Jeep Renegade: è un osso duro

La baby SUV Jeep non segue la moda crossover e conserva il DNA offroad tipico del marchio USA. Può contare su due sistemi di trazione integrale, disconnessione dell’assale posteriore e trasmissioni automatica ZF a 9 marce, a doppia frizione oppure manuale

4 marzo 2014 - 17:03

È la prima SUV compatta a marchio Jeep. È la prima SUV compatta dotata di cambio automatico a 9 rapporti. Prodotta a Melfi, condividerà base meccanica e telaistica con la futura Fiat 500X. Ma non chiamatela crossover. In lei pulsa un’anima offroad.

Esteticamente è… tipicamente Jeep! Non rinuncia infatti a linea squadrata, griglia frontale a 7 feritoie e passaruota trapezoidali. Disponibile in versione Limited, più stradale, e Trailhawk, maggiormente votata al fuoristrada, è la prima Suv compatta forte della disconnessione automatica dell’assale posteriore qualora non sia necessario l’apporto della trazione integrale. Una soluzione condivisa con la sorella maggiore Cherokee a tutto vantaggio del risparmio di carburante.

Quanto alla trazione integrale, Renegade può contare su due diversi sistemi: Active Drive, con ripartizione variabile della coppia tra gli assali in funzione delle condizioni d'aderenza, e Active Drive Low, forte anche delle ridotte (rapporto di riduzione di 2,0:1), del blocco del differenziale centrale e del sistema Select Terrain grazie al quale è possibile adattare erogazione, distribuzione dei kgm, interventi dell’elettronica e logica di gestione del cambio automatico in funzione dei programmi di marcia Auto, Snow (neve), Sand (sabbia) e Mud (fango) nonché, riservato alla versione Trailhawk, Rock (roccia). Trailhawk peraltro forte della limitazione elettronica della velocità in discesa, dell’assetto rialzato di 20 mm, di piastre sottoscocca, ganci di traino verniciati in rosso e paraurti che garantiscono angoli di attacco, dosso e uscita pari rispettivamente a 30,5°, 25,7° e 34,3°.

Lo schematismo delle sospensioni a ruote indipendenti sia all’avantreno sia al retrotreno si accompagna all’adozione di ammortizzatori Koni a smorzamento selettivo, ovvero in grado di rispondere adattivamente alle diverse tipologie di sollecitazioni. Sebbene non siano stati divulgati i dati tecnici, è ampia la gamma di motorizzazioni, composta da quattro benzina con tecnologia MultiAir – demanda alle valvole d’aspirazione il dosaggio dell’aria normalmente affidato alla farfalla –, due td Multijet II e un propulsore E.torQ flex-fuel (benzina/bioetanolo). Nel dettaglio, la trasmissione automatica a 9 rapporti ZF del tipo mediante convertitore di coppia può essere abbinata ai 4 cilindri in linea 2.0 Mjt II e 2.4 MultiAir2, mentre per le restanti versioni sono disponibili un cambio manuale oppure a doppia frizione. Sistema Start&Stop di serie per tutte.

Decisamente curata la multimedialità. La tecnologia Uconnect Access consente di chiamare i soccorsi – premendo il pulsante 911 in corrispondenza del retrovisore interno –, l’assistenza stradale e ricevere messaggi di testo, mentre il sistema d’infotainment Radio Uconnect, forte di un display touchscreen da 7”, porta in dote connettività Bluetooth, DAB (Digital Audio Broadcast), porta USB e ingresso AUX. Quanto alla sicurezza, agli immancabili ABS, ESP e air bag (7) si aggiungono la frenata d’emergenza in caso di collisione imminente, l’avviso di superamento involontario della linea di corsia, la segnalazione d’ostacolo in corrispondenza dell’angolo di visuale cieco e la telecamera in retromarcia.

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