Prova Nuova Volkswagen Polo

11 settembre 2017 - 15:09

Rinnovare una vettura che in 42 anni di storia è stata venduta in 14 milioni di esemplari è come camminare su di un campo minato. Il rischio di compiere un disastro è altissimo, ma non meno stringente è il pericolo di restare immobili sulle proprie posizioni, non riuscendo a progredire. A Wolfsburg, per la nuova generazione della compatta Volkswagen Polo, devono aver frequentato un corso da artificieri, perché hanno risolto brillantemente il problema donando una vitalità sconosciuta a uno dei modelli più importanti commercialmente per Volkswagen.

Passo maggiorato di 53 mm
La nuova Volkswagen Polo eguaglia le dimensioni della Golf IV, appartenente a un segmento superiore e in produzione dal 1997 al 2004. Un “balzo in alto” cui si accompagna una capacità di carico di 351 litri con cinque persone a bordo contro i 280 litri appannaggio del vecchio modello. Basata sulla piattaforma modulare MQB A0 portata al debutto dalla più recente generazione della Seat Ibiza, la compatta tedesca cresce sia in lunghezza (+8 cm), attestandosi così a 4,05 metri, sia nell’interasse. Il passo, nel dettaglio, aumenta di 53 mm, a tutto vantaggio dell’abitabilità posteriore. Non meno rilevanti gli interventi a livello di carrozzeria, dato che la configurazione a tre porte non è più prevista. Analogamente a gran parte delle rivali, la Polo sarà pertanto disponibile sono a cinque porte.

Il family feeling della Tiguan
La Polo e la Golf sono, da tradizione per Volkswagen, dei modelli cardine che, un po’ come i dinosauri, evolvono molto lentamente. Specie a livello di design. Nel caso della compatta tedesca, sebbene anche in quest’occasione non si possa parlare di un cambiamento epocale, bisogna comunque ammettere che a Wolfsburg si sono dati molto da fare. Specie al frontale, le modifiche alla calandra e ai gruppi ottici, corredati di luci diurne a LED, volte ad armonizzare l’aspetto della vettura al family feeling introdotto dalla Tiguan hanno portato in dote un aspetto complessivamente più sportiveggiante e dinamico. Benvenuta modernità!


MirrorLink, Android Auto e Apple CarPlay
Se esternamente la Polo ha cambiato pelle, internamente si assiste a una vera e propria rivoluzione. La plancia, ad esempio, è irriconoscibile, complice l’adozione dell’infotainment derivato dalla Golf restyling. Un sistema multimediale in grado di supportare i comandi vocali e caratterizzato da un display touch da 6,5 o 8 pollici corredato di tutti i principali protocolli per il dialogo privilegiato tra vettura e smartphone. Alle note tecnologie MirrorLink, Android Auto e Apple CarPlay, così come alle app per consultare a distanza le informazioni sul veicolo, si affianca la nuova piattaforma digitale We By Volkswagen che include una nutrita serie di servizi. Ad esempio WePark, un’applicazione per pagare i parcheggi nelle grandi metropoli utilizzando lo smartphone e i dati provenienti dai sistemi di bordo della vettura. Non meno degna di nota la strumentazione integralmente digitale; una dotazione solitamente riservata a vetture di categoria superiore e che si distingue da quanto già ampiamente utilizzato all’interno della gamma Volkswagen per la grafica rinnovata e i comandi al volante rivisitati.

No al downsizing per la GTI
Più che di downsizing, sarebbe corretto parlare di rightsizing. La gamma motori include infatti il moderno tre cilindri 1.0 a iniezione diretta della benzina, proposto in configurazione aspirata da 65 e 75 cv oppure sovralimentata mediante turbocompressore negli step da 95 e 115 cv. L’offerta Diesel si basa sul noto 1.6 TDI common rail da 80 e 95 cv, mentre al top della gamma si colloca il 2.0 TSI (turbo a iniezione diretta della benzina) da 200 cv, riservato alla versione sportiva GTI. Quest’ultimo propulsore un’anomalia in un contesto generale dove le piccole sportive si affidano genericamente a delle unità sovralimentate da 1,6 litri. Una scelta controcorrente. Tra le novità più rilevanti spicca il debutto della variante bifuel a metano TGI (da 90 cv) del 1.0 turbo. Quanto alle trasmissioni, al classico cambio manuale si affianca l’opzione automatica a doppia frizione DSG, riservata ai propulsori con potenza pari o superiore a 95 cv.

