Prova Seat Ibiza Connect

Sotto un vestito sostanzialmente invariato, la best seller spagnola cela grosse novità a partire dai motori, interni curati e connettività totale

Chi pensa che in Spagna i ritmi siano rilassati e ai confini con l’indolenza è il caso che riveda le sue convinzioni: sarà che quando la mamma si fa sentire ha un marcato accento tedesco, ma gli ingegneri Seat non passano tanto tempo in spiaggia con una cerveza in mano a godersi il sole di Barcellona, anzi… Non hanno mai tolto le gambe da sotto la scrivania e hanno dato forme e contenuti alla nuova Ibiza, quasi senza nemmeno godersi i frutti di quella precedente, capace di mietere i consensi della critica e di trafiggere i cuori del pubblico.LIVEIn realtà su linee e forme hanno lavorato poco, d’altronde l’abito era già trendy al punto giusto, limitandosi a rinnovare i proiettori, con luci diurne a LED, il design dei cerchi da 16 e 17 pollici e i colori della carrozzeria. Lo sforzo maggiore è stato fatto sui motori, sugli interni e sulla connettività, aspetto al quale Seat crede molto, al punto di aver chiamato la nuova Ibiza “Connect”.Ma come prima cosa alziamo il cofano. Sotto si trova una nuovissima generazione di propulsori benzina e TDI. La versione base del benzina è un 1.000 tre cilindri, in grado di erogare 75 cv nella versione aspirata e 95 cv o 110 cv nelle varianti TSI turbo, con coppia massima da 160 a 200 Nm.Al top c’è la versione 1.4 TSI ACT con sistema di gestione attiva dei cilindri. Con 150 cv di potenza per 250 Nm il piacere è assicurato, mentre il sistema di disattivazione dei cilindri a carico parziale riduce i consumi fino a 4,8 litri nel ciclo combinato.L’efficienza di questi nuovi motori Euro 6 si misura anche da consumi ed emissioni. Ne è un esempio il 1.0 TSI Ecomotive 95 cv con consumo medio dichiarato di appena 4,1 l/100 km, a fronte di emissioni di CO2 pari a 94 g/km. Fra i nuovi propulsori Diesel tre cilindri, il 1.4 TDI 75 cv fa registrare un consumo di 3,4 litri a fronte di emissioni di CO2 pari a 88 g/km e nessuno degli altri propulsori TDI, 90 cv o 105 cv, consuma più di 3,8 litri.Per i propulsori TSI 110 cv e TDI 90 cv è disponibile, a richiesta, il comodo cambio DSG doppia frizione, mentre il sistema start/stop è proposto su tutta la nuova generazione delle Ibiza.Gran lavoro per i designer degli interni, che erano il punto debole della versione precedente della Ibiza. Il risultato è buono sia in termini di qualità percepita, sia di finiture e di design; inoltre c’è la possibilità di un’ampia personalizzazione grazie al “customization pack”, che comprende i profili delle prese d’aria, i particolari di volante e leva del cambio e le strisce colorate sugli schienali dei sedili.In un mondo in cui “connecto ergo sum”, la ricca gamma di sistemi di connettività e infotainment (purtroppo si dice così, un mix fra information e entertainment) farà la gioia dei nativi digitali ma anche di molti migranti, per i quali smartphone e tablet sono una periferica del cervello.MirrorLink è la tecnologia che permette di utilizzare in sicurezza le funzioni e applicazioni di smartphone replicandone gli elementi sullo schermo touchscreen della nuova plancia. Funziona in maniera semplice e intuitiva, con un numero sempre crescente di smartphone Android ma anche iOS. Gli utenti Apple, per esempio, possono effettuare e ricevere chiamate, inviare messaggi, ascoltare musica, utilizzare le mappe e molte altre funzioni saranno disponibili nei prossimi mesi.La nuova Ibiza è il primo modello SEAT a offrire soluzioni di connettività frutto della collaborazione con Samsung: in una prima fase, sarà disponibile uno smartphone Samsung con la SEAT Connect App preinstallata, che permetterà di rimanere sempre connessi, senza distogliere però l’attenzione dalla strada. Si potranno per esempio effettuare chiamate o richiamare contatti in rubrica attraverso semplici movimenti delle dita sul touchscreen, oppure personalizzare la schermata di benvenuto con informazioni come le previsioni meteo o appuntamenti dal proprio account Facebook.La nuova Ibiza sarà ancora offerta nelle tre varianti di carrozzeria a cinque porte, SC (Sport Coupé) e ST (Sport Tourer) e siamo sicuri che i 5 milioni di esemplari venduti nei trent’anni dal suo lancio siano destinati a crescere sempre più velocemente.L’euforia che trasmette Barcellona anche solo affacciandosi al portellone dell’aereo si era già impadronita di noi quando, usciti sul piazzale