Prova Audi Q3 2.0 Tdi

Immaginate di salire a bordo di un SUV. Compatto. Elegante. Sportivo. Accessoriato con tutto ciò che vi passa per la testa. Divertente da guidare. E magari di un colore davvero originale. Ecco la nostra Q3

Cosa sarebbe un SUV senza tutti i difetti tipici della categoria? Oppure, al contrario, che berlina verrebbe fuori se avesse tutte le qualità di un SUV? Aspetto imponente, resistenza agli urti e quindi alta sicurezza passiva, attitudine ad affrontare tratti sterrati, capacità di carico e comfort sono ciò che ci piace. Non vogliamo, invece, consumi eccessivi, dinamica di guida deludente, ingombri incompatibili con box e parcheggi cittadini.

La risposta alle prime due domande potrebbe essere Audi Q3. A Ingolstadt l’hanno chiamata SUV compatto, per distinguerla dai pesi medi e massimi della Casa, Q5 e Q7: la definizione aiuta a inquadrare un’auto che si può fregiare a tutti gli effetti della qualifica di crossover. Q3, infatti, suscita subito una domanda: quanto è grande?
I dati parlano di 4.385 mm di lunghezza, con interasse di 2.603, altezza di poco superiore al metro e mezzo e larghezza agli specchi retrovisori esterni di 2.019 mm. Il peso, nella configurazione base, è inferiore a 1.500 chilogrammi: un risultato ottenuto grazie al cofano motore e al portellone in alluminio, oltre che per merito di una combinazione di acciai ad alta resistenza utilizzati per il telaio e per la carrozzeria.
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A confermare l’unicità della Q3 c’è anche il Cx di 0,32: significa che la resistenza aerodinamica all’avanzamento è ridotta, a beneficio dei consumi. Audi parla addirittura di linee da coupé, ed effettivamente non mancano scorci molto suggestivi, sia lungo le fiancate sia a livello di gruppi ottici anteriori e posteriori, a maggior ragione con l’opzione xeno plus davanti abbinata ai LED dietro. L’integrazione di elementi funzionali come appunto i gruppi ottici nel design dell’auto è uno dei punti di forza di questo modello, che ha un rapporto tra superfici in lamiera e vetrate di due terzi e un terzo.
Dodici i colori, tra cui l’Arancione Samoa dell’auto in nostro possesso: può piacere o meno, ma senz’altro è molto alla moda – guardatevi in giro e scoprirete facilmente i cromatismi più gettonati, dall’abbigliamento all’oggettistica – e non passa per nulla inosservato. Anche gli interni, d’altra parte, colpiscono per cura dei dettagli e qualità dell’assemblaggio: tutto è a portata di mano, compresi portaoggetti e vani utili per riporre un po’ di tutto, in un ambiente silenzioso e ovattato, che però non rinuncia a un tocco sportivo, soprattutto se come nel caso specifico della prova ci si accomoda su sedili rivestiti in Alcantara e pelle nappa…
Quanto a dotazione aggiuntiva, peraltro rispetto a un pacchetto già più che competitivo, non c’è che l’imbarazzo della scelta: l’unico limite, come in molte altre situazioni, è la capacità di spesa. La “nostra” lista comprende 31 voci: dall’Adaptive light al Bose Surround Sound, dall’interfaccia Bluetooh al pacchetto luci LED, senza dimenticare l’efficace navigatore, il tetto panoramico apribile in vetro, l i sedili anteriori sportivi, i cerchi in lega da 18 pollici con disegno a 5 razze. Meglio fermarsi qui.
Motori: due a benzina e altrettanti a gasolio, tutti con schema a quattro cilindri in linea e della stessa cilindrata, due litri, ma con potenza compresa tra 140 e 211 cv. La trazione è integrale permanente quattro su tutte le versioni esclusa quella d’accesso, cioè il diesel da 140 cv, a trazione anteriore. Iniezione diretta, sovralimentazione turbo, Start&Stop e recupero di energia in frenata sono caratteristiche comuni. Tra le peculiarità delle motorizzazioni più potenti (177 cv diesel e 211 cv a benzina) c’è l’abbinamento della trazione integrale quattro al cambio S tronic a sette rapporti, con bilancieri al volante (optional) e soprattutto il sistema che in modalità Efficiency dell’Audi Drive Select fa aprire la frizione in rilascio, riducendo i consumi: in pratica l’auto prosegue in folle, con la trasmissione scollegata, offrendo anche una particolare sensazione di guida, evidenziata peraltro anche dal display al centro della strumentazione.
Sul fronte della sicurezza attiva, i sistemi di assistenza spaziano dall’Audi Side Assist che facilita un sicuro cambio di corsa all’Audi Active Lane Assistant che riduce il rischio di indebiti “sconfinamenti”, correggendo la direzione se necessario. Più tradizionali ma altrettanto utili i dodici sensori a ultrasuoni che aiutano nel parcheggio: il software memorizza eventuali ostacoli e li segnala al conducente anche dopo che l’auto è stata lasciata parcheggiata, in modo che quando si torna a bordo per rientrare a casa il classico “panettone” in cemento non si trasformi in un grosso problema.

DRIVE

I due volti della Q3 si svelano ben presto: al trotto è sorniona, comoda, silenziosa e non troppo assetata. Il motore si spegne ai semafori, le note del Bose Sound System avvolgono il guidatore, l’Alcantara lo coccola con discrezione. In souplesse, il traffico cittadino resta al di fuori dell’abitacolo. Quando, però, si affonda il pedale dell’acceleratore la risposta del quattro cilindri in linea Turbo è pronta, grazie anche all’efficace cambio S tronic a sette rapporti, che snocciola le marce con rapidità, sostanzialmente senza mai interrompere la spinta. In  modalità Efficiency, poi, si assapora il gusto della frizione scollegata e dell’auto che procede ancora più silenziosa, consumando poco o niente…
Lo sterzo risponde in funzione del tipo di guida adottata, mentre l’assetto con regolazione degli ammortizzatori (optional) permette di cucirsi addosso la Q3 dei propri desideri: reattiva nelle svolte, veloce, rapida in accelerazione, tanto che il classico percorso autostradale sembra mortificarne le velleità sportive, per quanto enfatizzi il comfort di marcia. Questa duplice vocazione – comoda cittadina e aspirante sportiva – colloca di diritto la Q3 tra le più efficaci crossover del momento, ovviamente nella fascia alta del mercato e del listino: è vero, il prezzo di partenza della versione con il quattro cilindri diesel da 177 cv di potenza è sotto i 40.000 mila euro, ma attingendo alla lista degli optional, alcuni dei quali irrinunciabili su un’auto di questa classe, il conto sale rapidamente. Tutto sommato, però, si tratta del giusto prezzo per guidare un’Audi che coglie realmente nel segno.