Prova Jaguar E-Pace, sulla neve… con piacere

Trazione integrale intelligente e turbodiesel da 240 cv: il cucciolo di giaguaro sa graffiare anche quando l'aderenza è precaria. L'abbiamo portato sul Mottarone: ecco come è andata

15 febbraio 2019 - 12:20

Spesso e volentieri le SUV, specie se di dimensioni compatte come questa Jaguar E-Pace, vengono usate solo tra rotaie del tram e marciapiedi. Al massimo, per qualche viaggetto autostradale. Stavolta, invece, ho deciso di portare il cucciolo di giaguaro su un terreno a lui molto più congeniale: le strade di montagna.

Trazione integrale AWD e vai (quasi) ovunque

La scusa per una giornata fuori dalla redazione? Pronti: la presenza della trazione integrale AWD. Pensata in chiave divertimento, ma non solo. Perché se sopra i 35 km/h le ruote posteriori vengono “scollegate”, per non pesare troppo sui consumi, nel differenziale posteriore ci sono due giunti a dischi multipli in bagno d’olio a controllo elettronico, che spostano la coppia sulla ruota esterna alla curva. Migliorando trazione e piacere di guida. A spingere, il 4 cilindri 2 litri turbodiesel della famiglia Ingenium, che qui eroga 240 cv e 500 Nm a 1.500 giri. Pur essendo la cucciolotta di famiglia, non posso nascondere che questa E-Pace abbia un po’ esagerato con il latte: il peso è infatti pari a quasi due tonnellate, 1.926 kg per la precisione. Nonostante questo, gli uomini Jaguar hanno fatto il possibile per nascondere i kg di troppo. E, almeno fra le curve, ci sono riusciti.

Guida da SUV sportiva

Merito delle raffinate sospensioni posteriori Multilink, certo, ma anche di un “fine tuning” di tutto rispetto. Lo sterzo infatti è piuttosto diretto per essere quello di una SUV e a conti fatti è preciso, anche se qualcuno potrebbe desiderarlo più pesante in velocità. In ogni caso l’assetto rimane sempre piuttosto piatto e le ruote posteriori seguono come un’ombra la linea impostata dall’avantreno, con una certa reattività che ingolosirà i più smaliziati. E poi la trazione integrale, insieme ai pneumatici invernali, forma un binomio imbattibile sulla neve. Se mi è piaciuta la spinta dei 240 cv del 2 litri turbodiesel, non posso dire altrettanto del cambio automatico a 9 rapporti: è sempre un filo lento rispetto alla migliore concorrenza, sia in manuale sia in automatico. E accelerando a fondo il quattro cilindri diventa rumoroso.

Viaggi silenziosi e rilassati

Poco male se si considera che, nella guida di tutti i giorni, è piuttosto difficile oltrepassare spesso i 3.000 giri. Con un consumo che, in un misto fra autostrada, statale e città, rimane intorno ai 12,5 km/litro. Fra l’altro l’insonorizzazione dell’abitacolo dai fruscii aerodinamici e dal rumore di rotolamento dei pneumatici è al livello delle migliori. La stessa cosa non si può dire di alcuni dettagli all’interno: su un’auto di questa caratura stona la plastica rigida intorno al navigatore e vicino al cambio, ma anche la cintura non regolabile in altezza. E poi non c’è la comodità del tasto Hold, che mantiene la vettura ferma al semaforo anche senza dover tenere premuto il pedale del freno.

Tecnologie e… comodità

L’impianto multimediale, con schermo touch a colori, è piuttosto veloce ma costringe spesso a distogliere lo sguardo dalla strada, anche per le operazioni più semplici come cambiare la stazione radio. Anche il mantenitore di carreggiata può migliorare. Ci si può consolare con un sedile in pelle decisamente comodo e con un posto guida che si può ritagliare su misura, quasi come un abito di alta sartoria. E poi non mancano una serie di dettagli chic come le figure della mamma con il cucciolo di giaguaro sul parabrezza, perfino proiettati sull’asfalto a fianco delle porte.

Spazi e prezzi

Dietro l’abitabilità è buona, almeno finché ci si siede in due. Occhio però: se c’è il tetto panoramico, optional, i più alti possono arrivare a sfiorare il padiglione con la testa. Ma da una SUV lunga 4 metri e 40 ci si aspetta anche un vano bagagli in grado di contenere tutto il necessario per il weekend e anche qualcosa in più. La casa dichiara 577 litri ma il dato è considerato a filo tetto: sotto la cappelliera la capacità diminuisce sensibilmente. Abbattendo i sedili si arriva invece a 1.234 litri. Ottima la finitura. E infine arriviamo al prezzo. Una Jaguar E-Pace 2.0 turbodiesel 240 cv HSE come la nostra parte da una base di 63.450 euro, che possono però lievitare con facilità, perché la dotazione va integrata. In cambio, avrete una SUV capace di rivaleggiare a testa alta con le avversarie più temibili, soprattutto per quanto riguarda il puro piacere di guidare. Vi sembra poco?

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