Se cercate un percorso stradale da sogno dove testare per bene un’auto sportiva (ma anche un’auto qualsiasi) non dovrete andare molto lontani. Le Alpi con i loro meravigliosi passi sono un banco prova a dir poco perfetto per provare a fondo un’auto. Tanto è vero che le stesse Case costruttrici le utilizzano spesso per i loro test di sviluppo.

OLTRE IL TEST, OLTRE LA GARA

Audi RS4 2018 20Quattro Ore delle AlpiEcco perché la 20Quattro Ore delle Alpi è una manifestazione che va oltre il semplice test, oltre la semplice competizione. Non è una “gara” nel senso stretto del termine, è un’Endurance di regolarità che si svolge con auto strettamente di serie e da quest’anno è stata “pepata” con quattro prove speciali su neve e ghiaccio per mettere alla prova l’abilità dei driver. 5 auto, equipaggi da due -un tester e un pilota a fare da navigatore- nomi pesanti del Rallysmo e della velocità italiana ad accompagnarci (fidandosi) lungo le migliaia di curve spesso innevate che hanno caratterizzato questa edizione. Ogni anno l’auto che partecipa è diversa, quest’anno Audi ha voluto fare le cose in grande mettendoci a disposizione una RS 4 Avant.

SUPERCAR

Audi RS4 2018 20Quattro Ore delle Alpi derapata sulla neveMotore V6 2.9 litri, Biturbo, cambio doppia frizione, 450 cv e 600 Nm di coppia. Trazione Quattro con differenziale sportivo, assetto sportivo, impianto freni carboceramico e limitatore di velocità spostato a 280 km/h (!) grazie al pacchetto Dynamic. Una vera supercar camuffata da Station Wagon, capace di prestazioni che (dopo averla provata per 6 ore) posso definire senza dubbio esaltanti. Se pensate che questa manifestazione sia una “sfilata” per le strade alpine vi sbagliate di grosso, è una gara di regolarità (con tanto di certificazione FIA ACI Sport), si deve guidare secondo il codice della strada (a bordo delle auto trasmettitori GPS inviano dati di velocità alla giuria, se sgarri, soprattutto nei centri abitati sei fuori), ma fidatevi che per rispettare le tabelle di marcia c’è da pedalare perché l’inconveniente è sempre dietro l’angolo.

IL METEO REMA CONTRO, O NO?

Audi RS4 2018 20Quattro Ore delle Alpi passo alpino di notte con nevePer inconveniente non intendo inconveniente tecnico alle auto (cinque su cinque al traguardo dopo 24 ore a motore sempre acceso e senza nemmeno l’accensione di una spia) ma inconvenienti meteorologici. Quando sul percorso che ti trovi ad affrontare ci sono 26 passi alpini, per un totale di oltre 20.000 metri di dislivello, neve ghiaccio e maltempo possono metterci lo zampino e allora vi assicuro che occorre mettere a frutto tutte le proprie competenze di guida per non timbrare ai controlli orari con drammatico ritardo. Ma, aggiungo, se non ci fosse la neve per terra questa manifestazione non sarebbe così bella.

QUELLI DELLA NOTTE

Audi RS4 2018 20Quattro Ore delle Alpi controllo orarioDicevo: indicatemi un percorso stradale perfetto per testare un’auto del genere. Le strade alpine sarà la risposta univoca. Aggiungo: indicatemi l’orario perfetto. La risposta ve la do io: la notte. E io l’ho scelta. Forse perché sono un po’ masochista, forse perché quando correvo l’Endurance in moto era il momento che amavo di più. O forse perché la buia notte alpina fa sì che ci si concentri maggiormente sulla guida. Mi affidano la terza tappa, da St. Moritz a Corvara, passando per la innevatissima Svizzera e i passi del Forno, Giogo, Nigra, Costalunga, Pordoi, Campolongo. 294 km e 5.400 metri di dislivello, due controlli orari da rispettare al secondo e 6 ore di tempo in tutto (compresa una prova speciale su circuito chiuso innevato) prima consegnare l’auto al mio compagno di squadra.

PARTENZA AD HANDICAP

Il mio compagno di squadra Alberto Anselmi, rallysta di lungo corso, è un computer. Cronometro road book, tempi e km, indicazioni perfette. Mi guida attraverso le strade con una precisione impeccabile. Siamo qui a provare l’auto, è tutto un bellissimo gioco. Ma siccome siamo in gara, nessuno dei due (si sa che io non sono per niente competitivo) ci tiene a fare brutta figura. Partiamo subito con l’handicap, la Svizzera è un patinoire; come ben sappiamo gli svizzeri non buttano sale sulle strade e visto che sta nevicando i primi (tanti) chilometri sono un inferno di neve e ghiaccio. L’Audi RS 4 Avant scarica a terra 600 Nm di coppia, ha gomme larghe due spanne (Dunlop Winter Sport 275/30-20 per l’occasione), la situazione è piuttosto complicata. Tra i vari riding mode disponibili scelgo “Auto” lascio quindi al cervellone elettronico della RS 4 il compito di gestire sospensioni e risposta al gas e sterzo. La scelta è giusta, il feeling trasmesso dalla RS 4 in queste condizioni critiche è impressionante soprattutto se penso con quanti cavalli ho a che fare e su che fondo li sto utilizzando. Alberto mi guida, “legge” strada e note. È buio pesto, in giro non c’è anima viva. Mi sento tanto un novello Hannu Mikkola che con la sua Audi Quattro (la trisnonna della RS 4, dove tutto ha avuto inizio) corre e vince i rally. Ma c’è da stare veramente attenti perché, con strade in queste condizioni, il passo da Mikkola a idiota stampato contro la montagna è veramente breve. La concentrazione è così alta che non sbatto nemmeno le palpebre.