degli arrivi internazionali, si è trattato di scegliere la macchina con cui cominciare la due giorni targata Seat. Nessun indugio: mille benzina, tre cilindri, 110 cavalli…Ci eravamo preparati come si deve, leggendo la cartella stampa che anticipava le novità che la Ibiza ci avrebbe riservato. Sapevamo quindi che il motore è una novità e che inediti sono anche gli interni. E proprio gli interni, appena seduti e chiusa la portiera, sono la prima cosa che ci ha colpito ma non perché quelli che fino a pochi minuti prima ci avevano ospitati erano quelli modesti dell’Airbus A320 della Vueling…Se sul volante, al posto della S ci fossero stati quattro anelli non avremmo avuto nulla di cui stupirci. Qualità dei materiali – sia le plastiche sia i tessuti -, finiture, accoppiamenti e anche un certo stile ci hanno da subito fatto un’ottima impressione. Un gran passo avanti per un’auto che, a dirlo sono persino gli stessi suoi progettisti, aveva negli interni il suo peccato originale. Tutto è sotto controllo e a portata di dita, la strumentazione chiara e completa, i comandi al volante essenziali e intuitivi e persino il cruise control, naturalmente un optional.Dei tre percorsi preimpostati nel navigatore, lungo/medio/corto, la scelta è caduta sul più lungo, che ci avrebbe portati sul Tibidabo lungo una divertente strada tutta curve e tornanti. Il nuovo tre cilindri alimentato a benzina ci è piaciuto molto. Potenza e spunto riescono a stampare il sorriso anche sulla faccia di chi sente investito della missione di far gemere le gomme; l’assetto è sempre all’altezza, anche nella “nostra” versione station wagon e le sospensioni, pur garantendo un buon comfort, mantengono il carattere sportivo che da sempre caratterizza la Ibiza.Giunti in cima alla strada ci siamo fermati giusto il tempo di osservare Barcellona ai nostri piedi e cercare (invano) il Camp Nou, prima di puntare il muso verso il basso e prepararci a viverla come un qualsiasi catalano che la deve attraversare nella sua routine quotidiana.Il feeling con la Ibiza aumentava in sintonia con i grandi classici del Rock che la stazione sulla quale eravamo sintonizzati continuava a trasmettere e quando abbiamo imboccato la superstrada che ci riportava in città eravamo ben disposti al punto di non soffrire il lento procedere fra code e semafori, fino all’albergo.Le dimensioni compatte della station, che Seat chiama ST, aiutano nel traffico ma non ne limitano l’abitabilità e il bagagliaio è sufficientemente capiente da affrontare senza problemi la missione Esselunga, la gita fuoriporta con famiglia e cane o la giornata di sport con gli amici biker, climber o surfer. A proposito di Esselunga, i sensori di parcheggio e la telecamera posteriore – opzionali – possono essere un valido aiuto per diradare il più possibile le visite dall’amico carrozziere…La mattina dopo avevamo già deciso che avremmo provato la versione SC, ossia 3 porte, con motore 1.4 diesel da 90 cavalli. La minor potenza è compensata da una coppia maggiore e disponibile prima, che lo rende piacevole ed elastico e il divertimento non manca nemmeno con quest’altro tre cilindri, che oltretutto è ancora più parco nei consumi (Seat dichiara 3,6 l/100 km nel ciclo combinato). Abbiamo avuto modo di guidare su strade molto simili a quelle percorse con la ST e il comportamento dell’Ibiza in configurazione 3 porte ci ha restituito le stesse positive impressioni della sorella station wagon, con l’aggiunta di un po’ più di precisone.Oltre alla solita stazione Rock, sulla Sport Coupé abbiamo avuto modo di saggiare il sistema di infotainment anche nella sua funzionalità “Connect”, che grazie alla nuova interfaccia rende la tecnologia sempre più a misura di chi guida. L’unico rischio è che aumentano sempre più i motivi di distrazione e ogni tanto ti trovi ad essere quasi più concentrato sul display anziché su ciò che accade al di là del vetro…Per finire partiamo dall’inizio, cioé dal momento in cui ancora non eravamo entrati in macchina e la stavamo guardando da fuori. I nuovi colori, il disegno dei cerchi, le luci diurne con tecnologia Led rappresentano un percepibile facelift che contribuisce ad accrescere la personalità della Ibiza e a renderla più piacevole e in linea con le tendenze attuali. Il best-seller Seat piaceva già, continuerà a piacere e, ne siamo sicuri, riuscirà a suscitare anche l’interesse di un pubblico nuovo e più esigente, che magari prima la guardava un po’ dall’alto in basso.