Prova Volkswagen Polo TGI e Golf TGI

Il gruppo tedesco crede molto nella metanizzazione del parco auto. L’arrivo di Polo e Golf completa una delle gamme a metano più ampie del momento. Le abbiamo provate e se non ne siete convinti fatelo anche voi, cambierete idea

27 febbraio 2018 - 15:02

Il metano ti dà una mano? Lo slogan che imperversava negli anni 80 per spiegare la convenienza a passare al più pulito gas invece che utilizzare il gasolio per riscaldamento potrebbe andare benissimo anche oggi applicato al mondo dell’automobile. E’ evidente che questo carburante alternativo può ricoprire un ruolo fondamentale in un momento che potremmo considerare “di transizione” tra il motore a combustione interna e la trazione elettrica che verrà. Lo sviluppo delle auto a metano ha conosciuto una grande crescita ultimamente. Merito della migliore distribuzione sul territorio. L’Italia è leader per numero di punti di rifornimento, (ma al sud si soffre ancora) che erogano il gas naturale (anche in autostrada, con 45 stazioni di servizio, mentre fino a poco tempo fa non si trovava), passate dalle 630 del 2008 alle 1173 del 2016. Merito anche degli sgravi fiscali (fino al 75 percento in meno del costo del bollo), ma merito anche dello sbarco sulle nostre strade di modelli “nativi” a metano che assicurano performance migliori e una integrazione delle due alimentazioni (metano/benzina) ottimale.
Metano di fabbrica

Tra le aziende che più credono in questo tipo di carburante c’è il gruppo Volkswagen, che non si è limitato a progettare due motori espressamente dedicati al metano (il 4 cilindri 1.4 TGI e il tre cilindri TGI con o senza turbo) ma li sta “spammando” su tutti i modelli del gruppo anche quelli più prestigiosi. Parlando del brand Volkswagen, in particolare, è interessante notare come l’alimentazione a metano sia sbarcata sui modelli top seller in gamma. Partita dalla UP (tre cilindri 70 cv) nel 2013, ora l’alimentazione a metano arriva su Polo (con un tre cilindri Turbo da 90 cv) e addirittura sull’immortale Golf (quattro cilindri TGI da 110 cv). Modelli, questi, che da soli valgono circa il 70 percento dell’immatricolato VW.
Percentuale alta
Una proposta ampia, quindi, che piace anche ai clienti visto che il peso delle immatricolazioni a metano nel parterre Volkswagen è notevole (1 cliente su 4 sceglie una UP a metano, uno su tre sceglie una Golf o una Polo a Metano). Risultato eccellente e “spinto” dalle promozioni del gruppo che oggi propone una Golf a Metano allo stesso prezzo del modello a benzina con un vantaggio cliente valutabile attorno ai 2.000 euro. Insomma Volkswagen ci crede, molto. Ci crede perché il metano può senza dubbio essere una soluzione anche per le emissioni, visto che il metano non emette polveri sottili ed è spesso sotto i 100 grammi per km di CO2, un risultato che anche le ibride faticano ad eguagliare. E se il metano è realizzato dal biogas prodotto riciclando la frazione umida dei rifiuti come abbiamo visto fare a Este allora il circolo virtuoso è davvero completo.
Serbatoi leggeri

Il fatto che l’auto a metano sia realizzata direttamente in fabbrica porta a indubbi vantaggi. Il progetto nasce dal foglio bianco, il che significa avere una ottimizzazione degli spazi. Nel caso di Volkswagen le bombole in composito (molto più leggero del metallo) comportano un aggravio di peso di soli 60 kg. Tutto è ben “nascosto”, ma tenete presente che perderete un po’ di spazio nel bagagliaio e anche la ruota di scorta. Pro e contro per avere un’autonomia che sommando i serbatoi di benzina e metano può arriva a circa 900 km. Alla fine su Golf e Polo la presenza del motore a metano si nota solo per il doppio bocchettone (quello del metano è nello stesso posto di quello a benzina) e per l’indicatore del livell inserito nella strumentazione. Per il resto la vita reale a bordo di queste auto è assolutamente identica a quella con una normale auto a benzina. L’evoluzione dei motori Volkswagen ha portato a prestazioni decisamente interessanti, del tutto analoghe a quelle delle motorizzazioni tradizionali e con consumi assolutamente interessanti.
Tre cilindri una piacevole sorpresa
Durante la prova Polo e Golf hanno mostrato consumi a mio parere sorprendenti, nell’ordine dei 5 kg/100 km, anche viaggiando a ritmi poco “ecocompatibili”. Il tre cilindri della Polo è elastico, ben dotato in fatto di coppia e confortevole anche a velocità autostradali, eroga i suoi 90 cv con baldanzosa confinzione. Pur con una certa rumorosità meccanica di fondo, diciamo che tra i tre cilindri c’è chi riesce ad essere più silenzioso.
4 cilindri una conferma
Ottimo invece il motore della Golf, una vecchia conoscenza che ho già avuto modo di provare sulla gamma Octavia (anche con cambio a doppia frizione abbinata non così scontata) e che certifica come si riescano a costruire ottime motorizzazioni a metano, convincenti anche dal punto di vista delle prestazioni. Il 1400 TGi piace, ha una erogazione progressiva è ben dotato di coppia e sulla Golf è in grado anche di regalare soddisfazioni sportive se si ha il piede pesante, senza per questo far lievitare i consumi. Dimenticatevi i motori a metano loffi e poco entusiasmanti, con questo 1.4 TGi è davvero un’altra vita e con l’autonomia attuale e la disponibilità di stazioni di rifornimento del gas naturale non è più una scelta di ripiego ma può essere una scelta molto intelligente.

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