Prova Volkswagen Golf GTD

La Gran Turismo Diesel, icona Volkswagen, riconferma la sua straordinaria versatilità, grazie al motore più potente di sempre (184 cv), a consumi contenuti e a una qualità a bordo da riferimento. Tutto questo senza rinunciare alla sensazione di guida tipicamente Golf

30 giugno 2014 - 7:06

Per chi come me ha avuto almeno una Golf – per la precisione una IV serie con motore 1.9 TDI da 115 cv – non c’è niente di più bello che ritrovarne lo spirito su un modello molto più recente, la GTD (Gran Turismo Diesel) VII serie, un’auto importante sul mercato italiano, oltre che chiaramente iconica nella storia Volkswagen. Dedicata a un genere di appassionati che ha la necessità di conciliare il desiderio di prestazioni sportive con consumi ragionevolmente contenuti, la GTD prova a sintetizzare qualità e caratteristiche spesso percepite come antitetiche. Che sia una vettura sportiva non si discute: affilata nelle linee, grintosa nei dettagli come i cerchi da 18″ di serie in Italia o i cristalli posteriori oscurati, è dotata di un assetto equilibrato sia in città sia nella guida più dinamica, quando emerge la sua essenza. 
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Trentadue anni di storia lasciano molte tracce. Che non significano soltanto suggestione o nostalgia del passato, ma si concretizzano in specifiche caratteristiche dell’auto, capaci di infondere la rassicurante sensazione di padroneggiarne completamente la guida. Su questa GTD Volkswagen ha montato il 2 litri TDI di ultima generazione, un propulsore quattro cilindri in linea montato trasversalmente in grado di garantire 184 cv di potenza massima (+14 cv) e 380 Nm di coppia (+30 Nm). Tra le numerose soluzioni tecniche all’avanguardia spiccano il sistema di fasatura variabile delle valvole, importante per ridurre le emissioni, e l’AGR a doppio circuito, uno a bassa pressione lato scarico e uno ad alta pressione lato aspirazione: quest’ultimo è particolamente utile nei primi minuti successivi all’avviamento a freddo. L’assetto della GTD, al pari di quello della GTI, si avvale dell’altezza da terra ridotta di 15 mm. Tradizionale lo schema delle sospensioni: McPherson anteriori e multilink posteriori. Il differenziale elettronico a bloccaggio trasversale XDS+ è abbinato allo sterzo progressivo, che sfrutta un rapporto di demoltiplicazione più diretto, incentrato dal punto di vista tecnico sulla dentatura variabile della cremagliera e su un motorino elettrico di maggior potenza. Il sistema XDS+ è integrato al controllo elettronico della stabilizzazione ESC: interviene ad esempio sui freni delle ruote interne alla curva per aumentare l’agilità. Tramite l’apposito tasto sulla consolle centrale è possibile disattivare l’ASR (antislittamento) e passare all’ESC Sport, che permette alla GTD di sfruttare al massimo le qualità dinamiche sportive. Tra gli optional figura la regolazione adattiva dell’assetto DCC (modalità di marcia Comfort, Normal e Sport), che interviene sulle valvole degli ammortizzatori utilizzando in ingresso gli input che giungono dai sensori ruota,i dati relativi all’accelerazione e le informazioni relative al comportamento dinamico.

Sulla base della piattaforma MQB, comune a molti modelli del Gruppo Volkswagen, è stata realizzata una vettura dal passo allungato (+53 mm) ma con sbalzo anteriore ridotto (-12 mm). Con il concorso del montante anteriore arretrato l’effetto è di un cofano più lungo. I punti di contatto con la GTI sono numerosissimi, anche sul piano estetico: prese d’aria sullo spoiler anteriore, griglia a nido d’ape, fendinebbia verticali e spoiler posteriore specifico. Il listello cromato invece che rosso in abbinamento ai fari bixeno distingue i due modelli, come la differente disposizione dei terminali di scarico: due accoppiati a sinistra sulla GTD, uno a destra e uno a sinistra sulla GTI.

