Prova Porsche 911 Targa 4

19 aprile 2017 - 16:04

In un mondo in cui apparire conta più che essere, ci sono ancora auto in grado di distinguersi. La Porsche 911 Targa 4 è sicuramente una di queste. Con il suo piccolo tetto in tela, il roll bar in acciaio satinato (un punto fisso di tutte le Targa), il fascino senza tempo.  Fascino è unico, perché il concetto stesso di Targa appartiene a Porsche che a metà degli anni 60 s’inventò questo “crossover” tra coupé e cabrio.

LIVE
Quanto sappia essere sexy quest’auto lo capisci ogni volta che ne hai il volante tra le mani. Ti muovi, la guardano. Ti fermi, la guardano. La parcheggi, la guardano e poi ti guardano. Astenersi timidi e riservati, la Porsche 911 Targa 4 mette inevitabilmente in mostra. Una supercar in tutto e per tutto. Però resta una Porsche, un’auto speciale che sa fare l’auto normale.

La dinastia delle Targa di Stoccarda nasce nel 1965 con le prime 911 e 912, cui venne dato questo nome in onore della “550 Spyder” con la quale Umberto Maglioli vinse la Targa Florio del 1956, conquistando il primo successo della Porsche in una gara internazionale. La dinastia che prosegue ancora oggi con la 911 Targa 4, ultima erede della stirpe, che nel frattempo ha abbandonato il tettuccio rigido a favore di uno in tela e ha mollato i motori aspirati per lasciar spazio al 6 cilindri boxer 3.0 biturbo capace di 370 cv di potenza e 450 Nm di coppia. Scelta oculata quella del motore della Porsche 911 Targa 4, che ha consentito di aumentare le prestazioni e ridurre contestualmente i consumi del 12%.
PIU’ LARGA DIETRO

La trazione integrale, analogamente alla precedente generazione, si abbina all’allargamento della carreggiata posteriore di 44 mm rispetto allo standard; la presenza delle quattro ruote motrici è immediatamente riconoscibile grazie alla barra luminosa che raccorda i gruppi ottici al retrotreno. Lo schema prevede un giunto a lamelle a controllo elettronico e deriva dalla “sorella” 911 Turbo. La Porsche 911 Targa 4 in prova, con trasmissione a doppia frizione PDK a 7 rapporti e pacchetto opzionale Sport Chrono, scatta da 0 a 100 km/h in 4,1 secondi.
MANETTINO
Analogamente a quanto avvenuto per le 911 a trazione posteriore, anche sulla Targa spunta il “manettino” al volante, cioè il comando che adatta in base a diversi programmi di marcia – integrato nel pacchetto Sport Chrono– l’erogazione del propulsore, la taratura delle sospensioni, la servoassistenza dello sterzo e il sound dello scarico. Oltre al manettino qui c’è il “pulsantino”: ai setup Normal, Sport, Sport+ e Individual si aggiunge, infatti, il comando “Sport Response” che per 20 secondi, in qualsiasi mappatura si stia viaggiando, spinge tutto al massimo (pressione del turbo, setting sospensioni, sound eccetera) per consentire un sorpasso o semplicemente godere di 20 secondi di pura adrenalina. Come a dire: al mio via scatenate l’inferno.

Oltre al volante sportivo a tre razze con gli inediti comandi integrati, sulla Targa è prevista di serie la versione 2.0 del sistema d’infotainment Porsche Communication Management con touchscreen da 7 pollici e compatibilità Apple CarPlay; sistema corredabile di Wi-Fi di bordo e navigazione arricchita dalle informazioni fornite da Google Earth e Streetview. In allestimento base la “nostra” Targa 4 costa 121.346 euro. Ovviamente è impossibile resistere alle tentazioni degli accessori, alcuni imprescindibili, per cui arrivare a 144.000 euro non è così difficile. Potendo, naturalmente.

