Prova Mazda MX-5 RF

Retractable Fastback: così si chiama la Mazda MX-5 RF, versione con tetto rigido ripiegabile dell’apprezzatissima roadster giapponese. Aumenta il confort ma non la sua attitudine a far godere nella guida sportiva.

3 gennaio 2018 - 10:01

TUTTA MIA
Quando in redazione sono arrivate le chiavi della Mazda MX-5 RF ho fatto carte false per averle. Non lo nascondo: sono un fan sfegatato della roadster giapponese, anche perché ne possiedo una che custodisco gelosamente. È una MX-5 NBFL Sport, versione del 2004 con motore 4 cilindri 1.8, cambio a 6 rapporti, differenziale autobloccante e assetto sportivo Bilstein, una perla di auto. Amo la sua competenza nella guida sportiva, lo sterzo diretto e comunicativo, il motore pimpante e il telaio sincero. Tutto è trasmesso senza filtri al pilota: i moderni sistemi di assistenza sono assenti (quello più elettronicamente avanzato è l’ABS). La Mazda MX-5 RF di ultima generazione è diversa: è più moderna, tecnologica e sofisticata. A quanto si dice, però, ha mantenuto lo spirito puro ed essenziale di tutte le MX-5 che si sono susseguite negli anni, aggiungendo qualcosa in più. Come potevo non provarla?

 
TUTTA NUOVA

RF è una sigla nuova per la MX-5. Sta per Retractable Fastback e indica la possibilità di ripiegare elettricamente il tetto, qui rigido e non in stoffa. Anche la versione precedente, chiamata NC, era disponibile con hard top retrattile: si chiamava Roadster Coupe (non è un errore: in Mazda lo scrivevano così, senza accento) e, una volta “scabriolata”, era speculare alla sorella telata. La RF è diversa perché il lunotto rimane in posizione assieme al deflettore: è solo il tetto a sparire in appena 13 secondi (e fino a 10 km/h), lasciando così le forme di una coupé, o meglio, di una versione “targa”. Tra l’altro sfoggiando un fisico scolpito da far paura, ma questa è un’altra storia.
TUTTA MECCANICA
Una modifica, quella del tetto, che comporta qualche piccolo svantaggio: l’aggravio di peso, per esempio, è contenuto in 45 kg e il bagagliaio diminuisce di poco la sua capacità, ora 127 litri (130 la roadster). La Mazda MX-5 RF rimane un’auto minuta e leggera: meno di 4 metri di lunghezza, poco oltre i 1.000 kg di peso (1.130 kg a vuoto incluso un pilota di 75 kg per la versione con cambio manuale a 6 marce e motore 2.0 benzina), che “surfano” sull’asfalto appoggiati su sospensioni a quadrilatero davanti e Multilink dietro. L’abitacolo è ovviamente a due posti secchi e al suo interno alloggiano il sistema infotainment con schermo touch screen da 7 pollici, Joypad nel tunnel centrale e comandi vocali, impianto audio Bose con altoparlante nel poggiatesta per il vivavoce e… Più o meno è tutto qui: la filosofia del “meno è meglio” è applicata con rigore sulla piccola Mazda, che ha interni di qualità ma comunque essenziali.

I DUE MOTORI
Il motore che equipaggia la Mazda MX-5 RF è 4 cilindri in linea aspirato a iniezione diretta. Si chiama SKYACTIV-G 2.0L e sfrutta tecnologie ultramoderne per garantire prestazioni brillanti e consumi ridotti: la scheda tecnica parla di 160 cv a 6.000 giri (200 Nm), 6,6 litri/100 km nel ciclo combinato e 7,5 secondi per coprire lo 0-100 km/h (215 km/h di velocità massima). Disponibile in gamma anche il motore SKYACTIV-G 1.5L, che consuma ancora meno (6,1 litri/100 km) ma accelera con più calma (8,6 secondi). Se ci fosse bisogno di dirlo, la trazione è rigorosamente posteriore, abbinata, nella versione Sport, a un differenziale autobloccante e all’assetto Bilstein.


GIOCHI DA GRANDI
La Mazda MX-5 RF è un oggetto sfizioso e come tale non costa poco: si parte da 28 mila euro per il pacchetto Evolve (1.5l) fino ai 33.150 euro richiesti per la MX-5 RF Exceed automatica. In mezzo c’è il pacchetto Sport, che prevede, tra le altre cose, i sedili Recaro in Alcantara.

