Prova Smart fortwo 70 twinamic: tutto un altro mondo

Il cambio robotizzato a 5 rapporti della vecchia generazione, tutt’altro che rapido e progressivo, è un lontano ricordo. La nuova trasmissione a doppia frizione a 6 marce – offerta a 1.030 euro – esalta comfort e fruibilità della city car tedesca.

20 marzo 2015 - 13:03

Non “impenna” più! E questa è una notizia. Smart fortwo è finalmente dotata di una trasmissione automatica degna della propria raffinatezza. Lo storico cambio robotizzato a 5 marce – appannaggio della precedente generazione – è andato in pensione, e con esso tanto l’andatura saltellante quanto le ere geologiche necessarie per i passaggi di rapporto. L’inedita soluzione a doppia frizione a 6 marce, denominata twinamic, schiude le porte a una nuova era. A partire da 13.780 euro: vale a dire 1.030 euro in più rispetto all’analoga versione con il cambio manuale. Imperdibile.

LIVE
Nonostante la recente rivoluzione, foriera di una crescita in larghezza di 10 cm rispetto al passato, fortwo si conferma l’utilitaria più corta sul mercato. Se da un lato la maneggevolezza resta immutata, così come la presenza del portellone sdoppiato e della cellula di sicurezza Tridion – l’esoscheletro in acciaio distintivo della produzione smart –, non altrettanto si può dire per l’abitabilità, nettamente superiore alla precedente generazione e rafforzata da una capacità di carico incrementata da 220/340 a 260/350 litri.

Sviluppata in partnership con Renault – il pianale è il medesimo della nuova Twingo –, in abitacolo può vantare una ricercatezza sconosciuta alla francese. Il layout della plancia ricorda le più recenti creazioni Mercedes – Classe C in primis –, i materiali sono di ottima qualità – specie i rivestimenti in tessuto mesh di plancia e pannelli porta – le combinazioni cromatiche gradevoli e il layout dei comandi sensibilmente più intuitivo che in passato. Le vecchie smagliature, come la posizione di guida disassata e la scarsa modulabilità del pedale del freno, sono state cancellate, al contrario della limitata personalizzazione dello sterzo. Da riferimento la dotazione di sicurezza, degna di una vettura di categoria superiore: è possibile disporre del cruise control e dell’assistenza sia in presenza di vento laterale sia alla partenza in salita (di serie), degli immancabili ABS, ESP e 5 air bag nonché dell’avvertimento tanto per il mantenimento della distanza di sicurezza quanto per l’involontario superamento delle linee di corsia.

Cinque gli allestimenti – youngster, sport edition #1, passion, prime e proxy – ampiamente personalizzabili attingendo alla lista degli optional che include, ad esempio, i sedili riscaldabili, il navigatore, la telecamera in retromarcia, l’impianto audio JBL e le levette del cambio al volante. Duplice la possibilità di connessione: tramite smartphone oppure mediante un sistema multimediale dedicato.

DRIVE
Fortwo conferma l’innata vocazione cittadina grazie a un diametro di sterzata estremamente ridotto: 7,30 metri. Un valore di gran lunga inferiore a una city car rivale quale Fiat 500 (9,72 m) e che porta in dote una maneggevolezza sconosciuta alla stragrande maggioranza delle concorrenti. Ciò che cambia radicalmente rispetto al passato è il comfort, nettamente superiore grazie alla taratura meno rigida di molle e ammortizzatori, a tutto vantaggio dell’assorbimento delle imperfezioni dell’asfalto. Sul pavé, ad esempio, non si saltella più come cerbiatti, bensì si viaggia senza affanno apprezzando l’assenza di vibrazioni e risonanze. Una Mercedes in miniatura? Assolutamente sì.

L’assetto rivisto rispetto alla precedente generazione – forte di sospensioni indipendenti McPherson all’avantreno e a ponte De Dion al retrotreno – favorisce un comportamento dinamico meno nervoso, rafforzato dall’ampliamento delle carreggiate e dalla superiore impronta a terra. Ne beneficiano la rapidità d’inserimento in curva, la stabilità del retrotreno e l’elettronica, meno invasiva che in passato a tutto vantaggio della guida brillante. Se un tempo l’ESP interveniva frequentemente e con la grazia di un fabbro che batte il metallo, oggi l’azione del controllo di stabilità e trazione è molto più progressiva. Ciliegina sulla torta, lo sterzo è più diretto e il nuovo cambio a doppia frizione a 6 rapporti scava un solco rispetto sia alla precedente unità robotizzata sia all’attuale manuale a 5 marce.

Discretamente rapida, impercettibile negli innesti, confortevole e inappuntabile nel funzionamento: la trasmissione twinamic – realizzata da Getrag su specifiche Mercedes – merita la lode. Scalata in modo più progressivo rispetto all’alternativa manuale, consente di sfruttare appieno l’elasticità del 3 cilindri in linea benzina 12V di 999 cc, collocato posteriormente, condiviso con Renault Twingo e accreditato di 71 cv e 91 Nm di coppia. 1.0 aspirato che, al momento, è l’unico propulsore abbinabile alla trasmissione a doppia frizione, in attesa dell’estensione di quest’opzione – entro la fine del primo semestre 2015 –al tricilindrico sovralimentato mediante turbocompressore di 898 cc, accreditato di 90 cv e 135 Nm.

È possibile scattare da 0 a 100 km/h in 15,1 secondi, raggiungere i 151 km/h e percorrere mediamente 24,4 km/l. 0-100 km/h lievemente superiore a quanto garantito dalla classica unità meccanica a 5 rapporti (14,4 secondi) a causa principalmente del maggiore peso della vettura legato alla tecnologia twinamic; nulla muta, invece, sotto il profilo dei consumi. Aspetto ben più rilevante, l’andatura tutt’altro che lineare tipica del precedente cambio robotizzato è relegata ai meandri della memoria; un peccato per quanti desideravano combattere il mal di mare allenandosi su quattro ruote, una benedizione per il resto del mondo. Grazie alla soluzione twinamic – la due posti smart è l’unica utilitaria sul mercato dotata di una trasmissione a doppia frizione – e all’assetto più confortevole che in passato, fortwo riconquista il primato tra le city car. Finiture ricercate, layout raffinato, prestazioni convincenti e un comportamento dinamico più gratificante rispetto al vecchio modello la incoronano regina della città.

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