ai 454 km di quelli da 52 kWh. La batteria di taglio minore supporta la ricarica rapida in corrente continua fino 88 kW, mentre quella di taglio maggiore si ricarica invece fino a 105 kWh. Il risultato è che entrambe impiegano più o meno lo stesso tempo, 23-24 minuti, per passare dal 10 all’80% della carica. La ID. Polo è dotata di serie della funzione Vehicle-to-load, o V2L che dir si voglia. Questa tecnologia, lo ricordo, permette di alimentare dispositivi esterni fino a 3,6 kW tramite una presa da 230 V nell’abitacolo, oppure – con adattatore separato – anche dalla presa di ricarica. Si tratta di una soluzione utile per alimentare e-bike, attrezzatura outdoor e molto altro.

Gli allestimenti a listino
Sorvolando sulle meteore rappresentate dalle serie di lancio, Volkswagen offre la ID. Polo in tre allestimenti, come mostra l’immagine qui sopra. Quello base si chiama Trend e monta di serie tra le altre cose equipaggiamenti quali il climatizzatore automatico, iuna discreta suite di ADAS e i fari a LED con abbaglianti automatici. Il livello intermedio è il Life, con standard anche cruise control adattivo, retrocamera, sensori di parcheggio e Front Cross Traffic Assist. Non mancano poi in aggiunta ricarica wireless per smartphone e luci ambiente. Salendo di un altro gradino c’è poi lo Style, con fari LED Matrix IQ.LIGHT, cerchi in lega da 17″, gruppi ottici posteriori a LED 3D, sedili sport comfort, volante e sedili riscaldabili e climatizzatore bizona. La dotazione è completata dalla chiave digitale (Mobile Device Key) che consente di accedere alla vettura tramite smartphone e smartwatch.

Promessa mantenuta
Prima di passare alle impressioni di guida vere e proprie, ecco qui sopra un quadro riepilogativo dei prezzi della gamma italiana della ID.Polo. Attenzione però perché nello specchietto manca una informazione fondamentale. I 26.100 euro della versione Trend scendono infatti a 24.900 quando ci si trova in concessionaria. In questo modo Volkswagen mantiene la promessa fatta a suo tempo quando anticipò l’arrivo della vettura parlando di primo prezzo sotto i 25.000 euro. Ah, dimenticavo: tra gli optional spiccano un pacchetto di sistemi alla guida avanzati, sedili massaggianti e impianto audio premium.

Al volante della ID. Polo da 211 CV
Salendo a bordo della Volkswagen di Polo, si hanno subito sensazioni molto positive. Ci si trova infatti seduti in posizione leggermente sopraelevata, circondati da plancia e pannelli delle porte rivestiti in morbido schiumato ricoperto da tessuto.

L’impressione è dunque quella di trovarsi in un ambiente caldo, accogliente e ben rifinito. E calcolando che si parla di un’auto di segmento B, anche chi siete nel retrovie, gode di una sistemazione dignitosissima.

Il comfort come pregio
Quando ci si trova a muovere i primi passi al volante, piace l’ottima visibilità anteriore. Sul fronte opposto fa invece comodo poter contare su qualche aiutino elettronico per effettuare a retromarce con precisione millimetrica. Con il salire della velocità bastano poche centinaia di metri per capire come i tecnici Volkswagen abbiano messo il comfort di marcia tra le priorità del progetto.

Le sospensioni fanno infatti bene il loro lavoro e filtrano in maniera efficace buche ed avvallamenti. Solo gli ostacoli più secchi arrivano a turbare la quiete dei passeggeri. Quanto alla silenziosità, tutto va a meraviglia fino ai 100 – 110 km/h. una volta superata questa soglia emerge invece qualche fruscio aerodinamico che resta comunque sempre entro a livelli accettabili.

Troppa grazia
Il motore da 211 CV, dal canto suo, fa tutto quel che si può desiderare, spingendo con vigore e adottando il suo temperamento alle diverse modalità di guida (Eco, Comfort e Sport, cui si somma la funzione Individual). Come ricorda il nome in codice del propulsore, APP290, la coppia è di 290 Nm e garantisce sempre ai rilanci brillanti. La vivacità è anzi addirittura tale da innescare piccole reazioni allo sterzo, se si entra gamba tesa sull’acceleratore con le ruote ancora sterzate.

Ciò non vuol dire che la ID. Polo non sappia essere divertente nel misto. Molto semplicemente gpreferisce essere guidata in maniera pulita e non strapazzata senza alcun riguardo.
Meglio darsi al fai-da-te
Due paroline le spendo infine per la frenata. L’impianto – con i suoi bravi quattro dischi – segna un passo avanti a livello di feeling rispetto alle prime elettriche del Gruppo VW e rende. A convincermi meno è invece la rigenerazione adattiva, che sfrutta telecamere e GPS per gestire in maniera autonoma i rallentamenti. Per quanto evoluta, l’elettronica fatica ancora un po’ a interpretare tutte le situazioni e talvolta agisce in maniera discutibile. La ID. Polo propone poi anche la funzione One Pedal, che con la regolazione più forte è sin troppo incisiva.