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Della più recente generazione di MINI Countryman abbiamo parlato con la prova della Cooper SD e della Cooper S E. Ora è il momento di guidare la MINI Countryman Cooper S, una versione indubbiamente ricca di fascino, che monta il quattro cilindri in linea di 2 litri, accreditato di 192 cv di potenza e 280 Nm di coppia. Nella versione John Cooper Works arriva a 231 cv, passando per i 224 della Cooper S E, che combina il motore termico a benzina di 1.499 cc (136 cv) con quello elettrico (88 cv). Ampia la scelta per quanto riguarda la dotazione tecnica, con la possibilità di avere la trazione integrale ALL4 come sull’auto in prova. Non potevano mancare le consuete opzioni di colore per il tetto e gli specchi retrovisori esterni, nonché i pacchetti di allestimento pre-configurati: Boost, Hype, Pro, mentre le due proposte chiamate Business sono riservati alle motorizzazioni a gasolio. Per la Cooper S ALL4 le versioni partono rispettivamente da 36.600 euro (Boost), 38.900 (Hype) e 42.600 (Pro).

Tra le peculiarità dell’allestimento più ricco, il Pro, ci sono i bellissimi sedili in pelle JCW Carbon Black Red, i fari Bi-LED con funzione cornering e il climatizzatore bizona automatico. L’auto in prova è in allestimento Hype ma può contare su una lista di optional decisamente ricca. Si parte con i cerchi da 19″ John Cooper Works Course S, che montano pneumatici Pirelli runflat con misure da sportiva. Riferimento a John Cooper Works anche per i pacchetti estetici di interno ed esterno, in grado di caratterizzare in senso sportivo l’auto, anche grazie alla bella combinazione di colore tra rosso e nero. Tra gli optional è senza dubbio utile il MINI Driving Modes, che permette di scegliere la risposta del motore, del cambio e dello sterzo elettromeccanico con funzione Servotronic: tra MID, Sport e Green, ciascun guidatore può trovare il modo di interpretare la sua MINI anche dal punto di vista dinamico.

La MINI Countryman con il design di questa più recente generazione ha guadagnato spazio a bordo, grazie alle dimensioni complessivamente accresciute: è più lunga (20 centimetri), più larga (3) e con passo superiore (7,5), ma non è certo diventata troppo grande, mantenendo proporzioni decisamente corrette. L’interno riserva sensazioni che su una MINI non sono del tutto scontate: lo spazio c’è, sufficiente per cinque persone oppure, una volta abbattuti i sedili suddivisibili in tre parti – si possono anche spostare in avanti o indietro per 13 centimetri -, per bagagli ingombranti come ad esempio una bicicletta da corsa. Basta smontare la ruota anteriore per caricarla intera, sfruttando al meglio il volume totale (1.390 litri, +220 rispetto al passato) e potendo contare su tanto spazio ancora a disposizione. Per i feticisti della vita all’aria aperta, il curioso optional Picnic Bench permette di estrarre dal bagagliaio un piano di appoggio, ideale per una sosta in campagna per il più classico dei pranzi al sacco.

Picnic Bench, ossia un comodo cuscino per trasformare il bagagliaio in un appoggio per un estemporaneo e piacevole picnic

L’interno mantiene l’aspetto piacevolmente familiare della gamma MINI, con al centro il grande strumento circolare che è finalmente diventato sensibile al tocco (pacchetto Wired con display da 8.8″), senza peraltro che la comoda rotella (MINI Controller) di accesso ai menu sia stata rimossa. Meglio poter contare su due interfacce, lasciando a chi guida la facoltà di scegliere la soluzione più pratica. Per divertirsi un po’ c’è il MINI Country Timer, che conteggia la percentuale di percorso sconnesso affrontata in un determinato periodo, assegnando simpatici titoli come “Street Cruiser” o “Cliff Champ”, in base all’attitudine più o meno stradale del guidatore.

Foto di Marco De Ponti

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