Basta muscle-car, basta cilindrate da incrociatore, basta a tutte le convenzioni che, per anni, hanno alimentato il sogno a stelle e strisce: è un dato di fatto che oggi per conquistare un mercato come quello europeo, più che mai sensibile ai consumi e alle emissioni, è necessario avere ottimi argomenti da strillare ad alta voce.

Con la nuova ATS, Cadillac sceglie una via molto impegnativa, perché il vecchio continente è dominato da berline premium difficili da scalzare dal trono delle vendite e le principali protagoniste sono costruite in Germania, in un ristretto triangolo geografico. Strada in salita, perché l’Europa ha capisaldi forti come i marchi che Cadillac deve aggredire. A,differenza che in passato, però, la ATS si può permettere il lusso di fare la voce grossa e sfidare chiunque in campo aperto, facendo leva sulle sue caratteristiche tecniche: motore due litri benzina quattro cilindri Turbo da 276 cavalli, trazione posteriore o integrale, e una velocità massima che può arrivare, prima di quanto si pensi, a 240 km/h sulle liberali Autobahn tedesche. 

 

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Chiudo gli occhi per un attimo e li riapro seduto nell’abitacolo, resettando tutti gli eventuali preconcetti che potrebbero accompagnare una prima presa di contatto alla guida di una vettura che deve farsi conoscere per le sue buone caratteristiche costruttive  e non perché sfida i marchi tedeschi. L’ATS mi riporta indietro nel tempo di qualche anno, quando Lexus, marchio di lusso di Toyota, aggredì il mercato europeo con la IS 200, un’ottima berlina dalle linee sportive e piacevoli all’occhio sempre troppo critico dell’automobilista europeo, e soprattutto brillante di motore e qualitativamente molto “up” nei materiali dell’abitacolo. L’ATS è così ma ha qualcosa in più dal punto di vista estetico; le tracce guida che danno forma al vestito sono marcatamente americane e piacciono perché incarnano uno stile di vita conosciuto prevalentemente attraverso la cinematografia d’azione. Spigoli e linee tese comunicano eleganza e solidità, e in più il profilo, caratterizzato dalla linea di cintura che porta la coda molto in alto, comunica una sportività in cui gli uomini Cadillac credo molto.

Eyes wide open. Occhi spalancati per cogliere i dettagli che possono dare ragione all’alternativa Made in USA. ATS ci riesce molto bene! Abitacolo che profuma di eleganza e attenzione agli ospiti cullati su sedili che offrono comfort di qualità e uno spazio interno votato all’insonorizzazione: a 230 km/h indicati l’unico fruscio percepito è quello degli specchietti retrovisori e non è necessario cambiare il tono della comunicazione che può rimanere quasi sussurrato. La versione Premium del test prevede largo uso di pelle, sul cruscotto in primis: non mi dispiace e ben si sposa con la scelta di “profilare” con le cromature parte delle superfici a vista, come il tunnel centrale, il volante e le modanature delle portiere.

Pelle, cromature ma soprattutto infotainment, parola d’ordine di ATS

L’infotainment è di casa. CUE – Cadillac User Experience – è la sigla che raccoglie una tecnologia pro-viaggio e multimedialità, racchiusa nel tunnel centrale e nel grande display touch. La piattaforma multimediale dispone di tutti i servizi quali Bluetooth, USB, slot per schede SD e lettori MP3, e può connettere fino a dieci device con una praticità di funzionamento che si gestisce con soli quattro tasti nella consolle. La filosofia iPhone conquista il mondo automobilistico e ne determina le linee guida; la facilità di utilizzo dello strumento permette di distogliere l’attenzione nella guida il minimo indispensabile perché supportati da comandi aggiuntivi sul volante e display all’interno del cruscotto.

Rimane un dubbio: con ogni probabilità i progettisti americani immaginano il popolo europeo di taglia ridotta rispetto al loro standard visto il poco spazio destinato agli ospiti posteriori; l’accesso non è dei più facili e soprattutto chi siede dietro ha un volume risicato, di sicuro non quello che ci si aspetterebbe da una vettura del segmento D e con le dimensioni esterne allineate alle concorrenti. Il quinto ospite? Possibilmente di piccola taglia, se proprio non lo si può lasciare a casa, perché oltre al poco spazio deve combattere con il voluminoso tunnel centrale.

Prezzi a partire da 39.650 euro per la versione Elegance, per arrivare ai 53.340 euro dell’allestimento Premium automatico a trazione integrale AWD.