Dopo circa 33 anni di carriera, durante i quali le sue quattro generazioni precedenti sono state vendute in oltre 5,4 milioni di esemplari, la Seat Ibiza gira ancora una volta pagina e si evolve per puntare ancora più in alto delle sue progenitrici. Il nuovo modello, svelato al Salone di Ginevra e ormai pronto a debuttare sulle nostre strade, si presenta infatti come un prodotto più maturo.

PIU’ MATURA

Come si suol dire, la nuova Seat Ibiza diventa dunque più macchina, pronta a vestire anche nei panni di prima (o unica) auto di famiglia. In questa metamorfosi non rinnega però le sue origini di auto giovanile e non mette su neppure un centimetro in lunghezza. Anzi, a ben vedere si accorcia addirittura di 2 mm, per 4.059 mm totali, si abbassa di 1 mm (1.444 mm) e soprattutto si allarga di 87 mm. Il merito va alla inedita piattaforma MQB A0, che fa il suo debutto qui e farà poi da denominatore comune a tutte le prossime nuove auto del Gruppo VW a motore trasversale. Realizzata facendo largo uso di acciai speciali, rende la scocca più rigida del 33% mentre i chili risparmiati compensano l’allargamento e la dotazione molto più completa. La nuova sagoma è quella di un’auto visivamente meglio piantata sulla strada e, all’atto pratico, più guidabile e spaziosa.

MOTORI EURO 6

A completare il salto generazionale, che è anche un salto di qualità, contribuiscono i moderni motori Euro 6. Al momento in Italia sono in listino solo i mille a tre cilindri a benzina, quello aspirato da 75 cv (guidabile anche dai neopatentati) e i due turbo da 95 e 115 cv, ma più avanti, nel 2018, l’offerta si amplierà con i turbodiesel 1.6 TDI da 80, 95 e 115 cv, con il 1.500 TSI da 150 cv e con il mille TGI a doppia alimentazione benzina e metano da 90 cv. In attesa della Ibiza Reference base, che arriverà a sua volta in un secondo momento, tre sono gli allestimenti oggi a catalogo: ad aprire le danze è lo Style, che è quindi già ricco, e poi le due versioni top FR e XCellence, la prima sportiva e la seconda più elegante e votata al comfort.

I PREZZI

Per il momento i prezzi partono da 15.050 e arrivano a 18.000 euro ma con il tempo la forbice si allargherà in entrambe le direzioni. Le prevendite sono già iniziate e le prime auto arriveranno nelle concessionarie in luglio ma il lancio in grande stile avverrà a settembre. Tra le iniziative degne di nota c’è una formula alternativa all’acquisto classico con anticipo iniziale da 250 euro e rata sempre di 250 euro per 36 mesi che merita di essere valutata. Con questa nuova generazione non esisteranno più le varianti a tre porte e station wagon. Al loro posto arriverà invece tra qualche mese una SUV compatta chiamata Arona.

Parlando della linea della Seat Ibiza si può usare la definizione di rivoluzione in punta di matita. La discendenza dalla progenitrice è chiara ma l’impatto visivo è di ben altro effetto. L’insieme è più grintoso e moderno, per merito soprattutto delle geometrie dei nuovi paraurti e dei fari, cui i LED regalano una firma luminosa inconfondibile. A mio avviso l’elemento più riuscito è proprio nella zona dei gruppi ottici, laddove il frontale si arrotonda e prende un’aria da rapace. La fiancata trova invece slancio nelle nervature sopra le ruote, che possono arrivare a 18”.

Anche l’abitacolo fa segnare una bella svolta. Sulla plancia, rivolta verso il pilota, non ci sono ancora inserti schiumati morbidi ma tutti i componenti hanno un’aria solida e sono montati in modo esemplare. Lo stile è acqua e sapone e l’abbondanza di linee orizzontali dà un’idea di grande spaziosità. Spaziosa però la Seat Ibiza lo è davvero: con il passo che si allunga di 95 mm e ora misura 2.564 mm, lo spazio per le gambe dei passeggeri posteriori cresce di 35 mm e quello per la loro testa di 17. Nella zona anteriore, invece, fa specie l’incremento della larghezza di 71 mm, mentre il bagagliaio ha ora una capacità da primo della classe, ben 355 litri, e ha anche una soglia particolarmente bassa.

