Porsche Taycan charge station

Auto elettriche, quante e dove sono le colonnine per la ricarica

In Italia la situazione è migliore di quanto si pensi. Molto lavoro resta però da fare, soprattutto per una distribuzione più equilibrata

21 ottobre 2019 - 13:03

Si parla tanto di auto elettriche, ma non ci potrà mai essere una vera diffusione, senza una seria rete infrastrutturale delle colonnine di ricarica. Detto questo, nel nostro Paese le cose non vanno poi così male, anche se non siamo al livello, per esempio, di Norvegia e Regno Unito. L’argomento della diffusione dei punti di ricarica l’abbiamo già affrontato in questo articolo sull’ecosistema dell’auto elettrica. Qui lo approfondiamo grazie allo Smart Mobility Report 2019, realizzato dalla School of Management del Politecnico di Milano.

Quante, prima di tutto

Oltre 8.200, in continuo aumento: è questo il numero di punti per la ricarica delle auto elettriche installati, e funzionanti, oggi in Italia. L’altra buona notizia è che non solo la rete si sta ampliando, ma lo sta facendo in modo intelligente; sono le colonnine “fast” (con potenza superiore a 22 kW) quelle in più rapida crescita: +52% fra il 2017 e il 2018, contro il +18% di quelle normali. La criticità sta invece nel fatto che, al momento, solo il 20% dell’infrastruttura è di tipo veloce.

Sono soprattutto al Nord

Altra criticità è rappresentata dallo squilibrio nella distribuzione territoriale delle colonnine: il 51% si trova al Nord Italia (25% al Centro, 24% Sud e Isole). Sempre nella parte settentrionale del Paese si concentra ben il 53% di quelle “fast”, contro il 31% del Centro e il 16% di Sud e Isole. Guardando la classifica, in Italia è la Lombardia l’unica Regione oltre quota 1.000. Seguono Lazio, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana e Sicilia, tutte fra 500 e 1.000 punti di ricarica, mentre le altre Regioni non arrivano a 500 punti di ricarica. Per avere un’idea più precisa di dove sono collocate, ecco qui sotto qualche link utile.

Colonnine e numero di auto circolanti

Analizzati il numero di punti di ricarica e la distribuzione degli stessi, un altro parametro importante è quello del numero di auto circolanti. Due quantità che, rapportate una all’altra, danno la misura di quanto un territorio (Regione, Città o Provincia) sia capace di rispondere alla domanda dei suoi cittadini. Da questa analisi si evince che il Trentino Alto-Adige è la Regione con il più alto numero di BEV (elettriche pure) circolanti, con 2.827, ma i punti di ricarica pubblici sono meno di 500. Al secondo posto c’è la Lombardia con 2.033 BEV circolanti (ma oltre 1.000 punti di ricarica), seguita da Toscana (1.652), Lazio (1.484), poi Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Sicilia e via via tutti gli altri, sotto quota 1.000.

Dimmi quante sono, ti dirò quanto aspettare

Il rapporto fra BEV circolanti e punti di ricarica aiuta a capire qual è la probabilità di trovare una “piazzola” libera per la ricarica. Il già citato Trentino è la Regione che, apparentemente, se la passerebbe peggio: un punto di ricarica ogni 10 BEV. In alcune Regioni, invece, è addirittura più alto il numero di colonnine rispetto a quello di BEV: è il caso per esempio di Piemonte, Puglia, Liguria, Abruzzo, Umbria, Basilicata, Molise. In realtà, come insegnano i Paesi europei a più alto tasso di elettrificazione della mobilità, il numero di BEV è sempre superiore a quello di punti di ricarica.

La virtù sta nel mezzo

Il concetto espresso sopra è abbastanza intuitivo: in un sistema “maturo” non è pensabile che l’infrastruttura superi, per dimensioni, il fabbisogno che deve soddisfare. Stabilire oggi qual è il rapporto ideale fra BEV e punti di ricarica (alla luce anche del fatto che ne esistono di diverse tipologie e potenze) è difficile. Un elemento però è certo: se le colonnine superano per numero le auto elettriche, significa che non si è fatto abbastanza per promuoverne l’utilizzo.

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