Long run Mercedes-Benz E220d

22 maggio 2017 - 16:05

Ti guarda attraverso il finestrino semi abbassato, sorridendo sornione. Stringe tra le mani il volante di una Classe E (serie W211) del 2007 e, con malcelato orgoglio, ti dice che lui, con quell’auto, ha percorso 500.000 km limitandosi alla manutenzione ordinaria. Poi, quando scatta il verde, saluta con la manina e ti lascia lì, impietrito. Tu, che sei a bordo della discendente di quell’auto e hai un’espressione sul volto da perfetto ebete, pensi che sì, effettivamente, il mondo è cambiato; perché i dischi in vinile sono stati soppiantati dai file musicali (ma ora sono anche tornati…), perché le cabine telefoniche sono ormai rare come quadrifogli, perché i bambini non fanno più le bolle di sapone, ma in compenso sanno utilizzare i comandi vocali dello smartphone. Tutto è in divenire, tutto muta. L’attitudine a macinare chilometri da parte di Classe E, però, quella no. Quella non cambia mai.


Una passista veloce
Siamo andati da Milano a Stoccarda (e ritorno) per celebrare la Mercedes 220a “Ponton” che, nel 1956, vinse la propria categoria alla Mille Miglia. Non paga del successo, quella vettura affrontò anche il viaggio di rientro sino alla storica sede del costruttore tedesco, rafforzando la propria immagine di “macina chilometri”. Oggi, a sessant’anni da quel trionfo, abbiamo affrontato un tragitto simile cimentandoci in una lunga prova di regolarità a bordo della E 220d in edizione limitata Ponton. Caratterizzata da un allestimento esclusivo che rievoca la conquista della corsa più bella del mondo e da un motore 2.0 turbodiesel da 194 cv, la berlina della Stella ha percorso 1.200 km con la stessa voracità di Poldo davanti a un piatto di hamburger. Confermandosi un’eccezionale passista veloce.

Gamma td da 48.000 euro
Il listino della Classe E berlina, limitandosi alla gamma Diesel, spazia dai 48.000 euro della 200d, mossa dallo step da 150 cv del 2.0 td, ai 75.178 euro della E 350d Premium Plus, forte di un V6 3.0 td da 258 cv. Da tradizione per la vettura di Stoccarda, non manca la disponibilità della trazione integrale 4Matic. Nel dettaglio, la 220d Exclusive da noi utilizzata – l’edizione limitata Ponton differisce solamente per alcuni particolari in abitacolo, ad esempio i badge identificativi – costa 58.521 euro.

LIVE
La berlina di Stoccarda di medio/grandi dimensioni giunge alla decima serie e assume il codice identificativo W213. Esteticamente perde parte della propria originalità, mutuando gran parte degli stilemi delle “sorelle” Classe C ed S, ma in compenso si fregia di un valore spesso sconosciuto alle vetture d’alta gamma: l’intuitività. È, infatti, un’auto che si lascia dare del tu tanto nella guida quanto nella gestione della miriade di funzioni di bordo. Per utilizzare l’infotainment, ad esempio, sono disponibili sia un touchpad collocato lungo la consolle, in grado di riconoscere la calligrafia e corredato di una manopola multifunzione, sia i comandi vocali, mentre sono previsti tasti diretti per la climatizzazione e per l’attivazione/disattivazione di alcuni sistemi di assistenza alla guida. Quest’ultima una soluzione decisamente pratica, considerando come in passato fosse pressoché obbligatorio entrare nei menu delle opzioni vettura. Caratteristiche che mettono immediatamente a proprio agio il conducente, al pari dalla personalizzazione della posizione di guida, minuziosamente adattabile grazie alle regolazioni manuali ed elettriche tanto del sedile quanto del piantone dello sterzo.


Abitabilità posteriore generosa
Lunga 4,92 metri, vale a dire 43 mm in più rispetto alla generazione precedente, vede aumentare il passo di 6,5 cm, a tutto vantaggio dell’abitabilità posteriore. Quest’ultima tra le migliori della categoria – complice l’accoglienza del divanetto frazionabile 40/20/40 –  al punto che anche i soggetti più alti non hanno di che lamentarsi a livello né delle gambe né della testa. L’abitacolo, ispirato a Classe S, vive una vera e propria rivoluzione: un “tablet panoramico” da 12,3 pollici a cristallo unico domina la plancia e permette di visualizzare sia le informazioni affidate alla strumentazione sia le opzioni del sistema multimediale. La grafica, ampiamente personalizzabile, può essere gestita anche mediante i comandi touch lungo le razze del volante, simili nell’utilizzo a uno smartphone. Un plus tutt’altro che marginale, in quanto consente al guidatore di spaziare tra le funzioni d’infotainment senza togliere le mani dallo sterzo.


