Il fatto che l’azienda abbia visto giusto con la nuova Citroën C3 appare chiaro guardandosi attorno. La piccola del Double Chevron piace, si vede in giro. I numeri lo confermano: nel mese di ottobre 2017 sono state 4.426 le nuove C3 immatricolate, quasi il doppio dell’anno precedente. Una ricetta, quella del “Be Different”, che sta dando i suoi frutti e di cui la C3 è un chiaro esempio. Rivista, anzi rifatta, rinvigorita dalla nuova generazione, la C3 è da sempre uno dei punti di forza della gamma Citroën. Lo è anche oggi, che ha cambiato faccia e si pone sul mercato in un modo che potremmo definire sicuramente “allegro”. Questa volta l’abbinamento di colori sulla C3 che arriva in redazione è blu-nero con interni grigi.

LOOK GIOVANE

Tra i numerosi restyling delle vetture del Gruppo PSA, la Citroën C3 è di sicuro quella che più di tutti ha cambiato “mood”. L’idea di Citroën di tornare alle origini – le auto di André Citroën sono sempre state originalissime e all’avanguardia – e differenziare i propri modelli, iniziata con la C4 Cactus, si ritrova in questa nuova C3, caratterizzata dagli airbump laterali e dall’abitacolo arredato in modo molto originale.

Il frontale è allineato al nuovo family feeling Citroën: alto, con i fari squadrati posti su due piani. Ma è l’interno che continua a piacermi. I richiami alla “spartana” (ma geniale) Cactus sono parecchi, con idee semplici e funzionali che piacciono anche agli ospiti che si approcciano per la prima volta alla compatta Citroën. L’abitabilità è molto buona, i sedili comodi. La C3 sembra sappia mettere di buon umore, grazie al mix ben riuscito di caratteristiche, semplicità e razionalità prima di tutto. La plancia vede dominare il il touch screen da 7 pollici; pochi i pulsanti, perché tutto si comanda dallo schermo anche se a volte è necessaria una manovra in più (i comandi del riscaldamento li avrei lasciati a parte).

LA PIU’ COMODA

Sono stati bravi i tecnici del gruppo PSA a differenziare l’impronta dinamica di auto diverse ma nate sulla stessa base. Sportiva, immediata e rigida la DS3; brillante ma anche comoda la Peugeot 208; soprattutto comoda la Citroën C3, che del trio è indubbiamente quella che offre maggior comfort e abitabilità.

Le sospensioni sono tendenzialmente morbide, il comfort anche su lunghe percorrenze ottimo. Se si inizia a guidare sportivamente si avverte un po’ di rollio ma è lo scotto da pagare per scendere dall’auto rilassati e non frastornati dall’assetto troppo rigido. Il 4 cilindri Blue Hdi da 100 cv è un ottimo compagno di viaggio: un po’ ruvido alla prima accensione, guadagna rotondità man mano che si scalda. Offre ottima coppia e buone prestazioni velocistiche, ed è sufficientemente silenzioso quando si tratta di viaggiare. Soprattutto, consuma pochissimo. In un percorso misto tra commuting, autostrada e città siamo stati di poco sotto i 20 km/l, guidando allegri e senza particolari attenzioni. Un risultato eccellente, che potrebbe essere migliorato con l’adozione della sesta marcia che qui manca.

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Novembre 1980 un piccolo Cordara allora tredicenne viene accompagnato dal padre a EICMA per vedere la bicicletta nuova (allora c’erano anche le bici). Folgorazione! Al piccolo Cordara non interessano affatto le bici, vede quelle cose strane con due ruote e un motore e non capisce più niente. Malato per la moto, malato per la velocità. Quell’EICMA crea un vortice che non si è ancora fermato e che lo ha portato a viaggiare in tutto il mondo a correre praticamente con qualsiasi cosa (dal Gilera DNA all’Harley-Davidson passando anche per sportive “normali”) e in qualsiasi luogo. Il punto di non ritorno? Correre la mitica 8 ore di Suzuka nel 2008. Laureato in Ingegneria meccanica, tester “since 1992” ha provato praticamente tutto ciò che si muove su ruote. Insieme a Edoardo Margiotta e Marco Selvetti ha creato RED e, visto che ha anche un tesserino da giornalista, si dà da fare come direttore responsabile. Ah, ora si è pure appassionato alle biciclette. Stai a vedere che suo padre aveva ragione?