Nuova Volkswagen Golf 8 gialla

Nuova Volkswagen Golf 8, cinque volte ibrida

Mild hybrid e plug-in hybrid, ma anche diesel e a metano. La regina è tornata, tecnologica e connessa come nessun’altra

24 ottobre 2019 - 19:56


L’arrivo di una nuova generazione di Volkswagen Golf, in campo automotive, equivale un po’ all’elezione di un Papa. Oggi come ieri. Nonostante oggi, rispetto anche solo a 15 anni fa, molte cose siano cambiate. Una su tutte: il mercato è stato letteralmente invaso di SUV e crossover di ogni dimensione e forma. VW T-Roc compresa, ovvero il modello che più di tutti minaccia, dall’interno, il ruolo di n°1 della Golf quale regina del marchio Volkswagen e del mercato europeo in generale. Vediamo dunque com’è cambiata la regina per non cedere lo scettro. Non prima di esserci appuntati il momento dell’arrivo sul mercato: fine 2019.

Aggiornamenti e upgrade “over the air”


Immaginate di ricevere una notifica sul vostro smartphone che vi informa della necessità di un aggiornamento del sistema operativo e delle applicazioni della vostra auto. E provate a pensare che bello sarebbe poter programmare questo upgrade nella fascia oraria che preferite, e che lo stesso si completi in totale autonomia, semplicemente sfruttando la rete dati. Ecco, tutto questo, sulla Golf VIII sarà realtà. Ok, direte voi, fino a qui ci erano arrivati anche altri. Bene: la Golf sposta l’asticella più in alto. Sarà infatti possibile comprare funzionalità aggiuntive in un secondo momento. Come? Dall’infotainment di bordo. Vi faccio un esempio per capirci meglio: ipotizzate di comprare la Golf con i LED “normali”, ma che dopo un po’ vogliate il Light Assist. Sarà sufficiente andare sullo shop online e comprarlo, pagandolo con carta di credito. Idem per passare da cruise control normale a cruise adattivo e per altre funzioni.

Ibrida mild e plug-in

Non una, non due, ma ben cinque varianti ibride: la Golf VIII fa capire immediatamente qual è la sua vocazione, se si parla di rispetto ambientale. Per questo motivo, tra le altre cose dovremo abituarci a una nuova sigla: eTSI. Indica le motorizzazioni mild hybrid – con rete di bordo a 48V – con livelli di potenza di 110, 130 e 150 cv e consumi inferiori del 10%, grazie proprio alla tecnologia mild hybrid. Nuova è anche la sigla eHybrid, che identifica invece l’ibrida più “seria”, ovvero la plug-in attesa nel 2020: 204 e 245 cv. In questo caso la marcia in modalità puramente elettrica è possibile, grazie alla batteria (ricaricabile dalla presa di corrente) da 13 kWh di capacità. Non sono ancora stati diffusi invece i dati relativi ad autonomia elettrica e velocità massima raggiungibile in modalità zero emissioni (locali).

Non si dimentica di TSI, TDI e TGI


Se le ibride (e probabilmente le elettriche come la ID.3) sono il futuro, TSI, TDI e TGI, insieme, reciteranno ancora per un po’ la parte del leone sul mercato. Capitolo TSI, ovvero turbo benzina a iniezione diretta: le novità sono l’unità da 90 cv e quella da 110; per tutti i TSI, invece, l’adozione del ciclo Miller migliora l’efficienza. Efficienza è stata la parole d’ordine nell’evoluzione anche dei TDI, che vedono calare le emissioni di CO2 del 17% in media, il cui fiore all’occhiello si chiama però twin dosin. In pratica, una doppia iniezione di AdBlue a monte dei catalizzatori SCR, disposti in serie, consente una significativa riduzione delle emissioni di ossidi di azoto, i tanto temuti NOx. Quanto alla TGI, ovvero la Golf a metano, per ora si sa solo che avrà 130 cv e che arriverà nel 2020.

Sicurezza per tutti


In passato, la Golf non è mai stata famosa per essere generosa nella dotazione di serie. Stavolta, già la versione base offrirà, compresi nel prezzo, l’assistente di mantenimento corsia, il sistema di monitoraggio della distanza dal veicolo che precede, i fari anteriori e posteriori a LED, il climatizzatore automatico, il touch screen da 8,25″, i servizi e le funzioni online We Connect, il sistema di avviamento senza chiave e la comunicazione Car2X, cioè lo scambio di dati con altri veicoli e con l’infrastruttura stradale. Se per esempio c’è un rallentamento, il veicolo lo sa in anticipo e induce il guidatore a rallentare ben prima del punto critico.

Nuove funzioni di assistenza alla guida


Detto della dotazione standard per tutte le versioni, optional si potranno avere inedite funzionalità. Fra gli altri, il Travel Assist (che consente di viaggiare fino a 210 all’ora senza che il guidatore debba sterzare, accelerare o frenare), il front assist con assistente alla svolta, il cruise control adattivo con riconoscimento predittivo della velocità (cioè regola l’andatura in base a limite di velocità vigente) e i fari led matrix iq light.

Qualità e connettività


Si ispira un po’ alla Passat, un po’ all’Audi A4, interpretando il tutto a modo suo. Il risultato è che l’abitacolo della nuova Golf è indubbiamente moderno e di impronta hi-tech: i tasti, tanto per dirne una, sono quasi tutti a sfioramento. E poi la digitalizzazione è totale: a bordo ci sono Alexa di Amazon, webradio e servizi in streaming, comandi vocali di ultima generazione e tanto altro.

Più avanti, GTI, GTD e R

Come ultima cosa mi sono tenuto le versioni per gli appassionati. GTD, GTI ed R, in ordine crescente di potenza. Arriveranno anche sulla Golf VIII, ma in un secondo momento.

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