Prova Audi A5 Cabriolet 2.0 TDI S tronic Sport

Comfort e sportività possono convivere? La risposta è sì e se tra gli ingredienti aggiungi l'impagabile piacere della guida a cielo aperto hai chiare le potenzialità della Audi A5 Cabrio. L'abbiamo provata per 3000 km in questo caldo inizio autunno

14 ottobre 2018 - 11:10

  LIVE  
Cullati dall’ultimo sole estivo e perfettamente riparati dall’aria: è questa la sensazione che più resta impressa dopo aver guidato per oltre 3.000 chilometri l’Audi A5 Cabriolet, nell’equilibrato allestimento 2.0 TDI S tronic Sport. Fin dalla prima A5, l’estetica è stato uno dei punti di forza di questo modello, ideato da Walter De Silva, il designer italiano per molti anni a capo del centro stile Audi. Colpiscono, allora come oggi, la proporzione tra i volumi e l’eleganza generale, immutata anche con la capote chiusa, condizione di solito penalizzante.

 
PIU’ LUNGA
Lunga 4.673 mm, cioè 47 più del modello precedente, la A5 Cabriolet è più spaziosa che in passato (passo +14 mm), sia a livello di larghezza delle spalle degli occupanti anteriori, sia per le ginocchia dei passeggeri posteriori. I tempi di apertura e chiusura della capote si attestano rispettivamente a 15 e 18 secondi, con la possibilità di azionarla anche in movimento fino a 50 km/h. Interessante la capacità di carica del bagagliaio, pari a 320 litri con capote aperta e 380 con capote chiusa, proposta in 4 colori (nero, grigio, marrone o rosso), da abbinare alle 14 tonalità dell’auto.

I sistemi di assistenza alla guida sono numerosi, addirittura trenta, molti dei quali proposti di serie. D’altra parte la strada verso la guida autonoma di livello 3 è stata percorsa con decisione da Audi, che con la A8 si è posta al vertice alla ristretta lista delle auto più evolute. Peccato che la legislazione arranchi e non sia possibile sfruttare su strada le innovazioni tecnologiche sviluppate dalle aziende.

OPTIONAL, DOMINA L’EQUILIBRIO

Sulla A5 Cabriolet in prova la scelta delle dotazione opzionali è stata particolarmente equilibrata. Sul piano funzionale spiccano i fari LED – ci sono anche i LED Matrix come ulteriore opzione -, l’Audi Virtual Cockpit, davvero irrinunciabile per funzionalità e look; l’assetto con regolazione degli ammortizzatore e i cerchi da 18 pollici; il dispositivo di ausilio al parcheggio Plus e la telecamera posteriore. Pensati per aumentare il comfort della vita a bordo sono gli accessori in abitacolo, a partire dal navigatore con MMI Touch, il climatizzatore a 3 zone, Audi Connect, Phone Box e smartphone Interface. D’impatto i pacchetti S line e S line exterior, che regalano all’A5 Cabriolet un tocco di elegante sportività in più, come anche i rivestimenti in pelle e Alcantara.

L’assetto può contare su carreggiate larghe 1.587 mm davanti e 1.568 mm dietro, sul passo lungo (2.765 mm) e sull’efficace schema delle sospensioni. All’avantreno è montato un assale a cinque bracci, migliorato rispetto alla precedente versione; schema a cinque bracci anche dietro, in luogo dei bracci trapezoidali del passato. Il servosterzo è elettromeccanico, con assistenza che varia in funzione della velocità.

IL MOTORE GIUSTO

Il motore 2.0 TDI da 140 kW (190 cv) è abbinato alla trazione anteriore e al cambio s tronic a sette rapporti. Nel ciclo NEDC i consumi dichiarati sono di 4,5 l/100 km, con emissioni di anidride carbonica pari a 118 grammi per chilometro. Il trattamento dei gas di scarico avviene con sistema SCR (Selective Catalytic Reduction).
  DRIVE  
Delle numerose motorizzazioni disponibili, Diesel e benzina, da 190 a 354 cavalli sulla S5 Cabriolet, quella in prova, con motore 2 litri TDI da 190 cv può essere considerata la più versatile ed equilibrata. Non toglie nulla, infatti, al piacere di guida, rivelandosi al contrario ideale per molte condizioni, a partire dall’autostrada. Aiutato dall’ottimo cambio s tronic, il quattro cilindri della A5 Cabriolet permette di viaggiare in souplesse a velocità Codice, cullati dalla sorprendente silenziosità dell’abitacolo a capote chiusa. Non è facile quantificare le differenze di comfort acustico tra una normale coupé e questa cabrio, tanto sono efficaci l’insonorizzazione della capote e del parabrezza, i cristalli di spessore maggiorato e le portiere con chiusura appositamente studiata a beneficio della silenziosità interna. Per di più i consumi autostradali si rivelano eccellenti, con 18 km/l di media, percorsi senza rinunciare alla brillantezza necessaria in sorpasso e nelle variazioni di velocità, agevoli grazie alla coppia del motore e alle due modalità (Drive e Sport) del cambio s tronic.

Lo spazio per guidatore e passeggero anteriore è ampio, i sedili facilmente regolabili, così come il volante. Poco agevole, invece, l’accesso al divano posteriore, penalizzato soprattutto a capote chiusa e in generale dalla necessità di ribaltare i sedili anteriori e farli scorrere in avanti.

CRUSCOTTO “VIRTUALE”

L’Audi Virtual Cockpit è un esempio di funzionalità e ricercatezza estetica: c’è tutto quello che serve, visualizzato con eleganza e personalizzabile in pochi tocchi tramite il volante multifunzione (tasto View in bella mostra). Il comfort complessivo è l’aspetto che più colpisce della vita a bordo dell’Audi A5 Cabriolet: nessuna rinuncia, nessun compromesso per chi sceglie un’auto la cui destinazione d’uso potrebbe apparire, sulla carta, limitata ad alcuni periodi dell’anno. Non è così, perché questa cabrio si presta a ogni condizione d’uso e a tutte le stagioni, come confermato dalle nostre avventure estive, dall’alta montagna al mare.

 
SA ESSERE ANCHE SPORTIVA
La guida è appagante, dinamica, nel complesso brillante: rapida nei cambi di direzione, impeccabile in percorrenza di curva anche quando si esagera un po’, può contare su un assetto molto equilibrato e comodo. I freni non soffrono mai di allungamento degli spazi di arresto, oltre a essere ben gestibili anche sul bagnato. Con il cambio in modalità Sport e l’Audi Drive Select su Dynamic si apprezza la declinazione più sportiva dell’A5 Cabriolet, ideale per divertirsi ad esempio su un passo alpino. Il motore, grazie alla notevole elasticità, non sembra soffrire più di tanto la potenza tutto sommato contenuta. Dopo qualche chilometro in Dynamic il ritorno ad altre modalità di guida evidenzia la vocazione al comfort: l’auto diviene mansueta, rilassante, piacevolissima. Magari a capote aperta, avvolti dal tepore e riparati dall’aria. Difficile chiedere di meglio.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Youngtimer – Audi 80, come si diventa premium

brumbrum inaugura uno stabilimento a Reggio Emilia

Maserati GranTurismo Zéda, l’ultima della “specie V8 aspirato”