Prova Volkswagen Golf GTI TCR, l’ultimo acuto

Costerà poco meno di 40.000 euro l'ultima interpretazione della Golf Serie VII. Si chiama GTI TCR e regala parecchie emozioni, su strada e in pista.

28 gennaio 2019 - 17:01

Faro (Portogallo) – Prima che l’ineluttabile evoluzione la sacrifichi sull’altare del mercato, la Golf VII si concede un colpo di coda, tanto più significativo considerando che lascia con una versione speciale della GTI. Sì, proprio la sportiva compatta che ha venduto dal 1976 quasi 2.300.000 pezzi, puntando su prestazioni, immagine sportiva e piacere di guida.

Probabilmente l’ottava generazione della Golf offrirà ancora più sicurezza, assistenza nella guida, rispetto dell’ambiente: non sappiamo, però, se sarà più emozionante dell’attuale: questi tempi di ideologia ambientalista non sono generosi con le sportive. Anche per questo ha senso assaporare fino all’ultimo il gusto speziato di questa GTI TCR, da interpretare come edizione definitiva della serie. Il nome e le caratteristiche si ispirano alla vettura schierata nel campionato TCR, che vede in pista auto a 4 e 5 porte con motore benzina o Diesel da 2 litri. La Golf GTI TCR da gara (prezzo a partire da 95.000 più IVA) ha conquistato il titolo piloti nel 2016 e nel 2017 nel campionato internazionale, oltre ad aver ottenuto numerose vittorie nelle declinazioni nazionali della serie (TCR Asia, Middle East, UK e Scandinavia).

Base in comune

La base tecnica è quella della GTI Performance: trazione anteriore con differenziale a bloccaggio trasversale e motore quattro cilindri benzina 2.0 TSI, turbo, dotato di filtro antiparticolato; qui, però, la potenza cresce da 245 a 290 cavalli. Il cambio DSG a 7 rapporti è di serie e sono previsti due radiatori supplementari per il liquido di raffreddamento (come sulla Golf R a trazione integrale), nonché cinque modalità di guida (Eco, Normal, Comfort, Sport e Individual). Il limitatore di velocità a 250 km/h può essere rimosso per toccare i 260 km/h. La classica accelerazione con partenza da fermo (0-100 km/h) è coperta in 5”6, con il consumo dichiarato NEDC che si attesta su un dato interessante, pari a 6,7 litri per 100 chilometri.

Non manca una lunga lista di peculiarità estetiche e di allestimenti, a partire dai cerchi da 18” di serie, per proseguire con lo splitter nero lucido frontale che fa da spoiler anteriore, i rivestimenti sottoporta dello stesso colore e l’esteso diffusore posteriore con due terminali di scarico specifici.

Personalizzazioni di gusto (tedesco)

Il nuovo colore Pure Grey si affianca alle già conosciute tonalità proposte per la GTI Performance: Pure White, Rosso Tornado, Deep Black effetto perlaceo e Oryx White effetto madreperla. In combinazione con i colori Pure Grey, Pure White e Rosso Tornado è proposto a richiesta il tetto nero a contrasto, colore che è possibile scegliere anche per le calotte degli specchi retrovisori esterni, con finitura opaca o in look fibra di carbonio. Le scritte TCR sottoporta e l’adesivo con disegno a nido d’ape – per fortuna opzionale, il gusto è molto teutonico… – sottolineano il richiamo alle competizioni. La proiezione del logo TCR sull’asfalto contribuisce a rendere più esclusiva l’auto, che nell’abitacolo non manca di gratificare gli appassionati.

I sedili sportivi sono rivestiti in microfibra e tessuto, con disegni e accostamenti dedicati, come ad esempio la fascia centrale rossa. Le cuciture rosse si trovano ovunque: cinture di sicurezza, rivestimenti delle porte, leva del cambio DSG, poggiatesta e bracciolo centrale. Il volante sportivo a tre razze ha la pelle di rivestimento traforata nelle aree laterali (ore 3 e ore 9), nonché il classico contrassegno rosso a ore 12. Immancabilmente rossa l’illuminazione ambiente nelle porte e la grafica dell’infotainment Composition Media di serie. I navigatori Discover Media e Discover Pro sono opzionali.

Non finisce qui: oltre alla già citata esclusione del limitatore di velocità, è possibile acquistare due pacchetti. Il primo include i cerchi da 19” di colore nero opaco e disegno Reifnitz (pneumatici 235/35 R19), gli ammortizzatori posteriori sportivi e la regolazione adattiva dell’assetto DCC, per scegliere tra differenti tarature. Il secondo insiste sulla tenuta di strada con cerchi nero opaco da 19” disegno Pretoria e pneumatici sportivi semislick (235/35 R19), accompagnati da esclusione del limitatore, ammortizzatori posteriori sportivi e DCC.

