BMW M5: (at)trazione integrale

25 agosto 2017 - 9:08

Da sempre icona della gamma Motorsport, la BMW M5, derivata dalla più recente generazione della Serie 5, presentata nel 2016, cambia profondamente sotto il profilo tecnico. Specie a livello di trazione e trasmissione, dato che nel primo caso debutta un inedito sistema che consente di optare per le due ruote motrici oppure le 4WD, mentre nel secondo viene abbandonato il classico cambio a doppia frizione in favore di un’unità automatica del tipo mediante convertitore di coppia.


Crescono potenza e coppia
600 cv. Ma senza stupire. Lo step di potenza appannaggio del confermato V8 4.4 biturbo a iniezione diretta della benzina tocca infatti quota 600 cv e 750 Nm, analogamente alle versioni Competition Edition e 30 Jahre basate sulla precedente generazione della berlina di Monaco. Si tratta, in ogni caso, di un sostanzioso upgrade rispetto ai 560 cv e 680 Nm appannaggio della “vecchia” M5 base. Una cura anabolizzante resa possibile essenzialmente dall’incremento della pressione di sovralimentazione, dall’adozione di nuove turbine e dal potenziamento dei sistemi di raffreddamento e lubrificazione, oltre che da un affinamento del sistema di scarico, accreditato di un timbro ancor più roco e marcato che in passato, richiamabile grazie a una specifica opzione.

Cinque modalità di trazione
La vera rivoluzione appannaggio della nuova generazione della M5 è legata al sistema di trazione integrale M xDrive, regolabile secondo cinque modalità. Il guidatore può infatti scegliere tra le quattro e le due ruote motrici, ovviamente posteriori, favorendo alternativamente la motricità o il divertimento. Un effetto reso possibile dall’interazione tra il ripartitore della coppia e il differenziale attivo M che distribuiscono i Nm, rispettivamente, tra gli assali e le ruote al retrotreno. In configurazione di marcia ordinaria agiscono le 4WD con il controllo della stabilità attivo. Il conducente può, in sequenza, attenuare l’invasività dell’elettronica, escludere l’ESP, mantenere inattivo l’ESP e optare per la trazione integrale sportiva (con una spiccata ripartizione della spinta in favore del retrotreno) oppure, opzione più estrema, passare alle 2WD. Senza elettronica. Solo per uomini veri!


Steptronic M a 8 rapporti
Tra le novità portate in dote dalla nuova M5 bisogna ricordare, come accennato, il passaggio dall’ormai tradizionale trasmissione a doppia frizione a 7 rapporti alla versione sportiva M del cambio automatico Steptronic a 8 marce del tipo mediante convertitore di coppia. Un’evoluzione che, a detta dei tecnici tedeschi, dovrebbe contribuire a una maggiore fluidità di marcia senza inficiare prestazioni e feeling. Confermatissima, del resto, la disponibilità dei paddle al volante, mentre è frutto dell’era moderna il debutto della strumentazione integralmente digitale – ormai un must – che integra il contagiri con l’indicatore della cambiata, così da sfruttare sempre il regime ottimale per spremere il massimo dal V8 4.4 biturbo.


Da 0 a 100 km/h in 3,4 secondi
La BMW M5 scatta da 0 a 100 km/h in 3,4 secondi – un tempo di mezzo secondo inferiore rispetto alla precedente generazione 2WD in configurazione Competition Edition, anch’essa accreditata di 600 cv – e da 0 a 200 km/h in 11,1 secondi, raggiungendo una velocità massima di 305 km/h qualora si opti per l’M Driver’s Package. Attesa in Europa da settembre a un prezzo di circa 118.000 euro, adotta sospensioni regolabili in funzione dei programmi Comfort, Sport e Sport Plus. Sotto il profilo estetico, fatte salve le novità legate alla nuova generazione della berlina dalla quale deriva, non fa registrare nulla di rivoluzionario. Alle prese d’aria maggiorate, all’estrattore dedicato e ai cerchi in lega da 19 pollici abbinati a pneumatici 275/40 all’avantreno e 285/40 al retrotreno si accompagnano i passaruota ampliati, il cofano motore in alluminio e il tetto in CFRP (materiale termoplastico misto a fibra di carbonio). Una soluzione ormai cara all’intera gamma sportiva BMW.


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