Mazda, Subaru, Kawasaki, Yamaha, Toyota: “lunga vita all’endotermico”!

Le cinque aziende giapponesi uniscono le forze per raggiungere la neutralità carbonica, pur non abbandonando il motore a benzina e a gasolio

Di questi tempi bisogna quasi stare attenti a “difenderlo”. Se poi sei un’azienda che come attività principale produce auto e/o moto, senti quasi il dovere morale di prenderne le distanze. Da cosa? Ma dal motore endotermico ovviamente, che nel frattempo ha raggiunto un livello di sostenibilità difficilmente immaginabile, fino a pochi anni fa. Non importa: le leggi, in particolare quelle europee, vanno univocamente nella direzione del loro abbandono. E molti Costruttori, almeno ufficialmente, si sono lanciati in dichiarazioni entusiaste sulla via dell’elettrificazione.

La sostenibilità vera e quella dichiarata

Per fortuna ce ne sono altri – BMW, Mazda, Subaru e Toyota, per esempio – che invece non hanno mai “rinnegato” la propria storia e hanno mostrato coerenza. Al momento, infatti, deve ancora essere dimostrata la maggiore sostenibilità dell’auto elettrica rispetto a quella endotermica, nel ciclo che va dall’estrazione delle materie prime al riciclo/smaltimento delle batterie. Un’incertezza, se non vogliamo parlare di contraddizione, che è venuta a galla prepotentemente in occasione della recente COP26 (la conferenza sul clima).

COP26, chi ha firmato e chi no (un impegno non vincolante)

A Glasgow, solo Jaguar-Land Rover, Ford, Mercedes, Volvo e BYD hanno firmato l’impegno, peraltro non vincolante, per eliminare le emissioni (locali, è sempre bene specificarlo) legate alle nuove auto entro il 2040 e accelerare la transizione verso l’elettrico. Non hanno firmato dunque altri grandi gruppi: BMW, Renault-Nissan-Mitsubishi, Hyundai-Kia, Stellantis, Toyota e Gruppo Volkswagen (per capirci: le ultime due occupano il primo e secondo posto, alternandosi continuamente, fra i più grandi produttori al mondo). Perdonerete l’autocitazione, ma anche noi di Red, in via puramente teorica, non abbiamo sposato la linea all electric. E nel video qui sotto vi spieghiamo perché.

L’accordo fra Mazda, Subaru, Kawasaki, Yamaha e Toyota

Tornando ai giganti dell’industria, quasi in risposta a COP26, è arrivata ieri l’ufficialità dell’accordo raggiunto da 5 grandi gruppi giapponesi (che peraltro comprende due nomi dell’industria della moto, settore molto meno interessato dall’elettrificazione): Kawasaki Heavy Industries, Ltd.; Subaru Corporation; Toyota Motor Corporation; Mazda Motor Corporation; Yamaha Motor Co., Ltd.. L’impegno è quello di raggiungere la neutralità carbonica mediante l’espansione delle tipologie di carburanti utilizzabili dai motori a combustione.

Il primo passo di questa unione delle forze si concretizza nella partecipazione, il 13 e 14 novembre, alla Super Taikyu Race a Okayama; più in generale, ci sarà un impegno congiunto nelle competizioni, sfruttando carburanti neutrali dal punto di vista della CO2. Il secondo pilastro dell’accordo tutto giapponese è quello dell’esplorazione dell’uso dell’idrogeno sui veicoli a due ruote; il terzo prevede un impegno costante nelle competizioni utilizzando motori a idrogeno. Il tutto, sia chiaro, senza escludere l’elettrificazione: l’obiettivo è dunque quello di non accantonare una tecnologia che ha ancora ampi margini di miglioramento – e di “esplorazione” – ma anche quello di offrire una maggiore possibilità di scelta ai clienti. Se avete voglia di approfondire e di sentire la viva voce dei giapponesi (ovviamente tradotta), qui sotto il video della conferenza stampa.