Prova Citroën Grand C4 Picasso MY17

Comoda quanto un salotto e piacevole da guidare, la monovolume francese a sette posti è al top della categoria per modularità degli interni e capacità di carico. Per nulla sottodimensionato il 1.6 td da 120 cv abbinato al cambio automatico a 6 rapporti

Monovolume fa rima con tristezza? Allora non siete mai saliti a bordo di Citroën Grand C4 Picasso. Luminosissima grazie sia all’enorme parabrezza panoramico sia all’ampio tetto in cristallo, spaziosa e facilmente configurabile grazie alle sette sedute regolabili in modo indipendente, la vettura francese può contare sulla capacità di carico al top oltre che sulla guida intuitiva e per nulla mortificante. L’auto da famiglia del Double Chevron è caratterizzata da un comportamento dinamico brillante, complice un avantreno abbastanza preciso e sospensioni che, se da un lato assorbono qualsiasi imperfezione del manto stradale meglio del tappeto di Aladino, dall’altro contengono il rollio e il beccheggio entro livelli più che accettabili.Thomas Brémond @ Dream On ProductionsIl 1.6 td da 120 cv non è una scelta povera. Tutt’altro. In abbinamento alla trasmissione automatica a 6 rapporti del tipo mediante convertitore di coppia, porta in dote un brio più che sufficiente – l’auto scatta da 0 a 100 km/h in 11,5 secondi – contenendo al contempo i consumi, tanto da percorrere, secondo la Casa, 25,6 km/l. Prezzi da 26.400 euro (1.6 td da 99 cv in allestimento Live) a 35.550 euro (2.0 td da 150 cv automatica in versione Shine), mentre la vettura in prova, 1.6 BlueHDi 120 cv S&S EAT6 Shine, costa 34.050 euro.LIVEIl recente restyling tanto della versione a cinque posti C4 Picasso, lunga 4,44 metri, quanto della “sorella” a sette sedute (in prova), forte di una lunghezza di 4,6 metri, ha comportato una rivisitazione del frontale, con il paraurti e la mascherina caratterizzati da nuovi profili cromati, oltre all’introduzione dei gruppi ottici posteriori a LED con una firma luminosa 3D. L’abitacolo, sebbene conservi l’impostazione originale, beneficia di quattro ambienti personalizzabili che possono includere accessori di pregio quali i sedili con funzione massaggio, i rivestimenti in tessuto e pelle oltre all’immancabile – per la Casa francese – diffusore di fragranze, mentre le dotazioni sono ulteriormente integrabili con la chiave a transponder per l’accesso hands free alla vettura, l’assistenza alla partenza in salita, i fari bi-Xeno con gestione automatica degli abbaglianti, il sistema d’assistenza al parcheggio e la telecamera in retromarcia con visuale a 360°.Thomas Brémond @ Dream On ProductionsIl portellone elettrico? Ora è disponibile e gestibile mediante il semplice movimento di un piede. Il riconoscimento della segnaletica stradale? Presente. Il cruise control adattivo e la frenata automatica d’emergenza in caso di collisione imminente? Non possono mancare. La monovolume Citroën è cresciuta sotto il profilo della sicurezza, potendo oltretutto contare sul monitoraggio della stanchezza del conducente, l’avviso di superamento involontario della linea di corsia e l’allarme per la presenza di un ostacolo in corrispondenza dell’angolo di visuale cieco. Un passo avanti che proietta Grand C4 Picasso nell’era moderna, al pari della strumentazione digitale con display da 12 pollici e del sistema d’infotainment con touchscreen da 7 pollici e connettività Bluetooth con streaming audio, compatibile con gli standard MirrorLink, Android Auto e Apple CarPlay per la parziale replica delle app in vettura, la lettura vocale degli SMS e il dialogo privilegiato con gli smartphone.Thomas Brémond @ Dream On ProductionsRealizzata sulla base della piattaforma modulare EMP2, condivisa da C4 Picasso, beneficia dell’allungamento del passo da 278,5 cm, appannaggio della “sorella minore”, a 284 cm (+5,5 cm), cui consegue una capacità di carico di 645 litri (704 litri avanzando i sedili posteriori) con 5 persone a bordo. Un valore ai vertici della categoria, specie considerando che le rivali dirette Ford C-Max7 e Kia Carens non fanno meglio, rispettivamente, di 475 e 536 litri. Un risultato contro il quale