DIFFERENZIALE SPORTIVO

Audi RS4 2018 20Quattro Ore delle Alpi tornante alpino di notte con neveIl differenziale sportivo della Trazione Quattro montato sulla RS 4 aiuta molto anche in questi frangenti. Quando rilasci il gas, la coppia frenante si sposta molto sull’asse posteriore l’auto tende leggermente a partire puntando l’interno curva, piede sul gas, spazzolata controllata, accelerazione. E questo per ognuna delle 1.000 curve innevate trovate sul percorso. La trazione è fenomenale, la RS 4 è capace di comunicare alla perfezione ogni minima perdita di aderenza e quando la discesa dai passi si fa realmente ostica (non si sta nemmeno in piedi!) l’elettronica riporta l’auto sempre sui binari.

DYNAMIC, LA MAPPATURA RACING

Man mano che scendiamo a valle, la neve lascia spazio all’acqua (asfalto pesantemente bagnato) e poi all’asciutto. Mappatura Dynamic: la RS 4 Avant diventa affilata come una Katana giapponese, inserisce precisa, percorre senza nemmeno una sbavatura, esce come lanciata da una fionda sotto la spinta dei 450 cv che “cantano” una canzone pluricilindrica che ormai non si sente quasi più. Le strade completamente deserte come un un “day after” invogliano ad osare un po’ di più. Mi stupiscono due cose: la precisione di guida e l’impressione di compattezza e leggerezza. Non sembra proprio di guidare una wagon da quasi 1790 kg (comunque più leggera di 80 kg rispetto alla versione precedente), nel misto la RS 4 Avant è una vera supercar. Nuovo passo, nuovo fondo stradale. Muri di neve ci accompagnano sul passo del Giogo, fa freddissimo e questo sembra piacere molto alla Dunlop invernale che più fa freddo più mostra grip. Onestamente non avrei mai pensato di guidare così su fondi del genere.

PRECISI COME OROLOGI

Audi RS4 2018 20Quattro Ore delle Alpi timbro controllo orarioAlberto non perde un colpo, e io nemmeno. Al primo controllo orario nonostante per buona metà del tratto la neve l’abbia fatta da padrone, arriviamo in anticipo. Non abbiamo sbagliato niente, nemmeno i tempi del rifornimento, che va “studiato” per non accumulare ritardo. Concentrazione e adrenalina la fanno da padrone nelle ore più fonde della notte, al secondo controllo orario sul passo Costalunga siamo ancora in leggero anticipo. Resta l’ultimo tratto in cui godere e guidare, guidare e godere. Si iniziano vedere le meravigliose prime luci dell’alba sul Passo Pordoi che ha ancora molta neve per terra. Ormai non ci faccio nemmeno più caso, la sicurezza trasmessa dalla RS4 è tale che mi sembra di poterci fare quello che voglio.

PROVA SPECIALE

Audi RS4 2018 20Quattro Ore delle Alpi dettaglio scritta con neveArrivo alla prova speciale con gli occhi iniettati di sangue per le mancate ore di sonno ma anche con il giusto tasso di concentrazione. 5 giri “a tutta” sulla pista innevata, saranno sommati il tempo migliore e peggiore e faranno media per la conquista della vottoria. Alberto mi guida alla grande “sterza, entra, giù tutto il gas, frena, vai vai!!chiudiamo con il secondo tempo assoluto nella speciale, ma vinciamo la tappa perché altri equipaggi sono arrivati in ritardo a un controllo orario. Sono gasato.

Brava Audi, in un momento in cui sembra che non ci sia più nulla da inventare riguardo a un test auto, ti sei inventata una prova fenomenale, capace di unire competizione, avventura, test drive e adrenalina. Non è così usuale provare auto del genere su percorsi del genere. Farlo di notte, in una “gara” sia pur di regolarità, lascia in bocca il dolce gusto di aver compiuto una piccola impresa, qualcosa di speciale. Quando alle 6.24 del mattino lascio l’auto al mio compagno di squadra sono veramente dispiaciuto. Altri otto passi da affrontare, altre 1.000 curve con cui “giocare” un’altra speciale da correre. Li vorrei fare io. Quasi quasi la prossima volta chiedo di fare due tappe.

PS
Per la cronaca l’equipaggio 1 di cui facevo parte ha vinto tre delle 4 tappe e perso la gara per 1 solo secondo. Dopo 24 ore…

La 20Quattro Ore delle Alpi in numeri
5 auto, 20 equipaggi, 24 ore, 1.192 chilometri, 26 passi alpini, oltre 10mila curve, temperatura minima -14°C, 20.700 metri di dislivello. Inconvenienti: nessuno.

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Novembre 1980 un piccolo Cordara allora tredicenne viene accompagnato dal padre a EICMA per vedere la bicicletta nuova (allora c’erano anche le bici). Folgorazione! Al piccolo Cordara non interessano affatto le bici, vede quelle cose strane con due ruote e un motore e non capisce più niente. Malato per la moto, malato per la velocità. Quell’EICMA crea un vortice che non si è ancora fermato e che lo ha portato a viaggiare in tutto il mondo a correre praticamente con qualsiasi cosa (dal Gilera DNA all’Harley-Davidson passando anche per sportive “normali") e in qualsiasi luogo. Il punto di non ritorno? Correre la mitica 8 ore di Suzuka nel 2008. Laureato in Ingegneria meccanica, tester “since 1992” ha provato praticamente tutto ciò che si muove su ruote. Insieme a Edoardo Margiotta e Marco Selvetti ha creato RED e, visto che ha anche un tesserino da giornalista, si dà da fare come direttore responsabile. Ah, ora si è pure appassionato alle biciclette. Stai a vedere che suo padre aveva ragione?