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DRIVE
Un’auto speciale che sa fare l’auto normale. Sembra una frase fatta o un claim pubblicitario ma per una Porsche 911 corrisponde alla verità. Per accorgersene basta avere la fortuna di guidarne una, non importa che sia Coupè, Targa o Cabrio. Ti ci accomodi, ti lasci avvolgere dai sedili e da un abitacolo di stile aeronautico. La vita reale a bordo della Porsche 911 può essere veramente comoda, perché l’auto si presta a essere utilizzata tutti i giorni. Ovvio, è una sportiva e non una wagon, per cui gli spazi sono quelli che sono, ma io che nei sedili posteriori sono riuscito a infilare (pur se per un breve tratto) anche mia madre e uno dei miei figli posso dire che se chi sta dietro non è particolarmente alto i 2+2 sono reali, e che nel commuting (con mappa Normal) si gode della guida di un gattone addomesticato, a portata di qualsiasi guidatore. Questa è la specialità della 911, saper essere Super e saper essere normale.
IL COMFORT SORPRENDE
Nonostante i cerchi da 20 pollici (optional) della vettura in prova ho trovato la 911 Targa più comoda di molte berline che si atteggiano a confortevoli. Davvero pazzesca la sua capacità di trasformarsi: i vari “drive mode” gestiti dal manettino sul volante cambiano il comportamento in modo sostanziale. Si passa dalla modalità “parata” a quella “fiammata” con un semplice click.
10 GIORNI ALL ROUND

Per 10 giorni ho convissuto con la 911 Targa, godendomela su vari percorsi, da quelli più banali del casa-ufficio o casa-scuola (per la gioia dei figli), alle strade di montagna (praticamente isolate) dove dar sfogo ai 370 cv del suo flat-six biturbo. Non mi sono fatto mancare nemmeno qualche trasferimento autostradale impegnativo, in cui ho usato la zona dei sedili posteriori (oltre al baule anteriore) come bagagliaio aggiuntivo per caricare un paio di borsoni. Ti avvicini, le porte non si sbloccano da sole: devi premere il pulsante sul telecomando. Per avviarla non c’è il tasto “Start” ma bisogna girare la chiave (sulla sinistra). Non dispone di lane assist, insomma la 911 non è l’auto più evoluta dal punto di vista dei “gadget” ma una volta che la guidi (perché lei va guidata non fa tutto da sola) di tutto questo non importa più nulla.
CAMALEONTICA
Per essere una supercar la Targa è incredibilmente versatile, addirittura camaleontica. Se usata in modo tranquillo, sfruttando le sue qualità di passista (compreso il veleggio), non si fatica a fare meglio di 9 litri per 100 km, consumo in linea con berline dalle velleità molto meno sportive. Ed è comoda, silenziosa (anche il tetto in tela è ben isolato), oltre a non essere mai fuori luogo anche in situazioni in cui un rumore di troppo potrebbe essere sgradito. La sua seconda anima, quella delle mappature Sport e Sport + che alzano il regime di rotazione, aumentano la sensibilità dell’acceleratore, la precisione dello sterzo, la rigidità d’assetto, regala momenti di pura sportività, con un sound che tiene alto l’onore del marchio sul cofano e lussuriosi gorgheggi in rilascio, capaci di solleticare l’animo sensibile del guidatore.
QUATTRO CHE INCOLLANO

Le quattro ruote motrici la incollano all’asfalto, anche quando ti lasci prendere dalla tentazione di testare il launch control (piede sinistro sul freno, acceleratore a tavoletta) che la proietta a 100 km/h in appena più di 4 secondi.
La trasmissione della potenza parte sempre da dietro, per poi passare alle ruote anteriori man mano che la centralina ne avverte la necessità, tutto ciò trasmettendo a chi guida una sensazione di fiducia totale. Le caratteristiche dinamiche tipiche di ogni 911 arrivano sempre ben precise, ad esempio la frenata eccellente per potenza e modulabilità e la sensazione di leggero sottosterzo sempre presente anche se meno evidente che in passato. Ingredienti per farla “partire” di posteriore: curva stretta o tornante, mappatura Sport + e determinazione nello sfondare il tappetino con il piede destro, ma anche così la Porsche accenna la derapata per poi tornare in linea. Certo non è questo il modo migliore di godersela. Se la giornata lo consente aprite il tetto e godetevi la sinfonia. La 911 Targa non vi deluderà. Mai.

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