Prova BMW X5 2014

I ricami estetici rafforzano il look BMW, le nuove motorizzazioni a gasolio puntano alla riduzione dei consumi ma non delle prestazioni. In arrivo c'è una versione a due ruote motrici ma il miglior compromesso resta la xDrive30d e le emozioni più forti sono offerte dalla M50d triturbo da 381 cavalli

3 novembre 2013 - 8:11

Muscolosa e imponente, precisa nella guida e incredibilmente sportiva. perfettamente fedele al DNA BMW! Qualunque sia la vettura presentata, le sensazioni trasmesse dalle vetture della Casa di Monaco sono sempre, gustosamente, le stesse. È una scelta filosofica che si trova con piacere anche sulla terza generazione della X5, un modello che si aggiorna in modo radicale ma senza ostentazioni, quanto piuttosto con novità da cogliere nei dettagli estetici e nella guida. Si chiama SAV (Sport Activity Vehicle), una sigla coniata da BMW per definire una categoria dove la capacità di affrontare il fuoristrada, nonostante le quattro ruote motrici, non è una caratteristica peculiare, a differenza delle classiche SUV. La X5 affronta il fuoristrada e lo fa a testa alta ma il suo campo d’azione è l’asfalto, che sia torto o “ritorto” come una strada di montagna, che sia un tratto veloce o autostradale.

Sono tre le motorizzazioni previste al lancio: spaziano dalle due varianti a gasolio da 3 litri sei cilindri con potenze comprese tra i 258 cavalli della xDrive30d e i 381 della M50d, al gigantesco V8 benzina da 4.395 cc e 450 cavalli. In arrivo anche versioni più a misura del fisco italiano come la xDrive25d, oltre alle xDrive40d, la BMW X5 xDrive35i. Prezzi da 65.033 euro per la xDrive30d in allestimento Business, mentre la mostruosa V8 parte da 92.256 euro.

LIVE

E’ un preciso lavoro di cesello quello che caratterizza la terza generazione della X5, che mantiene fede al progetto iniziale facendo leva su valori imprescindibili: prestazioni, comfort, qualità costruttiva e una guida esemplare, affiancata da una corretta distribuzione dei pesi. Le dimensioni esterne sono praticamente le stesse, ma sono proprio i dettagli estetici a raccontare quanto sia cambiata quest’ultima versione rispetto alla precedente. Il muso è ancora più verticale, il doppio rene, elemento distintivo del frontale, è più esteso e raccorda i gruppi ottici anteriori; arrivano prese d’aria aggiuntive come quelle viste sulla Serie 4 per far meglio defluire i flussi nella zona posteriore dei passaruota.

Il vero punto di forza è e rimane la varietà di allestimenti esterni: Business, Experience e Luxury, che si possono incrociare con quattro dell’abitacolo (base, Design, Pure Experience e Pure Excellence). Così scegliendo si apprezza ancora di più il rinnovamento del volume interno dell’abitacolo, che si distingue per le modanature e le scelte dei materiali ma soprattutto per la capacità di carico che può crescere fino a sette posti ordinando la terza fila di sedili a scomparsa; il vano raggiunge la capacità massima di 1.870 litri quando si abbatte completamente il divano posteriore.

DRIVE

Poco più di due tonnellate di peso: tanto o poco dipende dai punti di vista o da cosa si è abituati a guidare. Dalla prima generazione all’attuale di passi avanti ne sono stati fatti parecchi e il primo SAV ha poco a che spartire sotto ogni punto di vista con quest’ultima generazione. Non è una questione di volumi o di estetica ma di percezione alla guida: sensazione mitigata da una sorprendente disposizione dei pesi tra asse anteriore e posteriore ma anche e soprattutto dalla reazione di telaio e sospensioni in ogni condizione e tipologia strada. La X5 è imponente – ricordo che per questo modello la denominazione anglosassone XFive non è gradita – e alta da terra, ma “salire” al posto di guida è tutt’altro che faticoso. L’abitacolo è maxi e ovviamente ricco di connotazioni BMW. Esordisco guidando la versione 3.0d nell’attesa di assaporare l’anabolizzata M50d triturbo da 381 cavalli. Per entrambe sotto il cofano c’è il motore sei cilindri in linea in grado di spuntare tempi eccezionali nello 0-100 km/h e velocità massime da berline d’alta gamma.

Nonostante l’arrivo a breve della versione 25d – la prima senza trazione integrale xDrive – utile a evitare il salasso delle tassazioni italiane, credo che la xDrive30d sia il modello che incarna alla perfezione il concetto di X5 “tuttofare”: soddisfa per le prestazioni, il motore è ben dimensionato rispetto alla massa e al potenziale di carico, i consumi non impongono frequenti soste dal benzinaio. Nei quasi cinque metri di lunghezza e circa due di larghezza c’è tutta l’essenza di un progetto che continua a piacere in modo trasversale: ieri come oggi, infatti, la X5 è uno status symbol. Non importa quale sia la sigla sul portellone posteriore: la SAV BMW è un modo di essere, e piace. Lo confermo dopo aver preso posto dietro il volante e aver versato gasolio all’interno delle camere di combustione, accendendo il sei cilindri che sfrutta la nota tecnologia TwinPower Turbo.

Il cambio automatico a otto rapporti con Steptronic (sequenziale) rende ancora più naturale la conoscenza con la nuova X5. Se non fosse per l’altezza da terra e la superiore capacità di carico potremmo dire di essere comodamente ospiti di una station wagon di gran lusso. Tutto è concepito per rendere anche il tragitto più breve un’esperienza di alto profilo. La silenziosità di marca a velocità ben superiori a quelle consentite dal Codice, il ridotto rollio e beccheggio anche su strade di montagna alzano ulteriormente l’asticella nel confronto con la concorrenza diretta. La battaglia, quindi, s’inasprisce. BMW svela le sue carte migliori, fatte di elettronica a favore della sicurezza di altissimo livello. Dati per scontati ABS e DTC (Dynamic Traction Control), si aggiungono controllo della frenata in curva, differenziale autobloccante automatico e controllo della discesa HDC (Hill Descent Control), oltre alle sospensioni adattive opzionali. La lista è molto lunga e articolata ma spiega le ragioni della guida superiore alle aspettative.

Superiore è la risposta della motorizzazione M50d, che dimostra come la nuova X5 sia in grado di sopportare le furiose sollecitazioni della motorizzazione V8 benzina da 450 cavalli e 650 Nm di coppia della versione xDrive50i benzina, che polverizza lo 0-100 km/h in soli 5 secondi netti e raggiunge la velocità massima prudentemente limitata a 250 km/h.

Rimaniamo sul pianeta Terra, gustando le prestazioni del 3 litri diesel triturbo M50d che a mio avviso in questo momento rappresenta l’eccellenza costruttiva per questa motorizzazione a gasolio. Potenza in abbondanza (381 cavalli veri) e un valore di coppia di 740 Nm, che nessun altro motore riesce ad avvicinare e che viene espresso tra 2.000 e 3.000 giri. Prestazioni in guanti di velluto. Il risultato è sorprendente, per quanto riguarda la silenziosità di marcia e la risposta di acceleratore e cambio.

L’unico vero problema è che la X5 si fa guidare con troppa facilità e naturalezza ed è facile dimenticare quali siano massa e ingombri; il rischio è di condurla con la stessa facilità di una city car nel traffico, risultando antipatici alla maggior parte degli automobilisti…

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