Dotazioni da berlina di rango
Non consideratela una semplice compatta. Le dimensioni si avvicinano a quelle di una berlina media e le dotazioni guardano a segmenti ben più importanti. Tra gli optional, ad esempio, spiccano il cruise contro adattivo con funzione stop-and-go, l’avviso d’ostacolo in corrispondenza dell’angolo di visuale cieco, l’assistenza al parcheggio, la ricarica wireless dei device portatili e la chiave a transponder per l’accesso hands free all’abitacolo. Di serie sin dalla versione base sono inoltre previsti le luci diurne a LED, il monitoraggio della stanchezza del conducente, la frenata automatica d’emergenza e il sistema di connettività con gli smartphone Volkswagen Connect.

di Sebastiano Salvetti

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DRIVE

Parlare di come va una Volkswagen Polo è quasi difficile, perché su quest’auto (come sul Golf del resto) a Wolfsburg “spingono” talmente tanto con cura costruttiva e tecnologia che trovare un difetto è complicato quanto trovare il classico ago nel pagliaio. Effettivamente se si pensa che quest’auto appartiene al segmento B ovvero quello delle cosiddette “city car” l’operazione “cerca il difetto” è ancora più difficile. La Polo effettivamente potrebbe considerarsi una segmento “B e ½” perché quello che porta in dote a livello di spazio, dotazioni, feeling di guida è oltre la categoria di appartenenza.
PIÙ GRANDE, PIÙ MASCHIA

Cresciuta di dimensioni, più “maschia” nell’aspetto (anche se a mio parere la coda della V generazione era più personale e bella), incredibilmente dotata a livello di elettronica la nuova “piccola” VW alza effettivamente l’asticella nella categoria. Difficile una volta a bordo rendersi conto di essere al volante di una Segmento B perché lo spazio a disposizione di guidatore e passeggeri è davvero notevole, e il bagagliaio con i suoi 350 litri sconfina nel segmento superiore. E anche il feeling di guida è quello di un’auto di categoria superiore, non solo per dotazioni, infotainment, materiali, ma anche per la guida. Il passo allungato e le dimensioni generose della vettura si lasciano alle spalle sensazioni da auto compatta per offrire un feeling da vera berlina. Nata come auto da città o seconda auto, Polo può oggi alzare la cresta e proporsi anche come unica auto in famiglia (magari non numerosa).
BENZINA IN MAGGIORANZA
L’offerta di auto durante la prova la dice lunga sulla direzione che stanno prendendo le Case soprattutto su auto compatte come Polo. Se fino a qualche anno fa avremmo avuto a disposizione una grande maggioranza di motorizzazioni Diesel con i benzina in minoranza. Oggi accade esattamente il contrario. Il tre cilindri 1.0 TSI in tutte le sue configurazioni di potenza la fa da padrone, il Diesel è in minoranza, anche se da noi credo che il 1.6 Tdi sarà ancora uno dei best seller. Per la prova lungo le trafficate strade nei dintorni di Amburgo scelgo quindi tre allestimenti di potenza differenti 75-95-115 cv dello stesso motore tre cilindri la seconda rappresenterà probabilmente il “cuore” delle vendite di Polo magari con il cambio DSG a sette rapporti.

Un abbinamento a mio parere super azzeccato che offre il giusto mix di brio, gusto di guida e consumi. La coppia del tre cilindri sovralimentato riesce in effetti sempre a tirare una marcia “lunga” aiutando a contenere i consumi e a guidare in relax. Le prestazioni però possono essere anche sportive e se vien voglia si può anche giocare con i paddle al volante.
TRE CILINDRI ECCELLENTI

Silenzioso, bilanciatissimo, esente da vibrazioni il tre cilindri tedesco è un ottimo motore e compone un quadro, quello della nuova Polo, d’alto livello. Perché la vita a bordo è davvero comoda. I materiali erano già un fiore all’occhiello della compatta tedesca e tutto ovviamente viene confermato, a parte qualche rigidità nei pannelli delle portiere la plancia è davvero realizzata alla grande. Plancia in cui fa bella mostra un sistema infotainment di alto livello, molto vicino a quello che abbiamo recentemente trovato sulla Golf VII. La plancia è quella di una vera auto premium e contribuisce a dare una sensazione di ricchezza, sottolineata, lato driver, quando s’impugna il volante. Corposo, ben rivestito, preciso nell’indirizzare le ruote. La Polo si guida bene è molto confortevole e sfrutta un assetto eccellente lato comfort ma che non ho potuto mettere alla prova nella guida brillante causa traffico e statali tedesche messe sotto assedio da limiti e autovelox.
IN UNA PAROLA: CONSISTENTE
Tutto su Polo contribuisce a dare sensazione di robustezza e consistenza. Piccole cose che però alla fine percepisci, come i comandi al volante, il “tunf” ovattato quando si chiude la portiera, il modo di funzionare delle sospensioni. Sensazioni che non variano al variare della potenza del motore. Più ruvido e rumoroso il tre cilindri da 75 cv, potente, quasi sportivo il 115 cv, questo tre cilindri trova nell’allestimento da 95 cv con cambio DSG il suo optimum, miscelando nel modo migliore prestazioni comfort e consumi contenuti. Non abbiamo potuto provare il motore a metano, che resta a mio parere uno dei più interessanti in assoluto. Lo faremo presto.

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