Mustang story: in attesa del sesto atto

Il 5 dicembre debutta la nuova Mustang. La pony car, che con la quinta generazione ha riportato in auge fascino e possenza tipici della prima serie, è pronta a cambiare. Ripercorriamone 50 anni di storia, dagli albori ai 662 cv della versione Shelby GT500

Nel 1964 nasceva il linguaggio di programmazione Basic. Nel 1964 Sergio Leone girava il film “Per un pugno di dollari”. Nel 1964 Nelson Mandela veniva condannato all’ergastolo in Sudafrica. Il 1964 era un altro mondo. Ma lei c’era. Fulgido esempio di muscle car in miniatura, Mustang vide la luce grazie alla ferrea volontà di parte dei vertici Ford dell’epoca, impersonati dal celebre manager Lee Iacocca.

La nascita del mito – Destinata ai Baby Boomer – i nati dopo la Seconda guerra mondiale, protagonisti della rinascita economica americana – era quanto di più concreto l’industria automobilistica del tempo potesse proporre, essendo basata su componenti già esistenti prelevati da modelli in produzione. Il pianale derivava da Ford Falcon e prevedeva sospensioni anteriori a ruote indipendenti a triangoli sovrapposti e posteriori ad assale rigido. Accantonato il primo progetto – una roadster a motore centrale – si arrivò alla configurazione che successivamente avrebbe fatto storia: propulsore anteriore, abitacolo 2+2, trazione posteriore. Nasceva la prima “pony car”, mossa da un 6 cilindri 2.8 da 105 cv con cambio manuale a 3 rapporti. Fece breccia, grazie sia all’indovinata campagna pubblicitaria sia all’ampia possibilità di personalizzazione, nel cuore degli Americani. Venne inizialmente proposta con due V8 opzionali: 4.3 da 164 cv oppure 4.7 da 210 e 271 cv. Oltre alla trasmissione di serie era possibile scegliere un’unità manuale a 4 marce oppure un pioneristico cambio automatico.

La seconda generazione (1974-1978) – Mustang II tornò alle dimensioni originali dopo la progressiva crescita della prima generazione. Una scelta dettata dalla crisi petrolifera e dalla necessità di arginare il successo di rivali relativamente compatte quali la giapponese Toyota Celica. La nuova pony car, meno potente e più pesante rispetto al passato, nonché esteticamente poco muscolosa, non scaldò gli animi. La versione d’accesso era mossa da un piccolo 4 cilindri in linea 2.3. In opzione era disponibile il solo V6 di 2,8 litri di derivazione Ford Capri. Mancava (anche se solo per il 1974) un V8. Lacuna che scatenò l’ira dei fan, costringendo la casa dell’Ovale a correre ai ripari. Al punto da realizzare un’edizione speciale, detta Cobra II, simile alle Shelby Mustang, ovvero alle versioni modificate dal preparatore Carroll Shelby. La seconda generazione ottenne buoni risultati commerciali sull’onda del successo di Mustang I.

La terza serie e il restyling del 1987 – Nel 1979 Mustang tornò a crescere, basata sulla generosa piattaforma Fox della Casa. Ne vennero realizzate due versioni: pre restyling, caratterizzata da calandra a nido d’ape e 4 proiettori, e post restyling, forte di un frontale maggiormente aerodinamico. Vettura che vide il ritorno dell’allestimento sportivo GT, forte del noto V8 4.9 da 157 cv, successivamente portato a 225 cv. Le vendite rallentarono e Ford lasciò trapelare la volontà di sostituire la celebre muscle car con una sportiva a trazione anteriore di derivazione Mazda. Ancora una volta, l’indignazione dei fan costrinse la Casa a tornare sui propri passi. Mustang iniziò a brillare di vita propria. Con o senza l’appoggio dell’Ovale blu.

La quarta generazione: big is better – Nel 1994 nacque, o forse rinacque, come si disse all’epoca, la pony car. Mustang IV era ancora basata sul pianale Fox, ma i propulsori, finalmente, tornavano a essere tipicamente yankee. Entry level era un V6 3.8 da 145 cv abbinato a una trasmissione manuale a 5 rapporti o automatica a 4 marce, affiancato da un nuovo V8 4.6 da 225 cv, presto portato a 260 cv. La Cobra V8 sovralimentata erogava 390 cv e non mancavano le versioni anabolizzate R, Bullitt e Mach 1. Nel 1999 subì un marcato restyling che portò all’abbandono delle linee arrotondate, tipiche della quarta serie, in favore di una carrozzeria più spigolosa.

Quinta serie: sino ai giorni nostri – Muscolosa, possente, affascinante al pari della prima generazione. Un capolavoro apprezzato dal pubblico. Una instant classic apparentemente immortale… almeno sino al 5 dicembre 2013, data in cui verrà svelata la nuova Mustang. Destinata a festeggiare il 50esimo compleanno. Mezzo secolo di vita che ne fanno una delle auto più longeve al mondo. Attualmente disponibile con un V6 3.7 da 305 cv, un V8 5.0 da 420 cv (GT) e nello straordinario allestimento Shelby GT 500, forte di un V8 5.8 sovralimentato mediante compressore volumetrico da 662 cv, è pronta a cambiare pelle. Stay tuned…