Quota 350 cv per le gare

Il quattro cilindri 2.0 TSI della Golf GTI TCR con turbocompressore, iniezione diretta di benzina e filtro antiparticolato è più potente di 45 cavalli rispetto alla versione montata sulla GTI Performance. A 1.000 giri fornisce già 200 Nm di coppia, che diventano 380 tra 1.800 e 5.300 giri, un intervallo molto esteso. Nell’allestimento da gara la potenza sale a 350 cavalli, con la coppia massima attestata a 420 Nm, l’accelerazione 0-100 km/h in 5”2 e la velocità massima di circa 250 km/h. L’auto si distingue per la maggior larghezza rispetto al modello stradale (+15 centimetri), per lo spoiler posteriore in alluminio, regolabile, e per la dotazione nell’abitacolo, composta dal sedile avvolgente con protezioni per la testa, cella di sicurezza e serbatoio omologato FIA. Costa 38.950 euro in Germania – da noi il prezzo ufficiale non è ancora stato comunicato – ed è già possibile ordinarla.

Tutti a Portimao. Ma prima…

Algarve, estremità meridionale del Portogallo protesa verso l’Oceano Atlantico. Qui Volkswagen ha scelto di portare la stampa internazionale per scoprire la nuova Golf GTI TCR: l’obiettivo è verificare su strada e in pista se e quanto la maggior potenza e la dotazione supplementare migliorino la dinamica di guida dell’apprezzata GTI Performance. Le premesse sono buone: la spettacolare pista di Portimao è considerata tra le più impegnative d’Europa, le strade nei dintorni sono note per la varietà di scenari e la buona manutenzione dell’asfalto, il clima è buono. E in più, un po’ a sorpresa, avremo l’opportunità di conoscere la GTI TCR da gara, prima da passeggeri e poi da “piloti”, per vivere le emozioni di una vera auto da corsa.

Si parte dalla strada

Partiamo dalla GTI TCR stradale: il primo colpo d’occhio è gratificante, quanto meno per chi ama questo genere di auto. Cerchi da 19” con finitura opaca, decorazione a nido d’ape (opzionale) sulla fiancata, a riprendere il tradizionale motivo della griglia anteriore; assetto vistosamente sportivo, splitter anteriore e vistoso diffusore posteriore. L’abitacolo non è da meno, con il rosso a contrasto con il grigio antracite, a creare un ambiente racing e allo stesso tempo quasi elegante. Che sia una Golf indiscutibilmente sportiva lo si percepisce da ogni angolazione, ad esempio soffermandosi sui cerchi, che lasciano in vista l’impianto frenante della GTI (pinze rosse) arricchito sulla TCR dai cerchi forati.

I sedili sportivi sono apprezzabilmente comodi e allo stesso tempo utili nella guida più dinamica, grazie alle sezioni laterali pronunciate; la regolazione è manuale. Il pulsante di avviamento restituisce un rombo deciso ma meno perentorio di quanto sarebbe lecito aspettarsi. I primi chilometri scorrono tra le colline che dall’aeroporto di Faro abbracciano l’entroterra. L’asfalto è ben tenuto e di conseguenza il comfort si mantiene su ottimi livelli. Nel frattempo esploro le cinque modalità di guida (Eco, Normal, Comfort, Sport e Individual), alla ricerca delle differenze nella curva di erogazione, nella risposta dello sterzo e nell’assetto DCC, optional presente sull’auto in prova.

In pista
È già il momento della pista, su e giù tra le curve di Portimao. L’esperienza è limitata a tre giri ma riesce comunque a essere intensa. Siamo in due dietro l’istruttore, la cui guida pulita e determinata è d’aiuto per individuare le traiettorie migliori, su un circuito che richiederebbe altrimenti un lungo apprendistato. La modalità Sport è inserita, il controllo di trazione disattivato. L’assetto è molto equilibrato, piatto, e ciò si traduce in un comportamento dinamico composto, che non mette mai in difficoltà. Ritroveremo questa caratteristica anche su strada. In pista significa che al pilota sono delegate “soltanto” la ricerca della traiettoria ideale e la gestione del gas, senza che debba occuparsi più di tanto dei trasferimenti di carico. L’inserimento in curva è preciso e abbastanza rapido, il sottosterzo appena avvertibile in uscita, con il differenziale che fa un buon lavoro e garantisce un’ottima trazione.

I 290 cavalli del motore quattro cilindri non mettono mai in crisi l’assetto, ma sono più che sufficienti per divertirsi: in pista, si sa, la potenza non basta mai, e lo si intuisce percorrendo la veloce curva in discesa che immette sul lunghissimo rettilineo, quando si spera in qualche ulteriore centimetro di corsa dell’acceleratore. Ma su questa Golf GTI TCR c’è davvero tutto quello che serve per soddisfare i pruriti dei piloti da track day. Anche il cambio si conferma all’altezza, relativamente rapido senza essere fulmineo come altre soluzioni più sportive. Ottima la resa dell’impianto frenante, che può contare come detto sui dischi forati: adeguata la potenza, facile la gestione, mentre sulla resistenza nulla si può dire dopo soli tre giri tra i cordoli (che già non sono poco). L’eventuale scelta di pinze più racing probabilmente avrebbe avuto un impatto più estetico che sostanziale.

