300 miglia con la smart fortwo cabrio 90t twinamic

10 maggio 2017 - 23:05

La soluzione ideale per capire a fondo una vettura? Utilizzarla per mesi o, in alternativa, percorrervi oltre 300 miglia col cronometro in mano, vale a dire quasi 500 km tra autostrade, valichi di montagna, tortuosi percorsi costieri e intricati centri cittadini. Alternando ritmi rilassati a tratti percorsi con il coltello tra i denti, passando in un istante dal pavé all’asfalto della mitica Targa Florio. Un menù completo grazie al quale gustare a fondo la smart fortwo cabrio 90t twinamic.


City car sì, ma polivalente
Si chiama Audax 300Miglia smart la prova di regolarità che abbiamo affrontato in Sicilia al volante della city car tedesca, transitando da Palermo a Catania, passando per Capri Leone, Messina e Santa Tecla, sino a percorrere i ripidi tornanti del parco dell’Etna. Un percorso probante, tale da far emergere la duttilità e polivalenza della piccola fortwo, porta d’ingresso del mondo Mercedes. Un’avventura conclusasi con un punteggio di… 7 a 3. Ovvero gli aspetti postivi, da pollice su, contrapposti alle smagliature, da pollice giù, dell’esclusiva versione Urban Runner Brabus tailor made.
Pollice su
Le dimensioni compatte
Nonostante la recente rivoluzione, foriera di una crescita in larghezza di 10 cm rispetto al passato, fortwo si conferma l’utilitaria più corta sul mercato. In aggiunta, la collocazione posteriore del motore porta in dote un diametro di sterzata estremamente ridotto: 6,95 metri. Difficile quando non impossibile fare meglio. Una caratteristica che gioca a favore della maneggevolezza tanto in fase di parcheggio quanto una volta in movimento, oltretutto supportata dal peso della vettura di poco superiore a 900 kg anche optando per la trasmissione automatica a doppia frizione. Caratteristiche che consentono di percorrere mediamente, complice la parsimonia del 3 cilindri 0.9 turbo a iniezione diretta della benzina, ben 23,8 km con un litro di carburante.

Le finiture raffinate

Il layout della plancia ricorda le più recenti creazioni Mercedes – Classe C in primis – i materiali sono di ottima qualità, le combinazioni cromatiche gradevoli e i comandi sensibilmente più intuitivi che in passato. Impeccabile il funzionamento della capote in tela ad apertura elettrica, gestibile anche da remoto mediante il telecomando, e intuitiva la rimozione dei supporti laterali del tetto, da collocare nell’apposito vano ricavato nel portellone. Quest’ultima una novità epocale; anche a livello di design. Semplicemente irresistibile, infine, la verniciatura satinata dell’edizione speciale Urban Runner Brabus tailor made, completa di cerchi in lega dedicati, climatizzatore automatico e display da 7 pollici con sistema di navigazione, porta AUX/USB, comandi vocali e interfaccia Bluetooth.


Il cambio twinamic
Non “impenna” più! Smart fortwo è finalmente dotata di una trasmissione automatica degna della propria raffinatezza. Lo storico cambio robotizzato a 5 marce – appannaggio della precedente generazione – è andato in pensione, e con esso tanto l’andatura saltellante quanto le ere geologiche necessarie per i passaggi di rapporto. L’inedita soluzione a doppia frizione a 6 marce, denominata twinamic e realizzata dalla Getrag su specifiche smart, schiude le porte a una nuova era. Sebbene non rapidissima, anche qualora ci si affidi alla configurazione sportiva o all’opzione manuale mediante le levette al volante, brilla per progressività e dolcezza negli innesti. È una dotazione tecnica imperdibile per godere del massimo comfort tanto in città quanto nella marcia extraurbana.


Lo spazio a bordo
Piccola sì, ma non in abitacolo, dove l’abitabilità è nettamente superiore alla precedente generazione. Due adulti, anche di statura superiore alla media, non hanno di che lamentarsi né a livello delle gambe né per quanto riguarda lo spazio riservato alla testa. La versione cabrio, che oltretutto deve fare i conti con gli ingombri portati in dote dal tetto in tela ad azionamento elettrico – che si apre e si chiude in 12 secondi – garantisce comunque un’ampia luce tra tetto e capo dei passeggeri. Tanta generosità è ulteriormente rafforzata dalla capacità di carico, portata a 260/340 litri e sufficiente per ospitare due trolley di medie dimensioni.