Gli arredi hanno un aspetto moderno, specie quando al centro della plancia è presente il touch screen da 8 pollici. E’ questa l’ideale finestra sul mondo della connettività Seat, che offre Apple CarPlay, Android Auto e Mirror Link per collegare all’auto lo smartphone, ora ricaricabile anche wireless alla base del mobiletto centrale. Connettività a parte, sulla nuova biza la tecnologia è anche al servizio della sicurezza e e della qualità della vita a bordo. Tra i gadget presenti di serie o a richiesta spiccano il Front Assist con frenata autonoma e riconoscimento dei pedoni, il cruise control adattativo con funzione stop & go (se abbinato al cambio robotizzato DSG), la chiave elettronica, il rilevatore di stanchezza, i sensori di parcheggio e la telecamera posteriore. E anche i timpani hanno la loro parte, con l’opzione di un impianto audio Beats da ben 300 W.

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A bordo della nuova Seat Ibiza arredi e spazi fanno un passo avanti importante e lo stesso vale per i sedili, più larghi che in passato e ben profilati. Il posto di guida offre poi possibilità di regolazione enormi e sarebbe capace di accogliere indifferentemente cestisti e fantini, vestendo tutti a pennello. Una volta in marcia, bastano pochi metri per capire come lo stretching del pianale porti con sé benefici concreti oltre alla migliore abitabilità. Sotto le lamiere non solo il passo si allunga, come già detto, ma le carreggiate si allargano (quella anteriore di 60 mm e quella posteriore di 48) facendo sembrare questa Seat un’auto di categoria superiore su strada. L’impronta a terra più favorevole ha infatti permesso ai tecnici spagnoli di rivedere l’assetto e di trovare nuovi e migliori compromessi tra stabilità, tenuta e comodità.

Nella prima parte della prova ho guidato una Ibiza FR 1.0 TSI 115 cv, che viene venduta con assetto ribassato di 15 mm e irrigidito del 20%, quattro freni a disco e cerchi da 17” (ma il mio esemplare li aveva addirittura da 18”).

TELAIO PRECISO

Così configurata, la nuova Ibiza è svelta a entrare in traiettoria e percorre la linea impostata senza sbavature anche quando si forza l’andatura. Risponde sempre bene ai comandi dati attraverso uno sterzo ad assistenza elettrica rapido e progressivo e in autostrada fila dritta come un fuso anche quando ci si spinge a velocità da ritiro immediato della patente. Il motore sfoggia una grinta notevole, con una coppia di ben 200 Nm stabile tra i 1.400 e i 3.500 giri, roba degna una volta di un due litri aspirato. Su strada ciò si traduce in un tempo di 9,3 secondi nello 0-100 e in una velocità di 195 km/h, con un consumo di 4,7 l/100 km. Al di là dei numero, tuttavia, ciò che colpisce è il gran tiro ai bassi e ai medi. Francamente non vedo l’ora di poterlo provare con il cambio robotizzato DSG, che sarà disponibile dal 2018, per apprezzarne meglio le qualità, anche perché il manuale non mi ha sempre offerto innesti impeccabili.

L’Ibiza cambia pelle se ordinata in versione XCellence 1.0 TSI da 95 cv, fornita invece di norma con cerchi da 15” e provata con cerchi da 16”. In questo caso la piccola spagnola si dimostra più attenta al comfort e incassa meglio i colpi, risparmiando qualche scossone ai passeggeri. Ciò avviene comunque senza lasciare spazio al rollio in curva. Certo, il limite di tenuta è un pelo inferiore ma il piacere di guida è sempre tanto, con un assetto che rimane neutro e ben controllato e che permette di gestire bene la linea impostata in curva giocando con il volante e l’acceleratore. Anche in questa variante più soft il motore mantiene una bella castagna: con 175 Nm constanti i 1.500 e i 3.500 giri consente di avere rilanci e spunti brillanti, anche quando si viaggia a velocità basse con le marce alte, studiate per tenere basse i consumi. Questi ultimi sono uguali a quelli della versione più potente mentre lla pratica 0-100 è liquidata in 10,9 secondi e la velocità massima è di 182 km/h.