Prova Skoda Citigo 5 porte

Arriva la piccola ceca in versione 5 porte: stiamo parlando della Skoda Citigo, prima “cittadina” del marchio, realizzata su base Volkswagen UP

La base su cui è realizzata è identica a quella della Up, d’accordo. Anche le differenze estetiche sono limitate a qualche dettaglio. E allora, vi chiederete, perché la Citigo è considerata una tappa fondamentale nello sviluppo del marchio Skoda a livello europeo? Semplice, con lei la Casa ceca debutta in un segmento in cui, storicamente, non era mai stata presente, quello delle citycar. E se le rivali con cui dovrà vedersela sono importanti e riconosciute come Smart, Aygo, 107 e C1 (solo per citarne alcune), ecco che la parentela stretta con la piccola tedesca, improvvisamente, si trasforma in un vantaggio.Ovviamente, a patto che a parità di contenuti, la Citigo convinca chi è disposto a rinunciare a una certa dose di blasone con un concreto vantaggio economico: ancora non è stato definito il listino ufficiale ma un prezzo di partenza vicino ai 9.000 euro dovrebbe rappresentare un’ipotesi attendibile. In commercio arriverà in estate, spinta dal piccolo tre cilindri da un litro proposto in due varianti di potenza: 75 cavalli, oppure limitato a 60 per poter essere utilizzato anche dai neopatentati.LIVELe dimensioni, innanzitutto: 3,56 metri di lunghezza, 1,65 di larghezza e 1,48 in altezza. Il design è all’insegna della razionalità, studiato per mantenere ingombri esterni contenuti senza rinunciare a una più che discreta capacità interna. Cambia il logo e non solo rispetto alla cugina Up: la Citigo, infatti, è la prima vettura del marchio ceco a sfoggiare su cofano e portellone il nuovo stemma Skoda, il fondo che ospita la classica freccia alata si colora di nero anziché di verde. La calandra lamellare con tanto di cornice cromata rinsalda il family feeling con le parenti di gamma, mentre per quanto riguarda l’area posteriore sono i gruppi ottici a “C” a rendere la Citigo riconoscibile al primo sguardo.La seconda fila di porte? Una vera manna in termini di comodità e un successo per quanto riguarda la capacità di integrarsi senza turbare la linea, tanto che qualcuno al momento di salire per la prima volta ha pensato bene di sistemare la giacca sulla seconda fila aprendo la portiera del guidatore… Non manca una discreta farcitura per quanto riguarda la sicurezza attiva e passiva: per la prima volta su una vettura del marchio ceco, infatti, sono disponibili airbag laterali per testa e torace. In più, spuntando la lista degli optional, impossibile trascurare il sistema City Safe Drive (individua i potenziali rischi di collisione e, al di sotto dei 30 km/h, interviene riducendo il rischio di tamponamento) che nel traffico cittadino ha già dimostrato tutta la sua utilità sulle vetture del gruppo e non solo… E se tutto questo non bastasse a rassicurare i guidatori più pavidi (o comunque quelli che credono ancora che “piccola significhi meno sicura”), ecco che a rincuorarli arrivano le 5 stelle EuroNCAP che la Citigo ha conquistato a mani basse.DRIVEAll’interno, chi non ha ancora avuto il piacere di salire su una delle cugine della Citigo (Seat Mii e Volkswagen Up) non può esimersi dall’apprezzare l’ottimo sfruttamento degli spazi: si sta davvero comodi su entrambe le file. Anche senza il classico fisico da fantino le gambe trovano comodamente spazio e il contatto “spalla/spalla” difficilmente riguarderà chi occupa la prima fila. Non manca, per gli “esteti”, la possibilità di ordinare la plancia bicolore. Tanti, poi, vani portaoggetti, cassetti, porta bevande e supporti per dispositivi multimediali. In più ci sono retine contenitive sistemate sul fianco degli schienali della prima fila e nel bagagliaio. Praticità è la parola d’ordine, come dimostrano il gancio portaborsa integrato nel meccanismo di apertura del cassetto portaguanti e il porta ricevute (o foto, come suggeriscono gli uomini Skoda) posizionato sulla plancia.Una volta in moto la Citigo, fortunatamente, non paga troppo in termini di “rumori sgradevoli” (almeno all’interno) la scelta di adottare un propulsore tre cilindri. Dimenticato l’effetto “frullatore”, quindi, è possibile concentrarsi sulle qualità dell’unità da un litro; i consumi, innanzitutto che, come dimostra il computer di bordo, restano spesso vicini ai 20 km con un litro. E ancora, l’assetto, inaspettatamente stabile anche quando si decide di spremerla più del dovuto (nei limiti del possibile, ovviamente). L’allungo è discreto quando sale di giri, anche se nelle salite autostradali spesso ci si trova a dover scalare marcia. In città la Citigo è agilissima e può essere parcheggiata in un fazzoletto, aiutata dalle dimensioni ridotte, da uno sterzo di burro (con un raggio ridottissimo) e da una visibilità eccellente su tutti i fronti. Lo spunto da fermo non è certo esaltante (soprattutto quando parliamo della versione depotenziata), ma è comunque più che sufficiente per una citycar di dimensioni ridotte. Molto buono il livello di comfort generale, ottima la capacità di carico se rapportata alle dimensioni (251 litri per il vano bagagli, aumentabili fino a quota 959 grazie ai sedili reclinabili di serie) e, soprattutto, la possibilità di viaggiare serenamente anche al di fuori delle mura cittadine. Magari abbandonando la terza corsia e concentrandosi sul consumo medio…