s’infrange anche Opel Zafira Tourer (610 litri), mentre la best seller Volkswagen Touran si attesta a 655 litri. Abbattendo la seconda fila di sedili la capienza cresce a 1.835 litri: una piazza d’armi dove stivare anche oggetti particolarmente lunghi, complice la possibilità di abbattere lo schienale del sedile del passeggero anteriore.Thomas Brémond @ Dream On ProductionsLa modularità è uno dei fiori all’occhiello di Grand C4 Picasso. La seconda fila di sedili, caratterizzata da sedute separate, scorre longitudinalmente di 15 cm e consente di adattare individualmente l’inclinazione degli schienali, laddove l’abbattimento di questi ultimi richiede la sola trazione di una levetta per ottenere un piano di carico perfettamente piatto. Altrettanto rapida l’estrazione dal pianale delle sedute supplementari. Da riferimento l’abitabilità, forte di spazio a profusione per guidatore e passeggero anteriore nonché della massima libertà di movimento per gli occupanti della seconda fila, anche di statura superiore alla media, che da un lato beneficiano dell’assenza del tunnel, dall’altro non lamentano contatti indesiderati tra capo e padiglione.Thomas Brémond @ Dream On ProductionsRicca la dotazione di serie che sin dall’allestimento intermedio Feel include gli immancabili ABS, ESP e 6 air bag oltre al monitoraggio della stanchezza del conducente, alla chiamata d’emergenza, all’assistenza alla partenza in salita, alle luci diurne a LED, al rilevatore della pressione degli pneumatici, al cruise control, al sistema multimediale con navigatore satellitare e connettività Bluetooth, MirrorLink, Android Auto e Apple CarPlay, alla strumentazione digitale da 12 pollici, al climatizzatore automatico bizona, al pulsante d’accensione, ai sensori di parcheggio posteriori e ai cerchi in lega da 16 pollici.DRIVENulla di nuovo sotto il cofano. Il 1.6 BlueHDi nello step da 120 cv è il noto, per il Gruppo PSA (Peugeot-Citroën), 4 cilindri in linea common rail 8V di 1.560 cc forte d’iniettori a 6 fori che lavorano a una pressione massima di 1.600 bar. Un’unità contraddistinta dal monoblocco in alluminio e dal turbocompressore a geometria variabile con pressione massima di sovralimentazione di 1,7 bar, nonché dalla tecnologia “microibrida” (leggi il nostro approfondimento tecnico) e dell’omologazione Euro 6. 1.6 td che brilla per la disponibilità di coppia ai medi regimi e per il turbo lag contenuto, mentre la propensione a “bussare” alla zona rossa del contagiri è spiccata quanto la precisione di Aldo Biscardi con i congiuntivi.Thomas Brémond @ Dream On ProductionsGrazie a un peso di 1.359 kg – un valore decisamente interessante per la categoria – Grand C4 Picasso 1.6 BlueHDi 120 cv scatta da 0 a 100 km/h in 11,5 secondi e raggiunge una velocità massima di 188 km/h a fronte di una percorrenza media dichiarata di 25,6 km/l. Un dato, quest’ultimo, non troppo distante dalla realtà, dato che nell’utilizzo quotidiano è facile “macinare” 20 km con un litro di gasolio. Risultati, nel complesso, tra i migliori del segmento e cui contribuisce la trasmissione automatica a 6 rapporti del tipo mediante convertitore di coppia. Un cambio che non brilla tanto per rapidità quanto per dolcezza negli innesti, a tutto vantaggio del comfort.Thomas Brémond @ Dream On ProductionsLo Stress? È bandito. Grand C4 Picasso regala una guida rilassante e al tempo stesso inaspettatamente appagante qualora si adotti un’andatura sostenuta. L’avantreno è preciso, pressoché scevro da sottosterzo complici i repentini interventi dell’elettronica, mentre lo sterzo a servoassistenza elettrica variabile in funzione della velocità consente di percepire nitidamente le reazioni della vettura. Le sospensioni, anteriori McPherson e posteriori a traversa deformabile, filtrano qualsiasi imperfezione dell’asfalto, non risultando eccessivamente cedevoli e contenendo rollio e beccheggio entro valori più che accettabili. Nel complesso, la monovolume francese ha un comportamento non troppo distante da una crossover di medie dimensioni, pur essendo sensibilmente più grande, capiente e spaziosa.Thomas Brémond @ Dream On Productions