Un pacchetto hi-tech per l’assistenza alla guida
Oltre che tecnologicamente, la berlina tedesca compie un vero e proprio salto di qualità nella scelta dei materiali e nella cura delle finiture. I comandi secondari, ad esempio, sono realizzati in metallo, debuttano inediti abbinamenti cromatici e particolari in radica. In aggiunta, il design dei sedili muta in base alle versioni AMG-Line o Exclusive, esaltando ora il contenimento, ora i rivestimenti in pelle delle sedute. Altrettanto raffinati l’illuminazione ambientale a LED con 64 tonalità e l’impianto audio 3D Burmester forte di 23 altoparlanti, 1.450 Watt di potenza e setting differenziati per ogni passeggero. Accessori degni di un’ammiraglia al pari della ricchissima dotazione di sicurezza – leggi la nostra prova dedicata – che, optando per il pacchetto Assistenza alla guida (da 2.318 euro), include la gestione semi-autonoma della vettura: l’auto agisce da sola sullo sterzo e mantiene la velocità prescelta e la distanza di sicurezza dal veicolo che precede, frenando automaticamente in caso d’emergenza. A patto che il guidatore si mantenga vigile, quindi con le mani sul volante, pena la disattivazione del sistema.

DRIVE
Dai tornanti dei passi alpini alle Autobahn tedesche senza limiti di velocità, i punti di forza della berlina tedesca sono il comfort garantito dalle sospensioni pneumatiche adattive, la progressività d’azione del cambio automatico a 9 rapporti e la stabilità in ogni frangente. Nel primo caso, il sistema Air Body Control (optional a 2.318 euro) si avvale di alcuni setting di base sensibili al variare della velocità e allo stile di guida, così da garantire viaggi in totale relax oppure un comportamento più sportiveggiante, ribassando automaticamente l’assetto alle velocità autostradali, a tutto vantaggio del contenimento dei consumi. Una caratteristica che si aggiunge alla tecnologia Dynamic Select (di serie) che prevede quattro setup – Eco, Comfort, Sport e Sport+ – armonizzandovi la taratura dell’elettronica, la servoassistenza al volante, l’erogazione del propulsore e i punti d’innesto della trasmissione automatica.


Stabile e con un avantreno preciso
Sotto il profilo dinamico, la nuova Classe E ha ben poco da spartire con la precedente generazione. Se, infatti, la vecchia berlina di Stoccarda era la classica auto da “cummenda”, ottima da sfoggiare ma meno piacevole da guidare, oggi tutto è cambiato. Fatta eccezione per lo sterzo, non da riferimento per comunicatività e precisione, la rapidità d’inserimento, il rigore direzionale dell’avantreno e la discreta maneggevolezza nel misto, a fronte di una massa di 1.605 kg, scavano un solco rispetto al passato. Ciò che non cambia, piuttosto, è uno dei plus da sempre appannaggio di Classe E: la stabilità. Complice l’elettronica vigile negli interventi, in alcuni casi sin troppo repentina nel mortificare la spinta del propulsore, il retrotreno della vettura è ancorato al suolo meglio di un aratro; anche in caso di brusco rilascio dell’acceleratore in percorrenza di curva.

194 cv e 400 Nm di coppia
E il motore? La gamma Diesel della Classe E è decisamente ampia, ma l’unità più equilibrata è proprio quella appannaggio della “nostra” E 220d, vale a dire il 2.0 td da 194 cv e 400 Nm di coppia. Un quattro cilindri in linea di 2,0 litri forte dell’iniezione diretta common rail, di quattro valvole per cilindro e della sovralimentazione mediante singolo turbocompressore a geometria variabile. Un propulsore caratterizzato da raffinatezze quali la testata e il basamento in alluminio e il trattamento delle superfici di scorrimento dei cilindri in nanomolecole, così da ridurre gli attriti interni. Oltre ad aver pensionato l’inossidabile 2.1 td da 170 o 204 cv, il nuovo 2.0 td garantisce una pronta risposta ai bassi regimi e una spinta generosa ai medi, cui fa seguito – unica smagliatura – un allungo tutt’altro che travolgente. Classe E 220d scatta così da 0 a 100 km/h in 7,3 secondi, tocca una velocità massima di 240 km/h e percorre mediamente 25,6 km/l, complice l’efficacia del cambio automatico a nove rapporti 9G-Tronic del tipo mediante convertitore di coppia.

Cambio automatico a 9 marce
È stato nominato! Ebbene sì, è lui il protagonista indiscusso. Non una novità assoluta all’interno della gamma Mercedes, bensì una piacevole certezza. Il cambio automatico 9G-Tronic a 9 marce, unica trasmissione disponibile per Classe E, brilla per progressività e precisione degli innesti. Alla dolcezza degna di una trasmissione a doppia frizione abbina l’affidabilità tipica di un’unità a convertitore di coppia, oltre alla capacità di riconoscere l’andamento della strada e a una buona rapidità nei passaggi di rapporto, specie optando per la gestione manuale mediante levette al volante. 9G-Tronic che, del resto, è l’emblema stesso della nuova Classe E: confortevole, intuitivo, affidabile in ogni frangente. E diversamente dal passato, tutt’altro che in affanno nel misto guidato.

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