Un 2.0 TFSI, vale a dire turbo a iniezione diretta di benzina, da 190 cv. Bella forza! Esistono sul mercato propulsori d’analoga cubatura e architettura in grado d’erogare potenze ben più elevate. Senza andare lontano, la stessa gamma Audi prevede un 2.0 TFSI da 224 cv. Perché, allora, la Casa di Ingolstadt celebra la nascita del nuovo quadricilindrico? Perché i consumi ora sono degni di un diesel!

2.0 TFSI mit 140 kW (190 PS)

L’inedita unità è caratterizzata da 4 cilindri in linea e una cilindrata di 1.984 cc; caratteristiche che non rappresentano una novità, essendo ampiamente condivise dai “vecchi” 2.0 TFSI Audi e Volkswagen. Nulla cambia quanto a iniezione, diretta, e alimentazione, a benzina. Ciò che muta profondamente sono i tempi delle diverse fasi del ciclo di combustione: l’aspirazione viene ridotta a vantaggio del prolungamento dell’espansione. Una soluzione che contiene le immissioni di carburante, sfruttandolo in modo più efficiente. Un’idea non propriamente originale, dato che il ciclo Miller già prevede una fase di compressione più breve rispetto alla fase d’espansione, ma sviluppata da Audi in modo tale da non incorrere in eccessive perdite di potenza.

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Mentre il ciclo Miller ottimizza i consumi a discapito delle prestazioni, l’inedito 2.0 TFSI tedesco prevede un’iniezione supplementare e la gestione variabile della fasatura e alzata delle valvole, sprigionando così 190 cv e 320 Nm di coppia da 1.450 a 4.400 giri/min, a fronte di una percorrenza media di 20,0 km/l. Valori degni del massimo rispetto, dato che il precedente 2.0 TFSI si attestava sì a 224 cv e 350 Nm, ma percorrendo, nel caso della berlina A4, non più di 16,9 km/l. In aggiunta, l’intero motore pesa solamente 140 kg e promette di raggiungere la temperatura d’esercizio ideale in tempi ridotti rispetto al passato, a tutto vantaggio di un’ulteriore ottimizzazione della combustione e della riduzione delle emissioni inquinanti. I nuovi 2.0 TFSI verranno adottati dalle vetture della gamma Audi dalla fine del 2015.