Equipaggiamenti, c’è anche Google Earth
Al riconoscimento della stanchezza del guidatore e alla frenata anti collisione multipla, dispositivi entrambi di serie, si possono affiancare numeri sistemi a richiesta. La lista si compone di regolazione automatica della distanza ACC, controllo perimetrale con funzione di frenata di emergenza City, assistenza per il mantenimento della corsia Lane Assist, regolazione adattiva dell’assetto DCC con selezione del profilo di guida. Non manca la connessione con il servizio di mappe Google Earth.

Abitacolo, aria di casa
Illuminazione ambiente, dotazione ricca già di serie e naturalmente il rivestimento dei sedili denominato Clark, con fantasia a quadretti che è il marchio di fabbrica di GTI e GTD: rispetto alla prima mancano gli elementi rossi, sostituiti da colori nelle tonalità del nero, del grigio e del bianco. Della dotazione di serie fanno parte il climatizzatore automatico, il volante sportivo a tre razze rivestito in pelle, il pomello del cambio personalizzato GTD e il touchscreen. Ulteriori tocchi di qualità sono rappresentati dai battitacco in acciaio inox con illuminazione bianca.

Motore, 184 cv per la GTD più potente
14 cv e 30 Nm in più rispetto alla precedente GTD: è il motore più potente mai montato sulla Gran Turismo Diesel, un TDI quattro cilindri 2.0 litri dotato di iniezione diretta common rail e turbocompressore. Tra le caratteristiche di questo propulsore c’è il sistema di fasatura variabile delle valvole (VVT), il doppio circuito di ricircolo dei gas di scarico AGR) e l’intercooler integrato nel condotto di aspirazione. La pressione di iniezione del gasolio sale da 1.800 a 2.000 bar, riducendo la durata dell’azione. Per ridurre le vibrazioni sono montati due alberi di equilbratura. I consumi si attestano su 4,2 l/100 km (4,5 l/100 km con cambio DSG), valori emblematici dell’intrinseca efficienza del motore serie EA288.

DRIVE
Il cambio DSG è una garanzia, una scelta quasi obbligata dato che offre un’efficienza assoluta sul fronte dei consumi, di poco superiori a quelli del manuale a 6 marce, e una rapidità d’azione encomiabile, per quanto non paragonabile a quella di sistemi prettamente sportivi. Con una velocità massima dichiarata di 228 km/h e un’accelerazione 0-100 km/h in 7,5 secondi, la GTD ha le qualità giuste per mantenere medie molto interessanti. In autostrada è difficile rispettare i limiti, considerato il comfort e i consumi a velocità Codice, vicini ai 20 km con un litro di gasolio. In città la Gran Turismo Diesel ha le dimensioni giuste per non essere mai troppo ingombrante. Ma è tra le curve, magari lungo una bella strada di montagna, che diventano più chiare le ragioni per cui la GTD è ancora nel cuore di tanti. Il quattro cilindri TDI, innanzitutto, è molto elastico, pronto nella risposta, addirittura più potente del necessario – ricordo i 115 cv della mia TDI,  e sembravano già tanti –  e così attento ai consumi da rappresentare una sorpresa. Il sottile piacere di consumare poco e andare forte: è questo il segreto della GTD, il suo principale elemento di fascino. Sul piano dinamico, naturalmente, le qualità sono anche altre: l’assetto, innanzitutto, è tanto equilibrato da non poter essere mai messo in discussione, nemmeno quando si cercano reazioni anomale. L’esperienza di guida nel complesso è molto gratificante. E così il prezzo, che parte da 31.750 euro chiavi in mano per la 2.0 TDI BlueMotion Technology e sale a 33.650 euro per la versione DSG, diventa tutto sommato ragionevole. Sempre che non vogliate esagerare con gli optional…

Foto di Simon Palfrader

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