Il comportamento dinamico
L’assetto rivisto rispetto alla precedente generazione – forte di sospensioni indipendenti McPherson all’avantreno e a ponte De Dion al retrotreno – favorisce un comportamento dinamico meno nervoso, rafforzato dall’ampliamento delle carreggiate e dalla superiore impronta a terra. Ne beneficiano la rapidità d’inserimento in curva, la stabilità del retrotreno e l’elettronica, meno invasiva che in passato a tutto vantaggio della guida brillante. Se un tempo l’ESP interveniva frequentemente e con la grazia di un fabbro che batte il metallo, oggi l’azione del controllo di stabilità e trazione è molto più progressiva. Ciliegina sulla torta, lo sterzo è più diretto.

Il motore turbocompresso
Il 3 cilindri a iniezione diretta della benzina di 898 cc, sovralimentato mediante turbocompressore e caratterizzato dalla fasatura variabile delle valvole lato aspirazione, eroga 90 cv e 135 Nm di coppia ma, soprattutto, si rivela particolarmente pronto nelle risposte. Pressoché scevro da ritardi alla pressione dell’acceleratore – il cosiddetto turbo lag – paga solamente un allungo non eccezionale. Una smagliatura, a dire il vero, ampiamente perdonabile alla luce della generosità di spinta ai medi e bassi regimi oltre che attenuata dalla presenza della trasmissione a doppia frizione a 6 rapporti. Ne conseguono uno scatto da 0 a 100 km/h in 11,7 secondi e una velocità massima di 155 km/h. Prestazioni degne di considerazione, specie tenendo conto delle dimensioni compatte della vettura.


La sicurezza attiva e passiva
La cellula Tridion – l’esoscheletro in acciaio distintivo della produzione smart – non si discute. Una garanzia di sicurezza, oltretutto rafforzata dalla disponibilità, degna di vetture di categoria superiore, del cruise control e dell’assistenza sia in presenza di vento laterale sia alla partenza in salita (di serie), degli immancabili ABS, ESP e di 5 air bag (non manca il cuscino per le ginocchia del guidatore) nonché dell’avvertimento tanto per il mantenimento della distanza di sicurezza quanto per l’involontario superamento delle linee di corsia.

Pollice giù
La posizione di guida
I guidatori più alti lamentano l’adattamento solo in altezza dello sterzo. La mancanza della regolazione in profondità costringe a una posizione a braccia molto distese e, in aggiunta, lo schienale è personalizzabile a scatti anziché la più precisa soluzione progressiva. Nel complesso la situazione è comunque più che accettabile, ma affrontando lunghe percorrenze – a dire il vero abbastanza anomale per la city car tedesca – emergono alcuni indolenzimenti nella zona lombare.


Il comfort in città
È la meno utilitaria di tutte le utilitarie. Nonostante nasca prevalentemente per l’utilizzo urbano, la fortwo è tutt’altro che una “mozzarella”. Le sospensioni denotano infatti una risposta abbastanza secca sulle imperfezioni dell’asfalto. Beninteso, i saltellamenti stile cerbiatto della precedente generazione sono un lontano ricordo, ma ciò non toglie che vi siano delle rivali più “gentili” con la schiena dei passeggeri. Rovescio della medaglia, come accennato, rollio e beccheggio restano sempre contenuti e, a conferma dell’elevata qualità delle finiture, si apprezza la totale assenza di vibrazioni e risonanze.


Il prezzo
Il listino della smart fortwo cabrio 90t twinamic parte da 18.880 euro, necessari per l’allestimento Youngster, sino a toccare i 21.180 euro della versione proxy, completissima. Attingendo senza ritegno agli optional, l’edizione limitata Urban Runner Brabus tailor made, realizzata su misura con la stessa cura di un abito d’alta moda, può arrivare a sfiorare i 30.000 euro…


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