Volkswagen Bulli: il ritorno è elettrico

Volkswagen Showcar I.D. BUZZ und Volkswagen T1

26 agosto 2017 - 9:08

Ebbene sì, si farà. Il Volkswagen Bulli tornerà a vivere e sarà effettivamente basato sulla concept elettrica I.D. Buzz, secondo atto della saga VW I.D. Analogamente al prototipo a zero emissioni presentato in occasione del recente Salone di Detroit, il futuro minivan di Wolfsburg s’ispirerà al mitico Transporter T1 – soprannominato appunto Bulli – degli Anni ’60, divenuto uno dei modelli più celebri e apprezzati mai prodotti dalla Volkswagen.


Piattaforma modulare MEB
La data fissata per l’entrata in produzione del nuovo Bulli, che verrà proposto anche in versione commerciale, è il 2022. Un debutto che rientra a pieno titolo nel programma a zero emissioni del costruttore tedesco, volto a proporre sul mercato oltre 30 modelli elettrici e a produrre un milione di veicoli a batteria. Un progetto che assume quale cardine la piattaforma modulare MEB, dedicata alla propulsione a zero emissioni e infatti base, sebbene declinata in configurazione XL, anche della concept I.D. Buzz e del futuro Bulli. Bulli che, secondo le prime indiscrezioni, sarà lungo 4,94 metri, largo 1,98 metri e alto 1,96 metri oltre che dotato di due vani bagagli e in grado di ospitare, molto probabilmente, sino a otto persone.

Guida autonoma di Livello 3
Destinato al tempo libero e ai viaggi, il Bulli potrà contare su di una eccezionale modularità degli interni, rafforzata dalla possibilità di ruotare i sedili anteriori di 180° una volta attivata la guida autonoma (di Livello 3), trasformando l’abitacolo in un vero e proprio salotto oppure in una camera da letto. Al momento non è dato sapere se, analogamente alla concept I.D. Buzz, la strumentazione sarà “a scomparsa” e amovibile, così come se verrà confermato il riconoscimento automatico del conducente, utile per adattare parametri e funzioni ai gusti del guidatore.


Batterie annegate nel pianale
Sotto il profilo meccanico, come accennato, il nuovo Bulli potrebbe ricalcare quanto previsto per la show car I.D. Buzz, permettendo di optare per la trazione posteriore oppure integrale in funzione delle condizioni di marcia. I.D. Buzz che, nella versione presentata a Detroit, poteva contare su batterie da 111 kWh ricaricabili all’80% in meno di 30 minuti grazie alle colonnine ad alta capacità da 150 kW. “Annegati” nel pianale così da ribassare il baricentro e non sottrarre spazio in abitacolo, gli accumulatori alimentavano due motori a zero emissioni, uno in corrispondenza di ciascun assale, che portavano in dote una potenza complessiva di 370 cv oltre alle 4WD a gestione elettronica. L’autonomia, da riferimento, si attestava a 600 km in base al ciclo di omologazione NEDC, 434 km in condizioni di utilizzo reali. Non mancava inoltre una più accessibile versione 2WD da 268 cv con celle da 83 kWh.


Un modello globale
Se il lato tecnico è ancora nebuloso, non altrettanto si può dire per la strategia commerciale della Casa tedesca. Il nuovo Bulli sarà infatti un minivan “globale”, prodotto nella fabbrica Volkswagen di Hannover – la stessa che ha realizzato le precedenti generazioni del T1 – e destinato ai principali mercati mondiali, vale a dire all’Europa, agli States e alla Cina. Appuntamento al 2022, quindi, per toccare con mano il revival in chiave “green” di una delle vetture più affascinanti e romantiche della storia dell’automobilismo.


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