In strada
Il momento della guida stradale è carico di aspettative: la pista, infatti, ha confermato come il limite dell’auto sia molto oltre ciò che è ragionevole sfruttare in contesti aperti al traffico. Per fortuna le strade intorno a Portimao hanno caratteristiche ideali per il test: asfalto ottimo, scarso traffico e, soprattuto, forze dell’ordine assenti. L’occasione è propizia per alzare il ritmo, con la modalità Sport inserita e il controllo manuale del cambio DSG a sette rapporti tramite le palette al volante. Complici le numerose sequenze di curve sulle colline, in pochi attimi ci si ritrova immaginari protagonisti di una “speciale” da rally. E la Golf GTI TCR fa di tutto per rendere semplice ed efficace l’azione: composta ed equilibrata, perdona eventuali indecisioni nella traiettoria e spinge a esplorare il limite. Emozioni facili!

In un contesto meno accattivante, l’autostrada, tornano utili le modalità di guida Eco, Normal e Comfort, che addolciscono l’assetto grazie alla regolazione DCC e permettono di svelare la GTI TCR nella sua interpretazione più amichevole. La silenziosità dell’abitacolo è adeguata, i comandi intuitivi e per fortuna non troppo sbilanciati in senso “touch”, a beneficio della concentrazione di chi è al volante. In autostrada e a ritmi blandi la TCR torna a essere una “normale” GTI, fatta eccezione per la maggior brillantezza del motore, dimostrando ancora una volta la bontà della formula alla base di queste vetture, da sempre incentrate sulla componente sportiva innestata nell’uso quotidiano.

Sulla Golf da corsa

Secondo giorno di test, sotto un cielo capriccioso che lascia sull’asfalto chiazze umide e qualche pozzanghera. Torniamo in pista per provare la GTI TCR ufficiale. Per dimostrare le potenzialità dell’auto siamo stati gratificati da tre giri di “taxi drive”. Sensazioni estreme.

Ora il posto di guida è vuoto, a mia disposizione. Sono previste due sessioni da tre giri: la prima per prendere confidenza con l’auto, affidandosi al cambio DSG in modalità automatica; la seconda per alzare il ritmo e passare alle palette al volante, avvicinandosi per quanto possibile a una vera situazione racing. Mi precede Jasmin Preisig, bionda pilota svizzera classe 1992, che quest’auto la guida per professione ma che oggi, per mia fortuna, è al volante di una normale GTI, gentile espediente che mi concede l’illusione di tenere il suo passo.

La reattività dell’auto da corsa (peso di 1.285 kg con il pilota) è molto più marcata rispetto alla GTI TCR di serie, specialmente in ingresso di curva, e questo rende più facile correggere o trovare la traiettoria giusta all’ultimo istante. In uscita, per via delle chiazze umide, bisogna fare un po’ di attenzione per evitare qualche estemporanea perdita di aderenza. La risposta del motore da 350 cavalli e 320 Nm è decisamente rabbiosa, per quanto l’allungo resti contenuto. Il rumore nell’abitacolo è veramente racing, al pari della temperatura. In frenata la corsa del pedale è molto ridotta; la forza da applicare, al contrario, assai elevata. E conviene imparare a “pestare” per bene, altrimenti il rischio di andare lunghi e perdere tempo prezioso diventa realtà. Giro dopo giro aumenta la confidenza, come la velocità in ingresso e a centro curva. La pista è meravigliosa, il sole è tornato a splendere e l’asfalto si sta ormai asciugando. Troppo bello perché duri. E infatti è già il momento di rallentare il passo, raffreddare i freni e le gomme, entrare in corsia box. Game over.

Amarcord – Le Golf GTI nella storia e un test imprevisto

In occasione del lancio della GTI TCR, dal museo di Wolfsburg sono planate a Portimao tutte le GTI della storia, dalla prima all’ultima. Sei auto, ciascuna affascinante a suo modo, schierate per un confronto estetico e dinamico. C’era, infatti, la possibilità di provarle su strada, cosa che ho fatto con la Golf GTI IV serie, che mi ha riportato alle sensazioni dei primi anni 2000. Allora guidavo la versione Diesel, con motore TDI da 115 cavalli e assetto Eibach (molle e ammortizzatori), imprudentemente sostituito all’originale, alla ricerca di prestazioni dinamiche superiori. Guidare la GTI IV permette di apprezzare l’ottima qualità complessiva dell’auto: soltanto gli ammortizzatori sembrano pagare pegno agli anni, con una risposta piuttosto secca. Il motore spinge forte (e consuma parecchio, con percorrenze di 8 km/l), lo sterzo risponde bene e persino l’abitacolo con i relativi comandi non sembra poi così vetusto. Emozioni vintage.

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