Prova Jaecoo 8 – Orgogliosamente premium

La Casa cinese entra nel segmento D-SUV con una plug-in che punta su dotazione ricca, vivacità e prezzo allettante.

La Jaecoo 8 accoglie il pilota con un posto di guida ben strutturato, cui si possono muovere solo due piccole critiche. La prima riguarda la distanza della seduta dal pavimento, che resta abbastanza elevata anche quando si regola il sedile nella posizione più bassa. La seconda è relativa al mobiletto centrale. Questo ha una struttura a ponte nella zona anteriore e un furbo pozzetto in quella posteriore, ma risulta una presenza un po’ ingombrante.

interno Jaecoo 8

Solo note positive, invece, per chi si accomoda in seconda fila, mentre la terza offre una sistemazione solo di fortuna. Anche facendo avanzare le porzioni del divano lo spazio per le gambe è poco e l’angolo imposto alle ginocchia è importante.

divano Jaecoo 8

Sapere di poter contare su due sedute extra è comunque utile, anche se probabile che in clienti usino tutto il vano posteriore per i bagagli. Per la cronaca, la capacità varia dai 200 litri disponibili con tutti e sette i posti occupati ai 2.021 litri che si hanno quando si abbattono le due file posteriori. In cinque i litri dichiarati sono invece 738, davvero tanti.

bagagliaio Jaecoo 8

Il comfort prima di tutto

Una volta in movimento bastano pochi chilometri per inquadrare la Jaecoo 8. Come spesso accade per le auto con passaporto cinese, appare chiaro come la priorità del progetto sia il comfort. Complici anche i finestrini stratificati, in viaggio il silenzio regna sovrano e l’assetto si dimostra capace di filtrare piuttosto bene le sconnessioni, specie se si è scelta un’impostazione soft per gli ammortizzatori.

Jaecoo 8 SHS-P

Per regolare tutta l’elettronica di bordo in un colpo solo il pilota ha un selettore che gli permette di optare tra diversi driving mode, quali Eco, Normal e Sport, e settaggi più fuoristradistici. Sorvolando su questi ultimi, le opzioni più calzanti sono senza dubbio per prime due. Intendiamoci, la 8 si dimostra molto vivace quando si spreme a fondo il powertrain. Tuttavia la brillantezza si apprezza soprattutto in accelerazione e in ripresa. Quando iniziano le curve il peso di 2,3 tonnellate abbondanti si fa infatti sentire un po’.

Jaecoo 8

I chip come alleati

Lo sterzo ha a sua volta un’impostazione prevalentemente turistica, mentre i freni – la cui reattività può essere a sua volta adattata – si dimostrano efficaci, pur senza offrire un gran feedback a livello di pedale. Quanto al powertrain, nel pacchetto SHS-P la parte elettrica resta sempre protagonista, con un comportamento da full hybrid quando la carica si abbassa. La coppia massima di 580 Nm viene scaricata a terra con grande prontezza, tanto che sul bagnato i controlli elettronici devono talvolta intervenire per limitare l’esuberanza del motore elettrico posteriore. I microchip, tra l’altro, danno una grossa mano anche in città. Il taglio del lunotto e dei montanti limita la visibilità e fa piacere poter contare su telecamere e sensori per manovrare tranquillamente negli spazi stretti.

Jaecoo 8
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