Honda NeuV: l’auto diventa geisha

La concept elettrica nipponica percepisce le emozioni dei passeggeri imparando ad assisterli al meglio. Grazie alla guida autonoma si presta al ridesharing. Nei momenti di massima richiesta d’energia da parte della rete può cedere carica come una batteria.

8 gennaio 2017 - 11:01

Il futuro sarà autonomo, connesso, elettrico, personalizzato e… esclusivo nei servizi, ma non nell’utilizzo. Secondo parte delle Case costruttrici, le auto di domani, o forse di dopo domani, risponderanno a regole diverse dalla semplice proprietà, prestandosi piuttosto alla condivisione e, quindi, al ridesharing. Dal CES di Las Vegas, il Salone dell’elettronica di consumo più importante al mondo, arriva la proposta di Honda che interpreta la concept NeuV come una vettura “a reddito costante”.

NeuV, vale a dire New Electric Urban Vehicle, è la show car ideata dalla Casa nipponica in grado di leggere le emozioni dei passeggeri e consentire al proprietario di guadagnare denaro mentre si trova al lavoro o, più semplicemente, non sta utilizzando l’auto. Una risposta, secondo Honda, all’annoso problema del parcheggio, considerato un’inutile occupazione del suolo, e alla considerazione che, per il 96% della vita utile di un veicolo, questi non viene utilizzato. Ebbene, la city car a zero emissioni e a guida autonoma del Sol Levante mira a monetizzare proprio i tempi morti, favorendo il ridesharing.

La piccola biposto Honda, complice la guida totalmente autonoma, si muoverà senza bisogno di conducente per la città, trasportando i clienti (paganti) mentre il proprietario è impegnato in altre attività. In aggiunta, anziché attingere in modo unidirezionale dalla rete elettrica, la NeuV concretizzerà la strategia vehicle-to-grid che vede le vetture rivendere l’energia immagazzinata agli operatori nei momenti di massima richiesta. Del resto, la concept Honda è pensata come una singola tessera di un puzzle più ampio dove i veicoli dialogano costantemente tra loro e con le infrastrutture, così da favorire la sicurezza, ridurre il traffico e ottimizzare la viabilità. Un’evoluzione del concetto tradizionale di auto, sempre più simile a un taxi a chiamata.

La micro car giapponese legge le emozioni del conducente, imparandone le abitudini così da assisterlo al meglio. Come una geisha. L’inedita tecnologia, denominata Hana (Honda Automated Network Assistant), si basa su di un’intelligenza artificiale che adatta il veicolo all’umore del momento, variando la playlist musicale, il tragitto, la climatizzazione e l’illuminazione interna in funzione dello stato d’animo dei passeggeri. Un nuovo orizzonte della personalizzazione.

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