Park Assist: come funziona?

27 giugno 2019 - 10:35

La quotidiana ricerca del parcheggio è un’attività che richiede tempo e impegno. E quando si fiuta da lontano uno spazio libero ecco pronte a intervenire le tecnologie intelligenti, i cosiddetti ADAS (“Advanced Driver Assistance Systems), dispositivi offerti di serie o come optional sulle autovetture pensati per semplificare e salvaguardare la vita di chi si mette alla guida.

C’era una volta l’avviso acustico, oggi soppiantato da dispositivi capaci anche di parcheggiare con precisione un’auto. Stiamo parlando del “Park assist”, un sistema che supporta il guidatore nella ricerca di spazi di sosta, in linea o a “pettine”, e lo guida durante le fasi di manovra. Ma c’è di più: la tecnologia interviene automaticamente sul volante (sui sistemi più evoluti anche su acceleratore, cambio e freni) nel modo più adeguato a parcheggiare la vettura nell’area individuata. Per attivare (e disattivare) il sistema occorre premere un apposito tasto e seguire le indicazioni che compaiono sul display. Il dispositivo inizia a scansionare la carreggiata grazie a telecamere integrate che acquisiscono immagini dell’area circostante: quando il sistema individua uno spazio lungo almeno 80 centimetri in più (ma le ultime evoluzioni riescono a manovrare anche in spazi più ristretti) rispetto alla vettura sul display cominciano le “grandi” manovre.

C’è un posto libero? Te lo dice l’app

Il perfetto alleato del Park Assist è quello che Bosch chiama Connected Parking: in parole semplici, le auto che ne sono dotate condividono sul cloud l’eventuale disponibilità di un parcheggio libero, che individuano tramite le telecamere di bordo senza che il guidatore si accorga di nulla… Per tutti i dettagli, appuntamento a un’altra puntata di “Come funziona?”

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