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RIDE
PICCOLA È MEGLIO
Corta, stretta e proporzionata, la RF ha un lato B notevole, soprattutto se paragonato alla sorella spider: le linee di raccordo tra tetto e bagagliaio sono indovinate e le conferiscono un’aria più matura. L’abitacolo, però, ha le (scomode) caratteristiche di tutte le MX-5: il volume a disposizione degli occupanti è molto poco, il tetto è basso (chi scrive è alto uno e novanta: tocca stare seduti vagamente in avanti per non toccare la testa), i vani nelle portiere sono assenti e il volante è regolabile solo in altezza. Mi ricorda la mia NBFL – anzi, il passeggero se la passa un po’ peggio – ma qui c’è più attenzione al comfort: i sedili sono ben imbottiti e lo schermo centrale, simile a un tablet, offre una bella esperienza al pilota. Scarsa la visibilità posteriore nelle manovre (meglio affidarsi agli specchi retrovisori), come la capacità del bagagliaio, razionale ma molto contenuta. Così è sempre stata, così sarà sempre.
VIVA E AGITATA
Il motivo per cui si sceglie una Mazda MX-5 RF è il trionfo della meccanica sull’elettronica. I sistemi di controllo e assistenza alla guida ci sono (e sono anche validi), ma da quando si avvia il 4 cilindri si ha la sensazione che tutta l’auto sia un “animale vivo”, non un elettrodomestico. Lo sterzo è sensibile, non troppo leggero, e comunica tante informazioni ai palmi del pilota. E poi c’è il motore: in un’epoca in cui il turbo la fa da padrone, guidare un aspirato moderno e ben calibrato è una manna dal cielo. La precisione dell’acceleratore è chirurgica, senza ritardo o eccesso di spinta. Tutti i comandi che si possono impartire meccanicamente sono precisi e perfettamente tarati, tanto da rendere la Mazda MX-5 RF un leggero strumento di precisione.


BEN FATTO
Il tetto rigido funziona: rispetto alla roadster, la Mazda MX-5 RF è più silenziosa, soffoca gran parte dei fruscii e ripara meglio dal freddo (o dal caldo). Ripiegando il tetto le turbolenze sono ridotte al minimo: solo il ciuffo più in cresta rimane alla mercé del vento (occhio al parrucchino!). Il cambio è il pezzo forte: offre la giusta resistenza meccanica, non troppa e non troppo poca, ha la corsa corta e una leva precisa come un fucile ben lubrificato. I consumi sono ok: guidando in souplesse, in un percorso misto è facile registrare i 14 km/litro.
CHE GUSTO
Agile e scattante nella prova semaforo, la Mazda MX-5 RF chiede a gran voce strade attorcigliate e senza traffico, dove mettere in mostra le sue qualità meccaniche. Il 2 litri benzina ha un’erogazione gustosa: tranquillo e pacato in città, superati i due terzi del contagiri cambia passo e comincia a spingere con decisione. Rispetto alla mia vecchia Sport è tutta un’altra solfa: il nuovo 4 cilindri SKYACTIV non ha buchi e non si fa aspettare, offrendo subito spinta utile. 3.500 giri, rapidamente 4.500 e poi 5.000: qui c’è un ulteriore, piccolo impulso che porta alle soglie della zona rossa, con un allungo deciso e una voce piena, non sforzata. È un motore che non ha picchi devastanti, come è sempre stato per la MX-5, ma ora è regolare, capace di ottime riprese (il peso da “minimosca” aiuta) e di un allungo perentorio.

L’erogazione così precisa fa il paio con il telaio svelto. La piccola RF si fionda in curva veloce come il vento, con un assetto bilanciato e abbastanza neutro, in modo simile a un’auto a motore centrale. Il retrotreno, però, è un po’ più lento dell’avantreno: disattivando l’ESP (facile: una sola, breve, pressione sul tasto previsto) l’RF tende a scodare. Ma lo fa sempre in maniera naturale: non serve essere Ken Block per domare la sua cavalleria e le sue reazioni, “telegrafate” sempre in largo anticipo tramite volante e sedile.
PROVIAMOCI
Finisce che ogni rotonda è buona per provarci: se si esagera con lo sterzo la MX-5 RF, proprio come la sua antenata NBFL, punta il muso a interno curva, facendo scivolare le ruote posteriori. Una situazione divertente e gestibile con l’acceleratore, anche se per una giornata in pista si dovrà per forza di cose dare carico al retrotreno. La versione Sport ha, come vuole la tradizione, differenziale autobloccante e assetto Bilstein: se avete quel genere di prurito, vale l’investimento.


PACCHETTO ESCLUSIVO
La RF aggiunge quel pizzico di esclusività che manca alla MX-5 roadster. Nonostante il prezzo non popolare, rimane tra le due posti a trazione posteriore più economiche. In questa versione targa, poi, è decisamente speciale e comoda. E se invece della RF, alla sede Mazda, riportassi la mia vetusta Sport?

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