Caldo record e asfalto bollente: pneumatici a rischio

Temperature vicine ai 40 °C possono trasformare l'asfalto in una superficie che supera abbondantemente i 60-70 °C, mettendo sotto stress uno dei componenti più importanti dell'auto. Pressione, usura, età degli pneumatici e piccoli danni spesso trascurati possono fare la differenza tra un viaggio tranquillo e un problema in autostrada. Ecco quali controlli effettuare prima di affrontare l'esodo estivo e perché il grande caldo modifica il comportamento delle gomme molto più di quanto si immagini.

Con il grande esodo estivo arrivano anche temperature che mettono a dura prova le automobili. Se il termometro segna 38-40 °C, la temperatura dell’asfalto può facilmente superare i 60 °C e, nelle ore più calde, avvicinarsi persino ai 70 °C. In queste condizioni gli pneumatici diventano uno degli elementi più sollecitati della vettura, eppure sono anche fra quelli che più spesso vengono trascurati prima di partire.

Secondo i dati della campagna Vacanze Sicure di Assogomma e Polizia di Stato, un’auto su cinque presenta anomalie agli pneumatici, rilevabili già a un semplice controllo visivo: battistrada usurato, danni evidenti o irregolarità di altro tipo. Il 10% delle vetture circola con pneumatici ormai lisci, mentre il 43% monta ancora gomme invernali anche durante l’estate.

Perché il caldo mette in crisi gli pneumatici

Uno pneumatico che percorre centinaia di chilometri su un asfalto rovente è sottoposto a uno stress decisamente superiore rispetto alle normali condizioni di utilizzo. Le conseguenze riguardano tre aspetti principali.

La pressione cambia con la temperatura

Il primo effetto è quello più noto: con il calore l’aria contenuta nello pneumatico si espande e la pressione aumenta.
Se la gomma è già gonfiata al limite superiore indicato dal costruttore, la superficie di contatto con l’asfalto può ridursi, penalizzando aderenza, precisione di guida e stabilità.
La situazione opposta è altrettanto critica. Uno pneumatico sottogonfiato tende infatti a deformarsi maggiormente durante il rotolamento, sviluppando ancora più calore. Il risultato è un ulteriore aumento delle sollecitazioni interne, che nei casi più gravi può arrivare fino alla perdita improvvisa di pressione.

Il caldo accelera l’usura

Le temperature elevate influiscono anche sulla mescola dello pneumatico. Quando l’asfalto raggiunge valori estremi, la gomma fatica maggiormente a dissipare il calore, con un’accelerazione dell’usura del battistrada. Anche il comportamento dinamico può risentirne: frenata, inserimento in curva e manovre d’emergenza possono risultare meno efficaci rispetto a condizioni climatiche più favorevoli.

I piccoli difetti possono diventare grandi problemi

C’è poi un aspetto spesso sottovalutato. Un piccolo taglio sul fianco, una deformazione o un’usura irregolare che durante l’utilizzo quotidiano sembrano non creare particolari problemi possono peggiorare rapidamente durante un lungo viaggio estivo.

Le elevate temperature aumentano infatti lo stress sulla struttura dello pneumatico, rendendo più probabile l’evoluzione di difetti già presenti.

I tre controlli da fare prima di partire

Prima di affrontare un lungo viaggio vale la pena dedicare pochi minuti agli pneumatici. È un controllo semplice che può migliorare sicurezza, comfort e durata delle gomme.

Controllare la pressione a freddo
La verifica va effettuata sempre prima della partenza, quando gli pneumatici sono freddi, seguendo i valori indicati dal costruttore dell’auto ed eventualmente adeguandoli al carico previsto.
In estate è inutile pensare di gonfiare le gomme “al massimo”: sarà il calore stesso ad aumentare naturalmente la pressione durante la marcia.

Ispezionare battistrada e fianchi
Oltre alla profondità del battistrada, è importante verificare la presenza di tagli, screpolature, rigonfiamenti o deformazioni, tutti segnali che meritano attenzione prima di affrontare centinaia di chilometri.

Controllare l’età degli pneumatici
Anche una gomma apparentemente perfetta può aver perso parte delle proprie caratteristiche con il passare degli anni.
La data di produzione è riportata nel codice DOT presente sul fianco dello pneumatico: le prime due cifre indicano la settimana di produzione, le ultime due l’anno. Dopo circa cinque anni è consigliabile far valutare lo stato degli pneumatici da un professionista, indipendentemente dall’usura del battistrada.

Bastano pochi minuti per viaggiare più sicuri

Pressione corretta, controllo visivo e verifica dell’età rappresentano operazioni semplici, spesso trascurate, ma che assumono un’importanza ancora maggiore durante i mesi più caldi. Quando asfalto e pneumatici lavorano a temperature estreme, partire con gomme in perfette condizioni significa preservare sicurezza, comfort di guida e prestazioni lungo tutto il viaggio.

Articoli correlati
Nuova Mercedes GLA - Crescono le dimensioni e le ambizioni
Audi Q9 - Semplicemente esagerata
Assetto sportivo vs comfort: qual è la scelta migliore?