coronavirus officina auto

Coronavirus, le officine auto e moto restano aperte. “Ma vogliamo tutele”

19 marzo 2020 - 15:23

Vendere auto e moto non è certo una necessità primaria. Lo è, sicuramente, per chi di quello vive, ma al momento le concessionarie sono chiuse. Troppo alto il pericolo di assembramento e, dunque, di contagio e diffusione del Coronavirus. Giusto. Altrettanto giustamente, però, il Governo ha lasciato la possibilità, a chi lo voglia, di tenere aperta l’officina per le riparazioni. (Se invece volete un approfondimento sulle assicurazioni, qui l’articolo).

IL DIRITTO/DOVERE DI SPOSTARSI PER NECESSITÀ O PER LAVORO

Del resto, sebbene in via indiretta, anche questo è un servizio essenziale. Pensate per esempio a un medico o a un infermiere, ma anche a un addetto della catena dell’alimentare che non possa recarsi al lavoro per via dell’auto, della moto o dello scooter rotti.

Un lusso che non ci possiamo permettere, visto che anche Covid-19 i servizi essenziali devono essere garantiti. Insomma: se il vostro mezzo dovesse rompersi, sappiate che qualcuno che ve lo ripara c’è. Il consiglio, prima di recarvi in officina, è quello di accertarvi che sia effettivamente aperta. Tra l’altro, alcune officine si sono organizzate per il ritiro e la consegna delle auto a domicilio, riducendo così ulteriormente i contatti interpersonali.

LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA RICHIEDONO MAGGIORI TUTELE

Se da un lato, dunque, alcuni servizi sono garantiti, dall’altro – comprensibilmente – chi lavora chiede tutele. Questo il comunicato di AsConAuto (Associazione Consorzi Concessionari Auto): “La situazione – spiega Fabrizio Guidi, presidente di AsConAuto – è diversa da regione a regione. L’operatività è comunque ridotta, perché, ripeto, oggi la priorità è la salute.

Promoter e logistici non hanno mai fatto mancare il loro sostegno e la loro disponibilità ma non possiamo permettere che continuino a operare se non riusciamo a garantire la massima sicurezza per loro e per chi con loro entra in contatto (ad esempio con l’utilizzo delle introvabili mascherine), ossia personale delle officine e delle carrozzerie.

La mancanza di continuità, che gli autoriparatori potranno riscontrare non è dunque da leggere solo come una mancanza di approvvigionamento dovuta alla chiusura delle concessionarie, ma anche come una questione di rispetto per i clienti che ci hanno scelto per l’acquisto di ricambi originali”.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Auto elettriche, ecco perché conta di più la velocità della potenza di ricarica

Michelin Swimrun

Michelin, le performance che durano. Anche ai piedi degli swimrunners

BMW Motorrad, un giugno da incorniciare