Prova Kia Picanto 2017

2 aprile 2017 - 9:04

Dopo aver lanciato nelle scorse settimane la nuova Rio, Kia completa il suo attacco ai segmenti clou buttando nella mischia la terza generazione della Kia Picanto, che sarà protagonista di un porte aperte nelle giornate di sabato 8 e domenica 9 aprile. Sul mercato se la dovrà vedere con la best-seller del mercato italiano, la Panda e con uno stuolo di concorrenti agguerrite.
ORA E’ PIU’ SPORTIVA
La Casa coreana non ha quindi preso sottogamba la questione, rinnovando l’estetica in chiave sportiva, sviluppando la piattaforma per migliorare abitabilità e comportamento stradale e rendendo più ricco l’equipaggiamento di tutte le versioni. La parte principale del listino si sviluppa attorno al motore tre cilindri 1.0 da 66 cv, a benzina o doppia alimentazione benzina GPL (+1.500 euro). La versione base si chiama City e per 10.800 euro offre tutto lo stretto indispensabile, compreso il climatizzatore, cui si può tuttavia rinunciare per fare scendere il prezzo di 800 euro. La più richiesta sarà la Kia Picanto 2017 Active, a 11.300, con anche stereo, sedile di guida regolabile in altezza e freni a disco posteriori in luogo di quelli a tamburo.
COOL PER CHI VUOLE DI PIU’
Con altri 1.200 euro si compra invece la Cool, che aggiunge tra le altre cose cerchi in lega, cruise control, fendinebbia e volante e pomello del cambio rivestiti in pelle. Al vertice della gamma c’è infine la Picanto GT-Line, abbinata a un motore 1.2 da 84 cv e caratterizzata da un look reso più sportivo da fascioni più grintosi e da numerosi dettagli rossi. Il suo prezzo è di 15.000 euro e la dotazione di serie comprende anche luci a Led, cerchi in lega da 16”, Kia Navigation System con schermo da 7” e connettività Apple Car Play e Android Auto, retrocamera, sensori di parcheggio posteriori e sistema di frenata autonoma d’emergenza AEB. Su questo allestimento arriverà a fine anno una variante Turbo del motore 1.0 da 100 cv. Fino alla fine di maggio su questi prezzi viene applicato uno sconto incondizionato di 1.500 euro, cui va aggiunto sui soli esemplari Cool anche un pacchetto di accessori del valore di 1.000 euro (con navigatore e fari a LED). Vantaggi ulteriori sono previsti per chi permuta una Kia, con supervalutazione e omaggi. Come ormai tradizione per tutte le Kia Picanto la garanzia è di sette anni.

LIVE

Nel corso della sua storia la Kia Picanto si è sempre evoluta in chiave sportiva e questa nuova generazione completa l’opera, con un frontale dall’aspetto più che mai grintoso. i segni particolari sono i fari raccordati alla mascherina e l’ampia bocca trapezoidale che fa sembrare la macchina meglio piantata sulla strada, assieme alle feritoie laterali nere. La fiancata mostra i muscoli, con una nervatura sotto i finestrini e passaruota in evidenza, e le luci a C sembrano mettere la coda tra due parentesi rosse. A proposito di rosso e di parentesi, una va aperta sulla versione di punta GT Line, che punta proprio sul rosso acceso e su un doppio scarico per mettere l’accento sul suo carattere.

L’interno fa a sua volta un bel salto di qualità. La plancia ha un’aria più importante ed è ora realizzata con plastiche dall’aspetto più solido. Lo spazio aumenta un po’ in tutte le direzioni e ciò nonostante il fatto che gli ingombri restino invariati, con una lunghezza di 360 cm. Nel mezzo, però, le cose cambiano e non poco: il passo si allunga, lo sbalzo anteriore diminuisce e quello posteriore aumenta, a tutto vantaggio del bagagliaio. La capacità di carico raggiunge infatti i 255 litri, un primato per la categoria. I sedili sono comodi e ben imbottiti e ciò vale anche per il divano, sul quale possono accomodarsi anche tre adulti anche se il loro destino è di viaggiare un po’ stretti: in due si sta decisamente meglio.

