Prova Audi S3 Sedan

Versione "con la coda" della S3, si propone come alternativa alla due volumi, offrendo il medesimo gusto di guida. 300 cv per divertirsi nel segno dell''understatement

8 aprile 2014 - 14:04

Di vetture così ce n’è bisogno. Macchine che riescono a far battere il cuore senza essere mostruose e muscolose GT, che ostentano il loro status con un’estetica mozzafiato, motori plurifrazionati e valori d’acquisto da capogiro. Audi ha la sua GT, la R8 emblema della sportività dei quattro anelli, ma soprattutto ha una gamma caratterizzata dalla S maiuscola che racchiude eleganza, tecnologia e una sportività cristallina.

 

S3 è la punta di diamante della rinnovata famiglia A3, Sedan è la versione con la coda lunga – moderna interpretazione del concetto tre volumi – che riesce a piacere ancor prima di aver acceso il suo quattro cilindri da 2 litri TFSI da ben 300 cavalli. La S3 si presenta in un momento storico difficile del mercato auto, nel quale la parole d’ordine è downsizing. Detto e fatto, la cilindrata non supera il confine dei 2.000 cc ma la potenza si sposta verso valori impensabili per queste cilindrate fino a pochi anni fa. E’ un concetto che trova applicazione anche in una serie di concorrenti diretti: Volkswagen Golf R; Mercedes Classe A 45 AMG e la “fuoriquota” – dal punto di vista della cilindrata – BMW M235i. Tutti mostri di potenza, dalle dimensioni compatte e facili da guidare.

DRIVE
Sì, perché queste auto stimolano l’ipofisi, scatenano endorfine e producono eccitazione… Difficile resistere alle sensazioni suscitate dalle prestazioni: 0-100 km/h in 4,9 secondi sfruttando la tecnologia del cambio S tronic a doppia frizione, con velocità massima di 250 km/h. Dati di cui andare orgogliosi e che non fanno sfigurare la S3 Sedan nemmeno al cospetto delle GT. La berlina compatta non è solo un esercizio stilistico ma un vero oggetto di culto da guidare ed assaporare lungo tratti dove possano emergere le sue doti telaistiche e di motore. Teatro del test la strada della Caprino-Spiazzi, una delle famose cronoscalate del Campionato italiano velocità montagna CIVM. Qui la S3 trova il terreno giusto per mettere in mostra non solo le prestazioni ma anche una meccanica e un’elettronica sopraffina.

Per capire l’eccellenza costruttiva è sufficiente scorrere i dati principali della scheda tecnica, che evidenziano non solo le prestazioni ma anche la trazione integrale permanente Quattro, un impianto frenante con dischi anteriori da 340 mm e sospensioni che lavorano su un comparto pneumatici – quelli della vettura in prova – da 19 pollici ribassati a 35 e larghi 235 mm. Elementi cardine per avere un totale controllo e una comunicazione diretta con lo sterzo.

 

1.400 kg: con il motore brillantissimo e le sospensioni in configurazione Dynamic, la più performante delle quattro disponibili tramite Audi drive select, si muovono con insospettabile velocità tra una curva e la successiva. La S3 Sedan fa questo e molto bene; distorce il tempo piegandolo a suo favore. Mi piace guidarla sfruttando tutto il regime di rotazione: assaporo così la curva di coppia e di potenza; mentre i cavalli allungano e divorano l’asfalto la schiena di chi guida fatica a respingere la spinta che l’affonda nel sedile. Apprezzo il modestissimo trasferimento di carico laterale nei rapidi cambi di direzione, e “l’accucciamento” ridotto dell’avantreno in staccata quando si punta il muso dentro la curva.

Questa è la fase più delicata, dove emerge una piccola tendenza al sottosterzo; una reazione dettata dalla personale esperienza di guida motociclistica mi porta a “tirare” la frenata eccessivamente al punto di corda, costringendo gli pneumatici anteriori a sopportare un carico notevole su battistrada e carcassa. In realtà basterebbe forzare di più la frenata a ruote dritte e lasciare poi scorrere la S3, in assetto neutro, dentro la curva, sfruttando poi la potenza e la trazione integrale per uscirne rapidi. Questo è il momento in cui la S3 fa la differenza, si riallinea rapida, il muso cabra leggermente e i 300 cavalli spinti dal Turbo stracciano ogni dubbio sull’assoluta sportività della media di famiglia, che riesce a stare sotto i 4,5 metri di lunghezza di 31 mm. Una berlinetta compatta che riesce a piacere anche a chi fino ad oggi della famiglia A3 considerava solo la tre porte o la Sportback.

LIVE
Anche l’abitacolo rispecchia la “sporty philosophy” della Casa dei quattro anelli: nessuno spazio ai colori ma solo nero e alluminio opaco a vestire la plancia, i sedili e tutti gli eventuali elementi a vista. Anche la strumentazione privilegia la facilità di lettura, dando spazio a grossi elementi analogici supportati da un immancabile display al centro e un monitor a scomparsa posizionato nel centro della plancia. Come abito di sartoria ci si può ritagliare la posizione di guida, che sfrutta regolazioni in altezza di sedile e volante – per l’occasione con corona piatta nella parte inferiore – e una pedaliera giustamente dimensionata per l’uso sportivo. Resta solo da capire se si è disposti a spendere dai 39.000 euro in su per la versione 3 porte piuttosto che 42.750 per la Sedan equipaggiata con il cambio s tronic, trascurando un dettaglio, quello dei consumi, che per una vettura di questa categoria assume un ruolo di secondo piano ma che difficilmente può far meglio del dichiarato (9,1 litri per 100 km nel traffico urbano e addirittura 5,8 nell’extraurbano). 

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