Ford GT Competition Series: cura dimagrante

Ford GT Competition Series

27 febbraio 2017 - 18:02

Nemmeno il tempo di celebrare le “grazie” della supercar Ford GT, di cui sono state finalmente svelate potenza, velocità massima e massa a vuoto, ed ecco che la Casa americana già rimescola le carte dando vita alla versione Competition Series, alleggerita per divenire un’arma da track day.


Peso standard di 1.360 kg
La Ford GT standard può contare su 656 cv, 745 Nm di coppia, 1.360 kg e 348 km/h, complici da un lato l’esuberanza del V6 3.5 EcoBoost, dall’altro il ricorso alla fibra di carbonio per la realizzazione della carrozzeria, della cellula dell’abitacolo e delle porzioni anteriore e posteriore del telaio, costituite da un mix di fibre composite e alluminio. Raffinatezze che, nel caso dell’allestimento Competition Series, vengono rafforzate dal cofano motore in materiale plastico (Perspex), caratterizzato dalla chiusura mediante sganci rapidi d’ispirazione racing e dai supporti in carbonio anziché gli originari componenti ammortizzati. Un’opera di minuzioso alleggerimento che coinvolge anche la finestratura che separa l’abitacolo dal vano motore, realizzata in Gorilla Glass per ridurne peso e spessori.


Bye bye clima e impianto audio
L’estremizzazione della Ford GT trova compimento nell’eliminazione del climatizzatore, dell’impianto audio, dei portaoggetti e persino dei portabicchieri, così come nell’adozione d’inediti cerchi in carbonio e di un impianto di scarico completo in titanio. Una lotta radicale al peso, quantificabile in un alleggerimento di circa 70 kg, che dovrebbe portare la massa totale della vettura sotto i 1.300 kg. Quanto all’estetica, la versione speciale della supercar americana è immediatamente riconoscibile per il carbonio a vista in corrispondenza delle stripes longitudinali, dei retrovisori laterali, dei montanti anteriori e delle appendici aerodinamiche.

Doppia strategia d’iniezione
Nulla cambia sotto il profilo meccanico, dato che in posizione centrale pulsa il consueto V6 3.5 EcoBoost – biturbo benzina – derivato dai propulsori appannaggio dei Daytona Prototype omologati dall’Imsa, la Federazione automobilistica sportiva USA, per le gare endurance e caratterizzato dalla doppia strategia d’iniezione – diretta come standard, indiretta, ovvero nel collettore d’aspirazione, ai carichi parziali del propulsore – similmente ai motori delle sportive del Gruppo VW. Alla trazione posteriore si accompagnano inoltre l’aerodinamica attiva, la trasmissione a doppia frizione a 7 rapporti, gli ammortizzatori push-rod – con puntoni diagonali che lavorano in compressione – i freni carboceramici Brembo, le portiere ad apertura verticale e le sedute ricavate direttamente all’interno della cellula abitacolo in carbonio.


Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

alfa_romeo_SZ rossa tre quarti anteriore

Alfa Romeo SZ e RZ, design “difficile”, meccanica autentica – Youngtimer

Skoda-Octavia-wagon

Altro che SUV, le migliori 10 station wagon fra i 20.000 e i 30.000 euro

Le auto costano troppo? No, ecco perché