FRENA ANCHE DA SOLA
Anche la dotazione si adegua ai tempi. La nuova Picanto può essere equipaggiata per esempio di un sistema di frenata autonoma, di cruise control, di retrocamera, di sensori di parcheggio posteriori e di chiave elettronica, accessori che non si possono certo dare per scontati tra le citycar. Degno di auto di categoria superiore è anche il sistema d’infotainment top, con schermo touch da 7 pollici, navigatore, Kia Connected Services e connettività Android Auto e Apple CarPlay. Tornando all’hardware, la Kia Picanto 2017 beneficia anche di sospensioni riviste. Gli schemi restano quelli di sempre, McPherson all’anteriore e ponte torcente al posteriore, ma ora le barre antirollio sono riposizionate e irrigidite. Il tutto per rendere l’assetto più neutro senza il bisogno di irrigidire molle e ammortizzatori. Non resta che voltare pagina e vedere se la Picanto mantiene su strada le promesse fatte dagli ingegneri.

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DRIVE
Il posto di guida della Kia Picanto è ben progettato. Il volante non ha la regolazione in profondità ma giocando con quella in altezza anche del sedile (di serie dal secondo livello Active) non è difficile trovare un buona sistemazione. Tutti i comandi sono al posto giusto e si gode anche di una buona visibilità, cosa sempre importante per una macchina pensata per la città. Se le manovre negli spazi stretti sono un gioco da ragazzi è però soprattutto per merito delle dimensioni contenute della carrozzeria e del diametro di sterzata ridotto.

A proposito di sterzo, la nuova generazione della Picanto adotta una nuova scatola guida con rapporto più diretto, che permette di girare meno il volante per curvare. Si tratta di una novità che contribuisce ad aumentare il piacere di guida, anche se il grosso del merito va alla piattaforma e all’assetto. Con un maggior impiego di acciai ad alta resistenza e con sospensioni riviste, la piccola coreana si destreggia bene su ogni percorso. Agile come da facile pronostico sulle strade più tortuose, si dimostra sorprendentemente a suo agio anche quando l’andatura aumenta, assieme al raggio delle curve. La Picanto esce a testa alta anche dall’autostrada e dai suoi curvoni veloci, pronta a svestire i panni della cittadina modello per vestire all’occorrenza quelli della piccola giramondo.

Sullo sconnesso promuovo a pieni voti la versione con ruote da 14 pollici, mentre la GT Line, con i suoi cerchi da 16, fa più fatica a filtrare i colpi secchi. E’ però il normale prezzo da pagare per avere un look più sfizioso e un po’ di tenuta in più nel misto. Quest’ultima farà sicuramente più comodo quando sotto il cofano ci sarà il 1.000 turbo T-GDI. Per lui già si parla di 100 cv tondi, di 172 Nm di coppia costanti tra i 1.500 e i 4.000 giri e di un tempo attorno ai 10 secondi per lo 0-100.
1.0 CHE PIACE
Il ruolo di sportivo di famiglia tocca a tempo determinato al 1.200 da 84 cv e 122 Nm, che fa onestamente il suo lavoro, dimostrandosi fluido ai bassi e capace di una buona progressione. Per il momento, la scelta più sensata mi pare tuttavia quella del tre cilindri aspirato 1.0 GDI da 66 cv e 96 Nm. Non sono numeri da pelle d’oca ma fermarsi alla scheda tecnica sarebbe un errore: si tratta infatti di un motore generoso, che sfoggia un buon tiro già ai regimi medio-bassi, quelli più importanti nell’uso quotidiano. Grazie a un cambio ben rapportato, permette di viaggiare spediti innestando una marcia dopo l’altra e senza insistere con l’acceleratore, operazione che fa più che altro salire consumi e rumore.

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