Ford Mustang Mach-E, il SUV che “gira con le ruote posteriori”

Di elettriche che vanno forte ce ne sono fin troppe. La Mustang Mach-E fa di meglio: va veloce divertendo

Una Mustang elettrica. Una Mustang che si fa SUV. Per molti si tratta della fine dell’automobile; in senso generale, non solo di quello della Ford sportiva per eccellenza. Il filo del ragionamento è il seguente: se persino la Mustang deve piegarsi alle regole del mercato (e alle normative anti inquinamento), allora di spazio per le auto con “un’anima” non c’è più. Il che è vero solo se al concetto di anima si collega quello di voce, la voce del V8 di preciso (con tutto il rispetto per il pur ottimo EcoBoost 2.3, il sound del 4 cilindri non è qualcosa che resterà nel cuore). Se invece con anima si intende capacità di coinvolgere chi guida, beh, le cose non stanno esattamente così. Anzi. Nei prossimi paragrafi vi spiego perché, almeno dal mio punto di vista, dopo un primo, breve contatto in pista.

prova ford mustang mach e

Sentirsi in sintonia con la macchina

Per chi ancora non lo sapesse, se si parla di dinamica, anche la più insospettabile delle Ford mette il piacere di guida in cima alla lista delle priorità. A maggior ragione la Mustang. Una filosofia che la Mach-E non tradisce, anzi conferma alla grande. Sì, nonostante sia un SUV, nonostante i 2.250 kg della versione provata (la AWD Extended da 337 CV), la Mustang Mach-E sa come far divertire chi la guida (e il top deve ancora arrivare, con la Mustang Mach-E GT).

prova ford mustang elettrica

Come? Grazie al retrotreno che allarga la traiettoria, sia in rilascio sia in accelerazione. Una tendenza che emerge gradualmente e che non mette mai ansia (detto che comunque c’è il controllo di stabilità che interviene prima di qualsiasi potenziale guaio) e che, anzi, contribuisce a instaurare un buon feeling con la macchina.

Sicurezza e divertimento insieme

Sì perché un’auto che “non risponde” al rilascio del gas o che rimane impassibile ai comandi dell’acceleratore è rassicurante fino a un certo punto. Se invece, come nel caso della Mach-E, sai che non hai solo lo sterzo (ma anche l’acceleratore) per dare direzione, beh un po’ più tranquillo ti senti. Di sicuro, ti diverti un sacco in un misto di curve. Imposti con il volante, in un attimo sei al punto di corda e, quando vai sul gas, le ruote posteriori aiutano a chiudere la traiettoria. E se invece ti accorgi di essere troppo largo di linea, alleggerisci appena e immediatamente la Mach-E “arrotonda” con le ruote dietro.

prova ford mustang mach-e - rossa - anteriore

Accelera forte ma non impressiona

Obbligatorio, quando si prova un’elettrica, è il test di accelerazione con partenza da fermo. La Mustang Mach-E è indubbiamente velocissima, come tutte le elettriche, ma non si può dire che impressioni. Il motivo, ovviamente, è da ricercare nel tripudio di CV e Nm di cui sono accreditate alcune elettriche in commercio. Modelli sicuramente più cari della Mach-E ma che hanno posto l’asticella così in alto che ora è difficile impressionarsi, pur a fronte di una macchina che brucia lo 0-100 km/h in meno di 5 secondi.

Spazio in abbondanza

Lunga 4,71 metri, larga 1,88 e alta 1,6, la Mustang Mach-E non è certamente un’auto piccola, sebbene non si possa far rientrare tra i SUV XXL. Detto questo, il suo spazio interno stupisce positivamente: il colpo d’occhio, da coupé, fa pensare che lo spazio posteriore per la testa sia ridotto. Invece è solo un’illusione ottica: se la si guarda bene, la Mach-E ha il tetto molto più dritto rispetto all’andamento della linea che sovrasta i finestrini. E dietro, infatti, anche chi supera il metro e 85 cm di altezza, ha spazio a sufficienza per la testa.

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In quanto elettrica, inoltre, la Mustang Mach-E ha il pavimento piatto: il risultato è che anche tre adulti viaggiano comodamente, dietro, in virtù peraltro dei centimetri in abbondanza in lunghezza. Quanto al comfort e al “gusto” che dà la Mustang Mach-E nella guida di tutti i giorni, non posso invece che darvi appuntamento più avanti, quando avremo l’auto in redazione. Il primo contatto, come scritto in apertura, si è svolto infatti esclusivamente in pista e il turno di guida è durato qualche minuto. Poca roba, forse; tanta roba in tempi di Covid-19.