Il Seoul Mobility Show ha tenuto a battesimo la seconda generazione della Hyundai Nexo, un SUV a idrogeno che adotta un sistema Fuel Cell. La ratio dietro il progetto è chiara: sperimentare tecnologie alternative all’elettrico nella transizione verso la mobilità ecosostenibile. La nuova Nexo sarà commercializzata entro la fine del 2025 su alcuni mercati. L’assenza di infrastrutture di ricarica rende assai improbabile che l’auto sia appetibile anche per noi italiani. Ciò non toglie però che il mezzo meriti comunque un po’ di attenzione.

La Nexo è una tipa (s)quadrata
Inutile cercare somiglianze tra la nuova Hyundai Nexo e la generazione precedente, apparsa per la prima volta nel 2018. La macchina è stata disegnata partendo da un foglio bianco e si fa portabandiera del nuovo corso stilistico battezzato Art of Steel. Qualche parentela si può cogliere casomai con la concept Initium del 2024. Tra gli elementi distintivi spiccano il lunotto inclinato e l’inserto in vetro che movimenta il montante C. A livello di gruppi ottici fa da ritornello il tema dei quattro quadrati, messi in fila anche nella mascherina, dove simboleggiano i quattro punti che nell’alfabeto Morse stanno per la H di Hyundai. Come anche nel caso della Santa Fe, il taglio spigoloso non va a scapito dell’efficienza aerodinamica, ricercata anche adottando telecamere in luogo dei classici specchietti retrovisori. La lunghezza complessiva è di 475 cm, un ottimo punto di partenza per una generosa abitabilità.


Addio tasti
Gli arredi della Nexo parlano la stessa lingua della carrozzeria. La pulizia delle forme regna sovrana, con i tasti fisici ridotti all’osso. Tutti i comandi gravitano nell’orbita del pannello ricurvo che integra la strumentazione e l’infotainment. Questo sfrutta anche l’intelligenza artificiale generativa e può essere gestito con comandi vocali. Molti componenti e rivestimenti fanno largo uso di materiali riciclati e di origine bio.
Fa passi da gigante
Da ultimo, riflettori puntati su ciò che rendere la Hyundai Nexo tanto speciale, ovvero sul powertrain. A dare una misura dei passi avanti compiuti da questo Fuel Cell Electric Vehicle – FCEV sono i numeri della scheda tecnica. La potenza sale da 184 a 258 CV, mentre la capacità della batteria raddoppia, passando da 40 a 80 kWh. Tra i dati degni di nota ci sono l’autonomia, pari a 700 km e il tempo necessario per riempire il serbatoio, che accoglie 6,69 kg di idrogeno. Si parla di soli 5 minuti, poco più di quanto serve per un pieno di benzina o di gasolio. E breve è anche il tempo necessario per lo scatto 0-100, pari a 7,8 secondi. Tra le chicche tecnologiche vanno infine ricordate una funzione di anti-congelamento della pila e la tecnologia Vehicle-To-Load – V2L, che permette di collegare all’auto dispositivi elettronici e di ricaricarli con la batteria dell’auto.